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Lo sai che? Dichiarazione dei redditi sbagliata e responsabilità del commercialista

Lo sai che? Pubblicato il 8 gennaio 2012

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> Lo sai che? Pubblicato il 8 gennaio 2012

Responsabile il commercialista che sbaglia la dichiarazione dei redditi ma anche il cliente se, ricevuta la richiesta di chiarimenti dal Fisco, non  provvede a rispondere.

Il commercialista che sbaglia la dichiarazione dei redditi deve risarcire il suo cliente per l’eventuale danno subito; ma, se quest’ultimo non ha risposto alla richiesta di chiarimenti inviatagli dal Fisco, il risarcimento è ridotto alla metà [1].

Così si è pronunciato, di recente, il Giudice di Pace di Milano [2] che ha riconosciuto il concorso di colpa fra un commercialista, che aveva compilato una dichiarazione erronea, e il suo cliente che non aveva risposto all’avviso del Fisco, in cui gli venivano chiesti chiarimenti in ordine al modello presentato.

Il giudice, sulla scia di precedenti pronunce della Cassazione [3], ha condannato il commercialista a titolo di responsabilità professionale. Quest’ ultima si configura quando il professionista  non si attiene alla cosiddetta diligenza professionale, cioè non adempie agli impegni assunti con la lealtà, correttezza e competenza dovute in relazione all’attività svolta [4].

A tal proposito occorre fare una precisazione:

– Se il commercialista omette di presentare la dichiarazione del cliente, risponde per il mancato rispetto della diligenza ordinaria cioè quella richiesta non al professionista, ma all’uomo comune [5]. Di conseguenza, ai fini della sua responsabilità, basta provare la sola colpa lieve.

– Diverso è se il commercialista compila la dichiarazione, ma questa risulta erronea o disordinata, disattenta e priva della documentazione necessaria [6] e gli errori riguardano questioni tecniche più difficili, rientranti nella sua competenza.
In questo caso, egli viola gli obblighi di diligenza professionale e pertanto, ai fini della responsabilità, è necessario provare il dolo o la colpa grave.

Se il contribuente, pur in presenza di una responsabilità del suo consulente, non risponde alle richieste dell’Amministrazione Finanziaria, ha una corresponsabilità per aver violato gli obblighi di diligenza ordinaria nella cura dei propri affari. Infatti, la risposta immediata gli avrebbe consentito di rimediare agli errori commessi dal commercialista.

Dunque, nel caso preso in esame dal Giudice di Pace di Milano, sia commercialista che cliente sono stati considerati responsabili per aver peccato di negligenza. Il loro concorso di colpa genera una responsabilità al 50% dell’uno e al 50% dell’altro. Questo spiega perché il risarcimento spettante al cliente è stato dimezzato.

 

 


note

[1] Il danno al cliente può derivare per es. dagli accertamenti fiscali, dalla necessità di difendersi in una controversia tributaria o dall’obbligo di pagare sanzioni a causa degli errori nella dichiarazione.
[2] Giudice di Pace sent. del 05.01.2012.
[3] Vedi per tutte C. Cass. sent. n. 8860/2011.
[4] Art. 1176 c. 2 cod. civ.
[5] Art. 1176 c. 1 cod. civ.
[6] C. Cass. n. 9916/ 2010.


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3 Commenti

  1. Vedo che questi commenti sono attigui a quello capitato a mia figlia anche se ci sono delle diversità di fatti. Sarei grato ad avere delle delucidazioni in merito. GRAZIE

  2. Salve a me è capitato che la mia commercialista ha spedito le dichiarazioni del 2011 e 2012 ma non sono state accolte dall’ agenzia dell’ entrate per dati non conformi alle specifiche tecniche, senza avvisarmi del fatto o porre rimedio .Pochi giorni fa si è presentata a casa mia la finanza chiedendomi di presentarmi e dare spiegazioni in merito ,vorrei sapere in questo caso chi deve pagare. Grazie

  3. Spett. La Legge per Tutti,
    mi permetto di disturbare per conoscere la Vostra opinione il merito al seguente problema: premesso che fino al 2012 mi sono appoggiato ad un commercialista che dopo essere andato in pensione mi ha seguito le pratiche fiscali ma chiedeva di essere pagato in contanti e così fino alla fine della mia attività lavorativa, mentre come intermediario per trasmettere per via telematica le mie denunce dei redditi si preoccupava la figlia che ha lo studio insieme al commercialista; ricevo dall’Agenzia delle Entrate un accertamento perchè la liquidazione di fine rapporto della mia azienda ed anche arretrati di liquidazione non erano stati inseriti nell’anno 2011 per tassazione separata; Vorrei cortesemente sapere se la sanzione e gli interessi a me richiesti devono essere pagati dallo studio del commercialista per sua responsabilità.
    Grazie con i migliori saluti.

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