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Caos tamponi negli aeroporti: le novità

18 Agosto 2020 | Autore:
Caos tamponi negli aeroporti: le novità

Partenze in pochi scali e code per l’attesa. Da domani, si inizia a Malpensa. Linate deve attendere il weekend. In Veneto, 48 passeggeri positivi, 32 nel Lazio.

Dopo una partenza con il piede sbagliato, il piano di controlli negli aeroporti dei passeggeri che provengono da alcuni Paesi europei a rischio comincia ad allargarsi ad altri scali oltre a quelli in cui sono iniziati i primi test. La novità principale riguarda l’aeroporto milanese di Malpensa, dove domani verranno effettuati i primi tamponi sugli arrivi da Grecia, Spagna, Malta e Croazia. Occorrerà attendere, invece, qualche giorno per i controlli a Linate, dove si prevede di cominciare nel fine settimana. Non sarà una passeggiata: in una giornata come quella di ieri, ad esempio, sono sbarcati nei due scali lombardi quasi 5.000 persone.

Restando in Lombardia, all’aeroporto Orio al Serio di Bergamo si è partiti prima di Ferragosto. In tre giorni, sono state controllate 1.700 persone che, però, si sono dovute spostare all’ospedale di Seriate (non lontano dallo scalo) con mezzi propri per effettuare i test.

A Roma, dove l’attività è già in corso, arriveranno 30mila tamponi ogni giorno. L’ospedale Spallanzani aveva messo a disposizione nei giorni scorsi una ventina di infermieri. Nella sola giornata di ieri, sono stati trovati positivi dieci passeggeri di rientro dalla Grecia, otto dalla Spagna, sei dalla Sardegna, tre dalla Croazia, due dall’Ucraina, altrettanti da Malta e uno dalla Francia.

Controlli a tappeto anche a Torino, Venezia e Verona. Negli aeroporti veneti, sono stati riscontrati 48 casi di positività tra chi tornava dall’estero.

I passeggeri che vengono sottoposti ai tamponi possono tornare subito a casa e attendere il risultato del tampone. Solo negli scali in cui vengono effettuati i test rapidi si può avere l’esito entro mezz’ora circa, anche se per effettuare il controllo l’attesa all’aeroporto può risultare lunga. C’è chi ha dovuto aspettare a Fiumicino anche due ore prima di essere chiamato.

All’arrivo al terminal, i viaggiatori devono fare una dichiarazione scritta e poi decidere se fare il tampone subito in loco oppure entro 48 ore in una struttura sanitaria predisposta. L’alternativa è presentare un test già fatto all’estero nelle 72 ore precedenti.



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