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Il centrodestra firma il patto anti-inciucio

18 Agosto 2020 | Autore:
Il centrodestra firma il patto anti-inciucio

L’accordo tra Salvini, Meloni e Berlusconi impegna i tre partiti d’opposizione a non sostenere la maggioranza di governo.

«Mai al governo con la sinistra»: questo è il pilastro dell’accordo sottoscritto oggi tra i tre leader del centrodestra, Matteo Salvini per la Lega, Giorgia Meloni per i Fratelli d’Italia e Silvio Berlusconi per Forza Italia.

Così la coalizione d’opposizione serra le file e si mostra compatta in vista del prossimo appuntamento alle elezioni regionali e amministrative del 20 settembre; ma l’intesa raggiunta oggi varrà anche dopo, a prescindere dagli esiti del voto, e “blinda” i tre partiti su una politica comune, almeno riguardo ai punti oggetto dell’accordo.

L’iniziativa è nata da Fratelli d’Italia, che dal 2018 spinge in questa direzione; ora la firma del patto – che proprio Giorgia Meloni ha battezzato anti-inciucio, era diventata urgente per prevenire eventuali “tentazioni” di Forza Italia verso uno scivolamento a sostegno della maggioranza di governo e forse anche per neutralizzare le ipotesi di riavvicinamento tra Lega e Movimento 5 Stelle.

«Di fronte alla richiesta del governatore del Veneto di confermare il sostegno all’autonomia – spiega Giorgia Meloni – Fratelli d’Italia ha chiesto e ottenuto di aggiungere all’accordo anche quelli che considera essere due punti imprescindibili: il sostegno di tutto il centrodestra al presidenzialismo, elemento fondamentale per rafforzare l’unità nazionale e l’efficienza delle istituzioni centrali, e il patto anti-inciucio per vincolare tutti i partiti della coalizione al rispetto degli impegni programmatici presi con i cittadini».

Oltre all’autonomia regionale, al presidenzialismo e alla regola anti-inciucio, il quarto punto su cui i leader hanno trovato l’intesa è la riforma della giustizia. Dunque, d’ora in poi, almeno su questi temi, i tre partiti avranno una linea politica comune; ma è previsto anche l’impegno ad attuare il programma elettorale del centrodestra per le elezioni del 2018.

La parte finale del testo irrobustisce l’accordo raggiunto, quando dice: «Emerge l’esigenza di rassicurare gli elettori che in nessun caso Lega, FdI e Fi intendono in futuro fare parte di maggioranze di governo insieme ad altre forze politiche non facenti parte della coalizione».

Nasce, quindi, un impegno comune dei tre partiti d’opposizione «a non dare corso in questa e nella futura legislatura a qualsiasi accordo di governo» con altri; ma siccome la politica rimane il regno del possibile, viene «fatta salva una formale unanime diversa intesa tra le forze politiche che sottoscrivono il documento», dunque sempre tra i tre leader.

La mossa di oggi vuole anche prevenire ogni possibilità di formazione di un “nuovo centro” nel quale a settembre, in vista del possibile rimpasto di governo, sarebbero potuti confluire dal centrosinistra Italia Viva di Matteo Renzi e dal centrodestra Forza Italia di Silvio Berlusconi, oltre al Gruppo misto, sempre più numeroso dopo le fuoriuscite di molti parlamentari dal Movimento 5 Stelle.

Dunque, i tre principali partiti di opposizione cercano di “fare massa” prevenendo fughe isolate di qualcuno di loro ed impedendo anche la nascita di un “terzo polo”, pericoloso perché ritenuto in grado di alterare la dialettica bipolare tra una maggioranza ed un’opposizione.

Ma alcuni vedono in tutto questo anche la volontà della Lega di frenare i propositi di Luca Zaia di correre da solo, cioè senza intesa con gli alleati, verso la riconferma alla presidenza della Regione Veneto: il suo prevedibile successo sarebbe tale da mettere in ombra la leadership nazionale di Matteo Salvini, che così ha voluto giocare d’anticipo rinforzando la coalizione di centrodestra della quale non è più il capo incontrastato; tant’è che oggi ha dovuto raccogliere l’invito di Meloni a fare squadra insieme.



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