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Lettura contatore: ogni quanto va fatta?

19 Agosto 2020 | Autore:
Lettura contatore: ogni quanto va fatta?

Chi è l’incaricato di rilevare i dati dei misuratori di luce, gas e acqua e con quale frequenza vanno presi i consumi. Che succede se l’utente non è in casa.

Una delle voci principali delle bollette di luce, gas e acqua (purtroppo non è l’unica) è quella legata ai consumi. E c’è un solo modo per sapere quanti ne vanno fatturati ogni volta, cioè la lettura del contatore: ogni quanto va fatta? E ci sono delle differenze, da questo punto di vista, tra i tre tipi di fornitura? Queste due domande sono legittime, soprattutto se vengono poste da chi deve ricevere la bolletta energetica o idrica e sa che scoprirà quanto deve pagare solo nel momento in cui aprirà la fatidica busta. Perché se non ha chiaro ogni quanto va fatta la lettura del contatore, non saprà con certezza se quello che arriva è il solito acconto oppure il conguaglio basato sulla lettura reale del misuratore.

La cadenza con cui devono essere rilevati i numeri del contatore per calcolare le fatturazioni è stata stabilita dall’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambienti, cioè l’Arera. La frequenza della lettura cambia a seconda della potenza o della capacità fissata nel contratto d’utenza. Senza dimenticare, però, che anche il cliente può effettuare l’autolettura e comunicarla al gestore, in modo da essere certo che la bolletta risponderà ogni volta al consumo effettivo. Più le tasse, ovviamente.

Di seguito, tutto quello che bisogna sapere sulla lettura del contatore: ogni quanto va fatta, da chi e come funziona l’autolettura.

Lettura del contatore della luce

Ogni quanto va fatta?

La lettura del contatore della luce spetta al distributore, cioè allo stesso soggetto che installa l’apparecchio e che ne effettua la manutenzione.

Se l’utente ha un misuratore del consumo dell’energia elettrica tradizionale o elettronico non ancora attivato per la rilevazione di consumi a fasce orarie, ci deve essere un tentativo di lettura da parte del distributore almeno:

  • una volta ogni 4 mesi per i clienti con potenza disponibile fino a 16,5 kW (si tratta della stragrande maggioranza delle utenze domestiche);
  • una volta al mese per chi ha una potenza disponibile superiore a 16,5 kW.

Quando l’Arera parla di «tentativo» tiene conto dell’eventualità di non trovare l’utente in casa e di non poter accedere al contatore se questo si trova all’interno della proprietà privata. Pertanto, se ci sono almeno due tentativi falliti consecutivi, ne è previsto un terzo, magari in una fascia oraria rispetto a quelle precedenti.

Se, invece, il contatore è già stato attivato per la rilevazione dei consumi per fasce orarie, il distributore deve obbligatoriamente effettuare la lettura ogni mese, includendo – se consentito dall’apparecchio – i dati di potenza attiva massima mensile prelevata su base quarto d’ora, in corrispondenza di ogni registro totalizzatore.

Si può fare l’autolettura?

Non solo si può ma si deve avere a disposizione la possibilità di effettuare l’autolettura del contatore della luce. Il venditore è tenuto a consentirlo oltre che ad informarne il consumatore almeno una volta all’anno. Il cliente dovrà sapere tramite la fattura in quale fascia temporale può fare questa operazione.

Inoltre, il venditore deve comunicare se ha preso in carico o meno il dato dell’autolettura al momento dell’acquisizione del dato stesso o, qualora non sia possibile fornire una risposta immediata, entro i 4 giorni lavorativi successi. Entro altri 4 giorni, il venditore deve trasmettere al distributore questa informazione.

Quando finisce in bolletta la lettura del contatore?

Il venditore deve utilizzare i dati della lettura del contatore della luce trasmessi dal distributore con cadenza almeno bimestrale per gli utenti con potenza impegnata fino a 30 kW. Se tali dati non sono disponibili, il venditore può fare una stima sui consumi storici del cliente, per poi, appena i consumi effettivi saranno disponibili, procedere al conguaglio.

Questa periodicità, però, può cambiare nel mercato libero, a seconda di quanto stabilito nel contratto.

L’utente può consultare online i propri consumi storici attraverso il Portale Consumi (consumienergia.it).

Lettura del contatore del gas

Ogni quanto va fatta?

Anche la lettura del contatore del gas va fatta dal distributore. Ma in questo caso, il tentativo di lettura deve essere fatto almeno:

  • una volta l’anno per i clienti con consumi fino a 500 Smc/anno;
  • due volte l’anno per i clienti con consumi superiori a 500 Smc/anno e fino a 1.500 Smc/anno;
  • tre volte l’anno per i clienti con consumi superiori a 1.500 Smc/anno e fino a 5.000 Smc/anno;
  • una volta al mese per i clienti con consumi superiori a 5.000 Smc/anno.

In caso di nuove attivazioni di fornitura a clienti che consumano meno di 5.000 Smc/anno, il primo tentativo di lettura deve essere effettuato entro 6 mesi dal giorno di attivazione del servizio.

Tuttavia, il distributore può optare per un piano di lettura migliorativo per il cliente. In questo caso, deve comunicarlo all’Arera e a tutti i venditori presenti sulla rete, oltre a pubblicare sul proprio sito Internet il calendario delle letture.

Se il cliente non è in casa quando passa la persona incaricata della lettura del contatore e non è possibile, per questo motivo, effettuare la rilevazione, l’addetto lascia un avviso per informare del tentativo fatto e invita l’utente a fare l’autolettura e a comunicare i dati al venditore. A meno che il cliente abbia lasciato un biglietto adesivo con l’autolettura effettuata: in questo caso, il distributore è tenuto a raccoglierla.

Può anche capitare che l’addetto non abbia trovato l’utente in casa e che l’autolettura non sia stata fatta. A questo punto, il distributore fa una stima in base alle letture precedenti e all’andamento dei consumi in base alla stagione e al profilo del cliente. I consumi storici sono consultabili, come per l’energia elettrica, sul portale consumienergia.it.

Se la lettura fallisce per due tentativi consecutivi e il distributore non ha a disposizione un’autolettura valida, questi deve riprovare nel mese successivo al secondo tentativo fallito, prendendo eventualmente in considerazione fasce orarie diverse.

In ogni caso, il venditore deve informare il cliente delle cause che hanno impedito la lettura. Ciò avviene nella prima bolletta utile (servizio di tutela) o con le modalità indicate in contratto (mercato libero).

Se, invece, non è stata fatta puntualmente la lettura di un contatore accessibile, il cliente ha diritto a ricevere in bolletta, tramite il suo venditore, un indennizzo automatico di 35 € per ogni lettura non effettuata. Se il distributore non versa l’indennizzo entro sei mesi dalla data in cui si sarebbe dovuto effettuare il tentativo di lettura, l’indennizzo è triplicato. L’indennizzo deve in ogni caso essere erogato entro sette mesi.

Si può fare l’autolettura?

Come appena detto, l’autolettura non solo è possibile ma a volte anche consigliata dal distributore. Il venditore, pertanto, è tenuto a mettere a disposizione dei clienti una modalità per la raccolta dell’autolettura comunicata dal cliente all’interno di una finestra temporale indicata in fattura. È anche obbligato a comunicare al cliente subito o, qualora non fosse possibile, entro 4 giorni lavorativi, di avere preso o non preso in carico i dati.

Lettura del contatore dell’acqua

Ogni quanto va fatta

La lettura del contatore dell’acqua va fatta dal gestore del servizio di acquedotto, cioè dallo stesso che ha la responsabilità dell’installazione, del buon funzionamento, della manutenzione e della verifica dell’apparecchio.

Il gestore deve fare almeno:

  • due tentativi di lettura, distanti tra loro almeno 150 giorni di calendario, se il consumo medio annuo dell’utente è pari o inferiore a 3.000 metri cubi;
  • tre tentativi di lettura, distanti tra loro almeno 90 giorni di calendario, se il consumo medio dell’utente è superiore a 3.000 metri cubi.

Per le forniture appena attivate, il gestore deve fare un tentativo di lettura entro sei mesi dall’attivazione.

Va precisato che le utenze condominiali sono considerate un’utenza singola.

Il cliente deve essere informato dal gestore circa il giorno e la fascia oraria in cui avverrà la lettura. Se Il contatore non è accessibile, il preavviso deve essere da due a cinque giorni lavorativi. Anche in questo caso, se l’addetto non trova l’utente in casa, deve lasciare un avviso scritto in cui comunica di essere passato e la possibilità di fare l’autolettura, oppure raccogliere il dato dell’autolettura che il cliente ha eventualmente lasciato all’ingresso.

Se non è stato possibile effettuare la lettura e non sono disponibili i dati dell’autolettura, deve essere fatto un ulteriore tentativo entro il mese successivo al secondo tentativo fallito.

Come per le letture di luce e gas, in assenza di letture o autoletture effettive viene emessa una fattura con un consumo stimato sulla base del consumo medio della tipologia dell’utente.

Si può fare l’autolettura?

Il cliente non deve avere soltanto la possibilità ma anche il diritto di effettuare l’autolettura del proprio contatore dell’acqua. Il gestore, infatti, deve consentire all’utente di farlo 365 giorni all’anno, a qualsiasi ora, e di comunicare i dati con l’utilizzo di sms, telefono e internet.

L’autolettura deve sempre essere presa in carico a meno che non sia palesemente errata. In tal caso, l’utente deve essere avvisato tempestivamente. Se l’autolettura presa in carico, a seguito di successivi controlli, non può essere ritenuta valida, l’utente ne è informato entro nove giorni lavorativi.



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