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Posso andare a vivere con il mio ragazzo?

22 Ottobre 2020 | Autore:
Posso andare a vivere con il mio ragazzo?

Minorenni: quando possono andare a convivere con il proprio partner? A che età si può lasciare la famiglia per vivere insieme ad altri? Quando è reato?

Convivere con la persona che si ama è una cosa naturale. Tutte le coppie, prima o poi, decidono di fare il grande passo e di andare a vivere insieme. Si tratta di una logica evoluzione della relazione di coppia. Tuttavia, se ciò è normalissimo e non desta alcun problema dal punto di vista giuridico, diversa è la situazione quando la convivenza deve instaurarsi tra due persone minori d’età. Ad esempio, quante ragazze ancora minorenni si chiedono: «Posso andare a vivere con il mio ragazzo?».

La convivenza può diventare un problema se le persone coinvolte sono entrambe minori di diciotto anni; lo stesso dicasi se soltanto uno dei futuri conviventi è minorenne: in un caso del genere, potrebbe addirittura integrarsi il reato di sottrazione di minorenni. Dunque, due fidanzati che vogliono andare a vivere insieme e che hanno meno di diciotto anni devono fare attenzione alle loro scelte. Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: vedremo insieme quando è possibile andare a vivere con il proprio ragazzo se si è minorenni.

Minorenni: possono abbandonare la casa dei genitori?

Due persone che non hanno ancora compiuto i diciotto anni possono andare a convivere?

Secondo la legge, il figlio minorenne non può abbandonare la casa dei genitori o del genitore che esercita su di lui la responsabilità genitoriale, né la dimora da essi assegnatagli. Se lo fa senza permesso, i genitori possono richiamarlo ricorrendo, se necessario, al giudice tutelare [1].

Dunque, il figlio che non abbia compiuto i diciotto anni non può abbandonare la casa dei genitori (o del genitore a cui è stato affidato, nel caso di separazione o di divorzio) per andare a convivere con altri. Se lo fa, i genitori possono chiedere l’intervento delle autorità per farlo tornare a casa.

Figli: quando possono andare via di casa?

Solamente in due circostanze il figlio può liberamente abbandonare la casa dei genitori:

  • quando abbia raggiunto la maggiore età;
  • qualora, raggiunti i sedici anni, sia stato autorizzato dal giudice a contrarre matrimonio. Si tratta della cosiddetta emancipazione del minore.

Dunque, in un solo caso il minorenne può andare via di casa, e cioè quando il giudice lo abbia dichiarato emancipato. Vediamo di cosa si tratta.

Minore emancipato: chi è?

Il minore emancipato è la persona che, raggiunti i sedici anni, sia riconosciuto dal giudice abbastanza maturo da poter contrarre matrimonio.

Ai fini della concessione dell’emancipazione il tribunale, su istanza dell’interessato, accertata la sua maturità psico-fisica e la fondatezza delle motivazioni rilevate nell’istanza, sentito il pubblico ministero, i genitori o il curatore, può con decreto ammettere il minore a contrarre matrimonio.

L’emancipazione interviene prima del matrimonio e permane anche se il matrimonio contratto è successivamente dichiarato nullo.

L’emancipazione conferisce peraltro al minore la capacità di compiere gli atti di ordinaria amministrazione. Per gli altri atti eccedenti l’ordinaria amministrazione, oltre al consenso del curatore, è necessaria l’autorizzazione del giudice tutelare, il quale potrebbe addirittura acconsentire affinché il minore eserciti un’impresa commerciale.

Si può andare a vivere col proprio ragazzo?

Da quanto detto sinora si evince facilmente la risposta al quesito di fondo di questo articolo, cioè se è possibile andare a vivere con il proprio ragazzo. La risposta è negativa, a meno che non si sia entrambi maggiorenni.

In buona sostanza, dunque, due fidanzati minorenni non possono andare a vivere insieme, a meno che non si ottenga l’autorizzazione dal giudice per potersi sposare, acquisendo così lo status di minore emancipato.

Stessa risposta negativa nell’ipotesi in cui solo uno dei ragazzi sia minorenne, mentre l’altro maggiorenne: chi non ha compiuto ancora i diciotto anni non può lasciare i genitori.

Peraltro, andare a vivere insieme da minorenni potrebbe far scattare anche il reato di sottrazione di persona minore d’età. Vediamo quando.

Minore va a vivere con il ragazzo: quando è reato?

Secondo il codice penale, chi sottrae un minore di quattordici anni ai propri genitori, oppure lo ritiene contro la volontà dei genitori stessi, è punito con la reclusione da uno a tre anni. La punibilità è subordinata alla querela sporta dai genitori [2].

Affinché si integri il reato di sottrazione di minorenne occorre che il minore sottratto non abbia compiuto i quattordici anni. Il reato scatta anche se il minore è consenziente; ciò che rileva è il dissenso dei genitori.

Perciò, se una ragazza di 13 anni va a vivere con il fidanzato di quattordici e i genitori non sono d’accordo, per il quattordicenne scatta il reato di sottrazione di minorenne.

Se, invece, entrambi i ragazzi hanno almeno quattordici anni, allora non sussisterà alcun reato, anche qualora i genitori non siano d’accordo, purché ovviamente vi sia la libera volontà di entrambi i minori di vivere insieme.

Minorenni conviventi: avere rapporti sessuali è reato?

La convivenza tra fidanzati minorenni potrebbe presentare ulteriori problemi giuridici, anche molto seri. Secondo la legge, compiere un qualsiasi atto sessuale con una persona minore di quattordici anni è reato punito con pene molto severe (da sei a dodici anni) [3].

Questa regola subisce però un’importante eccezione, evidentemente pensata proprio per i rapporti sessuali tra fidanzati minorenni.

Secondo la legge, non è punibile il minorenne che compie atti sessuali con un minorenne consenziente che abbia già compiuto tredici anni, se la differenza di età tra i soggetti non è superiore a quattro anni.

In soldoni, significa che se i giovanissimi conviventi hanno 13 e 17 anni, non ci sarà alcun reato; tuttavia, se la differenza d’età dovesse allargarsi superando il limite di tolleranza dei quattro anni (ad esempio: ragazza di 13 e ragazzo di 18), allora scatterebbe il reato di atti sessuali con minorenne.

Ugualmente sarebbe reato se, pur essendoci una differenza d’età non superiore a quattro anni, uno dei minorenni avesse meno di tredici anni (ad esempio, ragazza 12 e ragazzo 16). La soglia minima d’età imposta dalla legge in questo casi, infatti, è di tredici anni.

Ovviamente, questo reato potrebbe concorrere con quello, visto nel paragrafo precedente, di sottrazione di minorenne, qualora ne ricorressero i presupposti.


note

[1] Art. 318 cod. civ.

[2] Art. 574 cod. pen.

[3] Art. 609-quater, cod. pen.

Autore immagine: Depositphotos.com


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