Taglio tasse sugli immobili: ecco come potrebbe essere

18 Agosto 2020
Taglio tasse sugli immobili: ecco come potrebbe essere

Le linee di intervento per la riduzione dell’Imu: esenzione sui locali sfitti e nei piccoli Comuni, abbattimento del 30% di tutti i coefficienti catastali.

Si scaldano i motori per il taglio dell’Imu, l’imposta municipale sugli immobili: oggi Confedilizia, l’associazione dei proprietari di casa, si rivolge ai leader delle forze di opposizione ricordando gli impegni presi e richiamando l’urgenza di ridurre quello che definiscono «un macigno patrimoniale sugli immobili».

Il momento adatto per farlo, secondo Confedilizia, è adesso: «A partire dall’imminente esame parlamentare del ‘Decreto Agosto‘ e dalla ormai prossima legge di Bilancio per il 2021», scrive in una nota indirizzata a Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi.

Leader ai quali – prosegue l’associazione – «ricorderemo spesso le sacrosante proposte avanzate nella lettera aperta al premier Conte pubblicata sul ‘Sole 24 Ore‘ il 29 luglio scorso. E lo faremo senza aspettare che vadano al governo, chiedendo loro di affrontare il restante periodo della legislatura tenendo la barra dritta sull’urgenza di diminuire l’attuale tassazione sugli immobili».

In merito alla tassazione immobiliare, ricorda il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, i capi dell’opposizione hanno chiesto «la riduzione del 30 per cento dei coefficienti di calcolo Imu, l’esenzione della predetta imposta per i Comuni con una popolazione inferiore ai 3.000 abitanti e per gli immobili commerciali e produttivi sfitti rientranti nella categoria C».

A tal proposito, continua la nota del presidente di Confedilizia, riportata dall’agenzia stampa Adnkronos, l’intervento volto a tagliare l’imposta patrimoniale sugli immobili si presenta «decisamente più esteso».

Ecco le direttrici d’intervento ritenute necessarie da Confedilizia e ora “ricordate” al centrodestra:

  1. «riduzione del 30% dei moltiplicatori catastali attraverso i quali si determina la base imponibile dell’Imu (quelli che la manovra Monti aumentò da un giorno all’altro, rispetto a quanto previsto per l’Ici, fino al 60%): in sostanza, riduzione del 30% dell’imposta per tutti i tipi di immobili e per tutti i contribuenti»;
  2. «esenzione dall’imposta, per tutti i tipi di immobili e per tutti i contribuenti, nei centri con meno di 3.000 abitanti: un modo concreto per favorire la rinascita dei tanti borghi d’Italia abbandonati»;
  3. «esenzione dall’imposta per gli immobili commerciali e produttivi sfitti: un atto di giustizia, per eliminare una vera e propria vessazione».

«In sostanza – scrive Spaziani Testa – l’opposizione politica e parlamentare italiana indica quale unica proposta fiscale di tipo strutturale una decisa attenuazione del peso dell’Imu. È importante sottolinearlo, perché il fatto che nel dibattito politico entri in modo così deciso il tema della riduzione dell’imposizione patrimoniale sugli immobili è una novità».

«Vuol dire che si è finalmente compreso – prosegue la nota di Confedilizia – che questa imposta, con i suoi 22 miliardi di euro di gettito annuo, non sta soltanto depauperando il risparmio privato degli italiani, ma sta causando effetti negativi su tutta l’economia: compressione dei consumi, chiusura di imprese, perdita di posti di lavoro, svuotamento delle garanzie bancarie, ecc».

Infine, il presidente di Confedilizia lancia una provocazione: «Si dirà: ma dall’opposizione è facile parlare. Certo, è certamente più facile assumere posizioni nette rispetto a quando si è al governo. Ma compito delle associazioni di categoria, e prima ancora dei cittadini, è richiamare gli esponenti politici alle loro responsabilità, che si trovino a Palazzo Chigi o che siano minoranza in Parlamento», conclude Spaziani Testa, lasciando intendere che l’associazione vigilerà su queste proposte fin quando non troveranno attuazione.



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