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Usucapione del coerede del bene comune: a quali condizioni?

18 Novembre 2013 | Autore:
Usucapione del coerede del bene comune: a quali condizioni?

Chi riceve in eredità un bene insieme ad altri soggetti (cosiddetto coerede) può acquistarne la proprietà esclusiva tramite usucapione: vediamo a quali condizioni.

 

Il coerede può diventare l’unico proprietario del bene ereditato (per esempio un appartamento o un terreno) anche se questo è, inizialmente, in comunione con altri eredi. Affinché ciò avvenga, però, è necessario:

1) aver posseduto il bene (cioè averlo utilizzato o averne usufruito in qualche modo) per un periodo di tempo di 20 o 10 anni [1];

2) essersi comportati, durante questo periodo, come l’unico proprietario, in modo pacifico e non clandestino o occulto: tale comportamento non deve riguardare solo la propria quota di proprietà, ma anche di quella degli altri coeredi.

Con riguardo al secondo punto, in particolare, è necessario che il coerede abbia posseduto la cosa comune (per esempio un appartamento) in modo apertamente contrastante con il possesso altrui: egli deve, insomma, rivelare, in modo inequivocabile, l’intenzione di comportarsi come proprietario esclusivo, e non come semplice possessore, anche delle quote degli altri eredi.

Secondo la Cassazione [2] tale comportamento non può essere desunto dal semplice fatto che il coerede abbia amministrato il bene, abbia provveduto alla sua manutenzione e al pagamento delle tasse, in quanto tali attività possono essere state compiute in qualità di comproprietario.

Il coerede deve piuttosto dimostrare che il godimento del bene stesso si è verificato in modo tale da escludere, con palese manifestazione di volontà, gli altri coeredi dalla possibilità di goderne in modo analogo (per esempio cambiando la serratura dell’appartamento e così impedendo loro l’accesso).


note

[1] Per aversi usucapione, è necessario che la situazione di possesso perduri per un termine di:

– 20 anni per gli immobili il cui possesso sia stato acquistato in malafede, cioè sapendo che si tratta di una proprietà di un’altra persona. Il termine comincia a decorrere da quando si è acquistato il possesso del bene;

– 20 anni di possesso continuato per i beni mobili;

– 10 anni se si è acquistato in buona fede, e in base a un atto pubblico registrato, da un soggetto che, tuttavia, non era il vero proprietario del bene;

– 10 anni per gli altri diritti di godimento sopra un immobile (usufrutto, uso, abitazione, servitù, ecc.).

– 10 anni di possesso continuato per i beni mobili, relativamente alla proprietà o altri diritti reali acquisiti in buona fede da chi non ne è il proprietario, in presenza o meno di un atto di proprietà;

– 10 anni di possesso continuato per i beni mobili iscritti nei pubblici registri (v. automobili, imbarcazioni, ecc.);

– 3 anni dalla trascrizione per i beni mobili iscritti nei pubblici registri acquistati in buona fede da chi non ne è proprietario.

[2] Cass. sent. n. 5226/2002.


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