Diritto e Fisco | Articoli

I trucchi degli italiani per non pagare le tasse

2 Settembre 2014
I trucchi degli italiani per non pagare le tasse

Frodi carosello, utilizzo di conti correnti di familiari e amici, carte di credito a prestanome: in un rapporto dell’Unità di Informazione Finanziaria (Banca d’Italia), svelati i sistemi più usati dagli italiani per evadere le tasse.

In un rapporto pubblicato dall’Unità di Informazione Finanziaria (Banca d’Italia) [1], riguardante l’attività svolta nel 2012 per la prevenzione, il contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo internazionale, vengono brevemente riassunti i sistemi più utilizzati dagli italiani per evadere il fisco, scoperti a seguito di segnalazioni antiriciclaggio.

Eccoli qui elencati.

Utilizzo dei conti corrente di familiari e parenti stretti per incassare somme non dichiarate.

Capita spesso che il professionista o l’imprenditore, per non far notare all’anagrafe tributaria e al fisco i versamenti ricevuti, li fa confluire in conti correnti insospettabili, come quelli di familiari e stretti congiunti. Diffuso è il caso dell’anziana madre pensionata, che difficilmente potrebbe essere “sospettata” o controllata dal Fisco. Ma se il contante  versato raggiunge cifre elevate, è facile che la Banca segnali l’anomalia dell’operazione, dando così il via a eventuali controlli.

Movimentazioni continue e anomale tra socio e società, tra conto personale del titolare e conto dell’azienda, tali da non trovare alcuna giustificazione nei movimenti contabili.

Si usano conti correnti personali o di familiari per movimentazioni che invece sono riferibili all’azienda o all’attività economica. Anche questo è un altro dei sistemi più utilizzato dagli italiani per pagare meno imposte. In pratica, la società trasferisce l’incasso di somme di sua competenza a familiari o prestanome nullatenenti con una tassazione più bassa o con regimi agevolati, facendo così transitare ricavi che dovevano invece rientrare nel bilancio dell’azienda. In questo modo viene spostata base imponibile da un soggetto a un altro, riducendo la tassazione complessiva. Anche in questo caso la segnalazione antiriciclaggio nasce dal fatto che poi le somme vengono prelevate in contanti per essere restituite all’effettivo beneficiario (l’azienda o il suo titolare).

Uso anomalo di carte elettroniche

Le Carte di credito e quelle prepagate sono spesso apprezzate sia per la possibilità di sforare il tetto di 1.000 euro sull’uso del contante, sia per le carenze di tracciabilità sull’effettivo beneficiario, permettendo così scambi meno controllati. Ciò anche perché il loro collocamento per via telematica rende ancora più ostica l’identificazione degli effettivi intestatari. Sono infatti sempre più diffusi i nominativi titolari di un numero elevatissimo di carte che fungono solo da prestanome a tempo pieno, del tutto sconosciuti all’erario italiano anche perché a volte residenti in paradisi fiscali.

Utilizzo di fatture false per prestazioni mai eseguite

Si tratta di operazioni effettuate solo al fine di spostare denaro da un soggetto a un altro, spesso anche ricorrendo a soggetti ubicati in paradisi fiscali. E’ uno schema classico che consente di creare provviste di “nero” all’estero da destinare spesso a ulteriori attività illecite come corruzione per pagamento di tangenti. Le false fatture possono essere anche solo parziali, gonfiando o sottostimando il valore effettivo della merce e spostando così la tassazione da un soggetto a un altro. In alcuni casi, le stesse vengono richieste anche per dimostrare spese mai effettuate, ma oggetto di finanziamenti e contributi pubblici dello Stato: in questo caso, il danno per l’Erario è doppio. Queste operazione vengono spesso segnalate perché, per restituire le somme delle false fatture, si ricorre spesso all’uso del contante o ad anomale operazioni bancarie, non giustificate dalla posizione del soggetto.

Frodi carosello

Tra i sistemi preferiti dagli evasori, sono operazioni molto complesse che sfruttano il meccanismo per cui l’Iva non si paga negli scambi comunitari. Consistono nell’evasione dell’Iva attraverso la creazione di società fittizie (cosiddette “cartiere”) che fungono da tramite per fatturare operazioni inesistenti, in modo da compensare debiti e crediti di imposta sul valore aggiunto e sfruttano il regime IVA degli acquisti da paesi dell’Unione Europea che avviene in esenzione d’IVA. E’ stato riscontrato che i maggiori settori colpiti sono gli autoveicoli, l’informatica, i cellulari e gli elettrodomestici.


note

[1] U.I.F., Rapporto annuale n. 5 – anno 2012, pubblicato a maggio 2013


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube