Diritto e Fisco | Articoli

Non fornire le proprie generalità ad un pubblico ufficiale è reato

18 Novembre 2013
Non fornire le proprie generalità ad un pubblico ufficiale è reato

Chi si rifiuta di fornire le proprie generalità al pubblico ufficiale rischia l’arresto fino a un mese o una multa di 206 euro.

 

Rifiutarsi di fornire ad un Pubblico Ufficiale indicazioni circa la propria identità personale è un reato punito con l’arresto fino ad un mese o con un’ammenda fino a 206 euro.

Ciò è quanto previsto dal nostro codice penale [1] con una norma che ha la finalità di consentire al pubblico ufficiale, nello svolgimento delle proprie funzioni, l’identificazione immediata dei soggetti che si trovano in dato luogo.

Ma chi è il pubblico ufficiale?

Tale qualifica spetta non solo ai soggetti che svolgono attività di pubblica sicurezza, come: militari, carabinieri, polizia di stato, guardia di finanza ecc.; ma anche a chi esercita una pubblica funzione, pur se per un breve periodo (ad es.: insegnanti, consiglieri comunali, presidente di seggio elettorale).

Per incorrere nel reato è sufficiente il semplice rifiuto di fornire i dati richiesti. È quindi inutile che le informazioni vengano fornite in un momento successivo [2].

Inoltre, non esime dall’obbligo neppure il fatto che l’identità del soggetto sia facilmente accertabile (perché, ad esempio, il pubblico ufficiale ci conosce già). Questo, infatti, non garantisce che l’agente sappia con esattezza tutti i nostri dati [3].

Bisogna inoltre precisare che la norma punisce chi si rifiuti di dare indicazioni sulla propria identità personale [4] e non chi è privo dei documenti che la attestano come, ad esempio, la carta d’identità. Infatti, non esiste alcun obbligo di portare con sé un documento d’identità valido (salvo ovviamente la patente in caso di guida), ma solo di fornire oralmente le proprie generalità. Questa regola non vale però per gli stranieri [5] e per le persone dichiarate sospette o pericolose [6].

Se poi si vogliono proprio cercar rogne, rifiutando l’esibizione del documento di riconoscimento che abbiamo dichiarato di avere (così tanto per complicarci la vita), potremmo essere accompagnati dall’agente nel proprio ufficio per procedere all’identificazione. Un tale comportamento è infatti sufficiente a far sorgere dei dubbi sulla veridicità delle nostre dichiarazioni, attribuendo all’agente il diritto di identificarci in caserma [7].


Fornire oralmente le proprie generalità al pubblico ufficiale è sufficiente ad escludere la sanzione del Rifiuto di dare indicazioni sulla propria identità personale previsto dal codice penale. Se invece vi chiedono i documenti e ne site sforniti non commettete alcun reato perché, salvo per determinati soggetti, non vi è alcun obbligo generale ad esserne muniti.

note

[1] Art.651 c.p.

[2] Cass, sent. 6 novembre 2006 n. 41716.

[3] Cass. sent. 4 gennaio 1996 n.34.

[4] Cass, sent. 2 marzo 1992 n. 2261.

[5] D.lgs. n. 286 del 1998, art. 6, che recepisce la Direttiva 2004/38/CE.

[6] Articoli 4 T.U.L.P.S. E 294 reg. di att.

[7] Art. 11 legge 191/1978.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

12 Commenti

  1. è, comunque da precisare che, nella pratica, se dopo aver verbalmente dichiarato le proprie generalità al p.u. e questi vi chiede di mostrare un documento che confermi le vostre dichiarazioni e rispondete di non averlo, il p.u. ha tutto il diritto di accompagnarvi in ufficio, per il tempo strettamente necessario ad accertare le vostra esatte generalità, con conseguenti atti da redigere, da firmare e grandi perdite di tempo per tutti. Se non avete problemi di sorta, date il documento subito e in 20 secondi sarete liberi di andare

  2. L’articolo 11 della legge 18 maggio 1978, n. 191 consente agli Ufficiali e agli Agenti di Polizia di accompagnare nei propri uffici una persona allo scopo di procedere alla sua identificazione.
    L’accompagnamento è consentito unicamente nei seguenti casi:
    se la persona rifiuta di dichiarare le proprie generalità. Il rifiuto costituisce reato (articolo 651 odice penale) ed il fotosegnalamento avviene in base all’articolo 349 codice procedura penale;
    oppure quando ricorrono sufficienti indizi per ritenere che le dichiarazioni sulla propria identità siano false;
    oppure quando ricorrono sufficienti indizi per ritenere che i documenti esibiti siano falsi.
    Questo è il testo della norma, se poi nella pratica si abusi, anche a fronte della genericità del lessico utilizzato nella stessa, è un altro (triste) discorso.

  3. Se il p.u. mi offende e voglio querelarlo, perchè lui ha il diritto di non declinare le sue generalità afifnchè io possa tutelare i miei interessi?

  4. Non mi risulta che i “militari” siano pubblici ufficiali. Un militare non è un organo di pubblica sicurezza.

  5. Rettifico il mio dubbio. Gli appartenenti alle Forze Armate risultano essere Pubblici Ufficiali.

  6. non parlo di abusi, ma di applicazione della legge. Come dice Diego Nastasi citando la norma . che lo consente, se il p.u.ha seri dubbi (mentre declini, balbetti, sbagli data, mostri insicurezza e via di seguito) e quindi “”ricorrono sufficienti indizi per ritenere che le dichiarazioni …. siano false””, ti accompagna in ufficio con tutto quello che ne consegue e non vedo dove sta l’abuso.

    1. Appunto, è l’indeterminatezza della norma che ne consente una tale applicazione e il conseguente abuso (della stessa). Il concetto di “sufficienti indizi” lascia un ampissimo margine di discrezionalità all’agente, con la conseguente applicazione non uniforme della disposizione stessa. In pratica: ci saranno agenti che riterranno sufficiente un lieve balbettio per ritenere un soggetto mendace e portarlo in caserma; altri, invece, che riterranno irrilevante un tale atteggiamento. Per concludere, la situazione da lei prospettata è possibile, ma non costituisce la regola.

  7. è questo il nocciolo della questione. Tralasciando gli abusi, quelli veri (se no non se ne esce), non si può imputare un abuso ad un p.u. solo perchè è stato troppo zelante (o poco accomodante, a seconda dal punto di vista). Di certo c’è che, i cittadini onesti, quelli che niente hanno da nascondere, in situazioni del genere, non avranno mai di che preoccuparsi se non di una mezz’oretta persa.

  8. vorrei essere aiutato perché non si capisce bene come comportarsi !! se si conduce un veicolo per motivi aziendali si ritarda la revisione per circa sei mesi i vigili o polizzadi STATO fanno multa al sottoscritto e azienda !!! l’azienda paga ok l’anno dopo quasi identico problema fanno la revisione nei tempi stabiliti e mi trovo documento tipo del libretto non a bordo io posso rifiutarmi a non guidare il mezzo ma di piu io posso rifiutarmi se la vicenda succeda di nuovo per revisione posso rifiutarmi di dare la patente o miei dati solo con la presenza di un mio legale ciaoo ela prego di aiutarmi !! perche ho anche subito decurtazione di punti sulla patente senza mia colpa perche l’azienda ti costringe per tanti motivi !!

    1. Purtroppo sei tu alla guida del veicolo e se sei sprovvisto di documenti, sei solo tu il responsabile.
      Può stare pure un avvocato nel camion con te ma se ti ferma un agente di polizia locale o di ps, e ti trova sprovvisto di documenti, il verbale te lo fa tranquillamente.
      Non puoi rifiutarti di dare i documenti ad un p.u.
      Devi solo parlare con la tua azienda e non fare il lavoro se non in condizioni di piena sicurezza

      1. i documenti vanno MOSTRATI e non necessariamente CONSEGNATI, e sufficiente mostrarli tenendoli in mano e permetterne la lettura.

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube