Bonus asilo nido: come correggere l’Isee irregolare

18 Agosto 2020 | Autore:
Bonus asilo nido: come correggere l’Isee irregolare

Si ha diritto alla prestazione anche se ci sono degli errori nell’indicatore della situazione economica equivalente. Ecco come risolvere il problema.

Uno dei requisiti fondamentali per avere il bonus asilo nido è quello di presentare al momento della domanda la dichiarazione Isee in cui si dimostri di non superare la soglia entro la quale avere diritto al beneficio. Ma che succede se la dichiarazione presenta delle difformità o delle omissioni, cioè se mancano dei dati o vengono riportate delle informazioni sbagliate? Per non perdere il bonus asilo nido, come correggere l’Isee irregolare?

L’Inps rassicura chi si è accorto di non avere la documentazione a posto per poter usufruire dell’aiuto offerto dallo Stato a chi ha, contemporaneamente, un reddito basso e la necessità di far accudire il proprio figlio in una struttura per poter andare al lavoro. È quello che lo stesso Istituto chiama «processo di recupero delle difformità». Non si tratta di una procedura complicata, comunque: basterà recuperare tutta la documentazione occorrente per avere la Dsu, cioè la Dichiarazione sostitutiva unica, essenziale per ottenere l’Isee. Ecco tutto quello che c’è da sapere sul bonus asilo nido, come correggere l’Isee e come evitare di restare a mani vuote quando si ha diritto all’agevolazione.

Bonus asilo nido: che cos’è?

Il bonus asilo nido è un contributo riconosciuto dallo Stato alle famiglie che devono affrontare una di queste spese:

  • le rette degli asili nido pubblici o privati autorizzati;
  • le forse di supporto domiciliare (ad esempio, la baby-sitter o il personale socio-sanitario specializzato) a favore dei bambini sotto i tre anni affetti da gravi patologie croniche.

Bonus asilo nido: chi lo può richiedere?

I requisiti del genitore che presenta la domanda per richiedere il bonus asilo nido sono:

  • essere cittadino italiano o di un Paese dell’Unione europea;
  • essere cittadino extracomunitario purché in possesso di permesso di soggiorno di lungo periodo oppure di carta di soggiorno per familiari extracomunitari di cittadini dell’Unione europea. Ai cittadini italiani sono equiparati gli stranieri con lo status di rifugiato politico o di protezione sussidiaria;
  • avere la residenza in Italia;
  • essere la persona che sostiene effettivamente il pagamento della retta dell’asilo nido;
  • avere un Isee minorenni entro la soglia indicata per i vari importi del bonus.

Bonus asilo nido: importi ed Isee richiesti

Non esiste un importo fisso determinato per il bonus asilo nido. La cifra varia a seconda dell’Isee minorenni in corso di validità presentato dal richiedente. In caso di mancanza dell’Isee o se il bonus viene richiesto da un genitore che non fa parte del nucleo familiare del bambino, verrà conteggiata la rata in misura non superiore a 1.500 euro, cioè 136,37 euro al mese. Se, successivamente, viene presentato un Isee valido, la cifra verrà adeguata in base all’indicatore della situazione economica e, comunque, fino ad un massimo di 3.000 euro.

L’importo del bonus è così determinato in base all’Isee:

  • Isee fino a 25mila euro: bonus di 3.000 euro (272,72 euro al mese);
  • Isee da 25.001 a 40mila euro: bonus di 2.500 euro (227,27 euro al mese);
  • Isee oltre 40mila euro: bonus di 1.500 euro (136,37 euro al mese). In questo caso non è necessario presentare la Dsu.

È importante sottolineare che il bonus mensile non può superare l’importo della retta da pagare all’asilo nido o alla forma di assistenza domiciliare per i bambini sotto i 3 anni con patologie gravi. Questo significa che chi ha diritto, ad esempio, ad un contributo mensile di 227,27 euro ma versa all’asilo una retta di 150 euro riceverà un bonus di 150 euro al mese.

Sono escluse dal bonus le spese per i servizi educativi integrativi (ad esempio ludoteche, spazi gioco, spazi baby, pre-scuola, ecc.).

Va detto anche che questo bonus non è cumulabile con la detrazione fiscale prevista per gli asili nido.

Bonus asilo nido: come presentare la domanda?

La domanda per ricevere il bonus asilo nido va presentata all’Inps attraverso uno di questi canali:

  • sul sito dell’Istituto, accedendo con il proprio Pin oppure usando il sistema Spid o la Carta Nazionale dei Servizi;
  • chiamando il numero verde 803 164 gratuito da rete fissa oppure, se chiami da smartphone, il numero a pagamento 06 164 164;
  • un patronato.

Nella domanda bisogna specificare se si richiede il bonus per:

  • pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido pubblici e privati autorizzati: occorre indicare la denominazione e il codice fiscale della struttura, gli estremi del provvedimento autorizzativo e le mensilità relative ai periodi di frequenza compresi tra gennaio e dicembre 2020 per le quali si intende ottenere il beneficio;
  • introduzione di forme assistenza domiciliare a favore dei bambini, di età inferiore a tre anni, affetti da gravi patologie croniche.

È fondamentale ricordare che il bonus viene erogato fino al raggiungimento dello stanziamento previsto dal Governo (520 milioni di euro). Significa che le richieste arrivate all’Inps dopo l’esaurimento di tale fondo verranno respinte, ma non stracciate: saranno ammesse «con riserva».

Bonus asilo nido: come viene erogato?

Al momento di presentare la domanda, è necessario segnalare la modalità in cui si vuole ricevere il bonus, ovvero tramite:

  • conto corrente postale;
  • conto corrente bancario;
  • carta prepagata con Iban;
  • libretto postale con Iban.

Per avere l’accredito diretto, è necessario allegare il modello SR163 in cui la banca o la posta certificano che il conto corrente, il libretto o la carta prepagata sono effettivamente intestati al richiedente.

Bonus asilo nido: come modificare l’Isee?

Una volta spiegato in che cosa consiste il bonus asilo nido, chi ne ha diritto e come lo si può ricevere, arriviamo alla questione relativa all’Isee che, come abbiamo visto, è necessario per accedere alla prestazione.

Può capitare che nella dichiarazione Isee presentata insieme alla domanda ci siano delle informazioni errate o mancanti, ad esempio sul patrimonio immobiliare o sui redditi dichiarati. In questo caso, è possibile correggere l’Isee in questo modo:

  • presentando attraverso i consueti canali (sito dell’Inps, contact center, patronato, ecc.) l’adeguata documentazione in cui si dimostrino la completezza e la veridicità dell’Isee;
  • presentando una nuova dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) comprensiva delle informazioni in precedenza omesse o sbagliate;
  • correggendo la Dsu con effetto retroattivo, nel caso in cui sia stata presentata dal Caf ed il centro di assistenza fiscale abbia commesso un errore materiale. In tal caso, all’atto della rettifica il Caf dovrà inserire nel campo «data di presentazione» il giorno di iniziale presentazione della Dsu che si intende rettificare. Questa operazione non è possibile se la Dsu è stata presentata con il Pin del cittadino.

La presenza di omissioni e/o errori nell’attestazione Isee al momento della domanda per il bonus asilo nido comporta, analogamente alla mancanza di Isee, l’accoglimento della domanda con liquidazione dell’importo minimo di 136,37 euro mensili, sempre che sussistano gli altri requisiti di legge. Gli eventuali errori o mancanze vengono comunicati dall’Inps al contribuente.

Dopo la regolarizzazione dell’Isee da parte dell’utente, l’importo spettante sarà integrato con gli arretrati a decorrere dalla data della domanda.



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