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Grigliata sul terrazzo: si può fare?

21 Agosto 2020 | Autore:
Grigliata sul terrazzo: si può fare?

Arrostire carni, pesci o verdure può provocare problemi all’interno di un condominio: ecco le regole da osservare per evitare liti con i vicini.

Tempo d’estate, tempo di grigliate. Con l’arrivo della bella stagione aumenta la voglia di organizzare barbecue, di ospitare in casa parenti e amici, deliziandone il palato con salsicce e fiorentine varie arrostite alla brace. Se si vive in una casa dotata di giardino, allora si è liberi di organizzare anche tutte le sere, ma se si abita in un condominio, la grigliata sul terrazzo si può fare? La risposta non è immediata in quanto dipende molto da quanto i vicini sono disposti a tollerare e, in ogni caso, non bisogna esagerare. Infatti, se ci si limita una tantum ad arrostire carni, pesci o verdure sul terrazzo o sul balcone di casa senza affumicare gli altri condòmini, difficilmente insorgeranno problematiche.

Viceversa, se si organizza ogni giorno una grigliata con relative immissioni di fumi e odori, fastidiose per i vicini, si corre il rischio di doverne rispondere davanti l’autorità giudiziaria competente. Meglio, quindi, osservare quanto previsto dal codice civile e dal regolamento condominiale.

Cosa dispone la legge per le grigliate sul terrazzo

Il nostro legislatore dà la possibilità di organizzare grigliate sul terrazzo purché le immissioni di fumo o di calore e le esalazioni di odori non superino la normale tollerabilità, avuto riguardo anche alla condizione dei luoghi [1]. Tradotto in parole più semplici ciò significa che è consentito cucinare sul terrazzo o sul balcone di casa a patto che vengano rispettati i livelli di normale tollerabilità.

A tal proposito, nasce, però, un problema in quanto è difficile stabilire con certezza quale sia questo livello di normale tollerabilità da osservare, trattandosi di un concetto molto relativo. Infatti, varia da persona a persona e da caso a caso. Perciò, mentre se si parla di rumori è possibile fare riferimento ai decibel, per le immissioni di fumo o di calore e per le esalazioni di odori, non vi sono parametri oggettivi per misurare il superamento della soglia prevista dalla legge.

Bisogna, quindi, lasciarsi guidare dal buon senso, rispettando le normali regole di convivenza civile ed adottando quanto necessario ad evitare il superamento dei limiti prescritti.

Come si decidono le liti per i fumi e le esalazioni da grigliate

Nel caso in cui dovesse insorgere una lite tra vicini per le immissioni di fumi o di calore o per le esalazioni di odori da grigliate e venissero adite le vie legali, la valutazione del limite sarà affidata alla discrezionalità del giudice, il quale potrà fondare il proprio convincimento al riguardo su elementi di prova di diversa natura non necessariamente su una perizia.

In particolare, potrà tenere conto delle dichiarazioni testimoniali di coloro che sono in grado di riferire le caratteristiche e gli effetti delle immissioni e delle esalazioni senza dare valutazioni soggettive o giudizi di natura tecnica ma limitandosi a riferire quanto oggettivamente da loro percepito.

In generale, nelle ipotesi di controversie la tendenza è quella di far prevalere l’interesse della qualità della vita privata.

I fumi e gli odori provenienti dal barbecue, vista la vicinanza e le immissioni che la cottura è in grado di sviluppare, possono provocare un sensibile disturbo e disagio in una abitazione privata e contribuiscono a deprimervi la qualità della vita, rendendo quindi applicabile la fattispecie prevista dal codice civile.

Grigliate sul terrazzo: cosa può prevedere il regolamento condominiale?

In molti condomini possibili controversie tra vicini provocate dall’uso del barbecue sul terrazzo, possono essere evitate semplicemente leggendo il regolamento condominiale. Quest’ultimo può contenere una specifica clausola che vieta tale comportamento, anche nell’ipotesi in cui dalla cottura alla griglia non dovessero derivare fumi o odori che superano la normale tollerabilità. Infatti, le norme contenute nel regolamento condominiale possono imporre limitazioni al godimento degli immobili di proprietà esclusiva secondo criteri anche più rigorosi di quelli stabiliti per le immissioni illecite dal codice civile.

Le restrizioni alle facoltà inerenti la proprietà esclusiva del singolo condòmino contenute nel regolamento condominiale sono legittime purché formulate in modo espresso o comunque non equivoco, in modo da non lasciare alcun margine di incertezza sul contenuto e la portata delle singole disposizioni. Ne consegue che, in tal caso, la liceità o meno dell’immissione deve essere determinata non sulla base della norma civilistica generale ma alla stregua del criterio di valutazione fissato dal regolamento [2].

Se il regolamento condominiale contiene, quindi, il divieto di fare il barbecue sul terrazzo, questa clausola prevale su quanto previsto dal codice civile. Pertanto, il condòmino che intende grigliare, deve arrendersi dinanzi a tale disposizione.

Spetta all’amministratore sorvegliare sulla corretta applicazione del regolamento condominiale e intervenire in caso di sua mancata osservanza. Se espressamente autorizzato dall’assemblea condominiale, può agire giudizialmente per ottenere l’inibitoria delle immissioni [3].

Quale rapporto c’è tra regolamento comunale e grigliate sul terrazzo

Oltre al regolamento condominiale spesso le immissioni vengono disciplinate anche dai regolamenti della polizia urbana comunale: ad esempio, alcuni prevedono che è vietato accendere fuochi di qualsiasi genere, anche in luoghi privati, se non siano forniti di apposita canna fumaria. Sicché, i condòmini che dovessero venire infastiditi dai fumi e dalle esalazioni provenienti dal barbecue del vicino, possono anche far riferimento a questa disciplinare, laddove contemplata dalle competenti autorità, per la tutela dei propri diritti.

Si può chiedere il risarcimento danni per le grigliate sul terrazzo?

Se un condòmino agisce in giudizio contro il vicino, colpevole, a suo dire, di avergli provocato un danno a causa del fumo e degli odori provenienti dal barbecue accesso sul terrazzo, affinché la sua richiesta di risarcimento venga accolta è necessario che:

  • l’interesse leso abbia una rilevanza costituzionale;
  • la lesione dell’interesse sia stata grave, cioè l’offesa abbia superato la soglia di normale tollerabilità;
  • il danno provocato non sia stato futile, vale a dire non sia consistito in meri disagi o fastidi ovvero nella lesione di diritti del tutto immaginari, come quello alla qualità della vita o alla felicità [4].

Se non sussistono tali presupposti, il danno non potrà essere risarcito. Tuttavia, al proprietario del barbecue potrà essere imposto di astenersi dal recare disturbo e dall’utilizzare qualsiasi mezzo atto ad infastidire il vicino.

Grigliate sul terrazzo: quando sono vietate in caso di locazione?

In caso di affitto di un appartamento, il proprietario può riservarsi di includere nel contratto di locazione, un divieto di organizzare grigliate sul terrazzo.

Tale tipo di divieto deve far parte integrante del contratto fin dall’inizio e non può essere aggiunto successivamente tranne nel caso in cui l’inquilino accetti espressamente la modifica.

Il mancato rispetto del divieto da parte dell’inquilino può comportare una diffida e nelle ipotesi più gravi una disdetta del contratto di locazione.

Grigliate sul terrazzo: quali modelli di barbecue scegliere?

In commercio esistono diversi modelli di barbecue che consentono di ridurre al minimo le emissioni di fumo o di calore fastidiose per i vicini. Infatti, oltre a quelli a carbonella, che emanano una maggior quantità di fumi, vi sono ad esempio quelli dotati di un cesto accenditore, quelli elettrici, quelli a gas e quelli da tavolo – quest’ultimi funzionano con carbone ma sono dotati da arieggiatori elettrici a batteria – che sono in grado di limitare le emissioni. Anche un barbecue coperto rappresenta una buona soluzione adatta a non recare fastidio agli altri condòmini.

Barbecue: quali regole osservare?

Per gli amanti del barbecue, in particolare per quello a carbonella, ci sono, poi, alcune regole da osservare al fine di minimizzare la formazione di fumo fastidioso.

Più precisamente, bisogna:

  1. utilizzare l’accendifuoco in maniera oculata;
  2. adoperare della legna secca in modo da evitare la formazione di fumo;
  3. non bruciare i rifiuti per impedire che si sviluppino vapori;
  4. girare la carne con l’attrezzatura apposita, vedi le pinze, evitando di bucherellarla. In tal modo i succhi non sgocciolano nella brace e non si forma fumo;
  5. utilizzare fogli di carta di alluminio o leccarde per non fare gocciolare l’olio o la marinata nella brace;
  6. non bagnare la carne con la birra, così da impedire che la cenere voli via.

Quando si finisce di utilizzare il barbecue bisogna sempre accertarsi che il grill o la carbonella siano spenti e che non ci sia alcun pericolo dovuto alla formazione di scintille o a pezzi di carbone ardenti.

Si può festeggiare sul terrazzo?

Se oltre alla grigliata si vuole organizzare anche una festa sul proprio terrazzo o balcone, esiste un divieto specifico che impedisce di farlo? In linea di principio non è vietato festeggiare sul terrazzo o sul balcone di casa ma anche in questa ipotesi non si può comunque prescindere dal rispettare i vicini e dall’applicare il buon senso.

Occorre, inoltre, ricordare che vanno osservati i regolamenti locali riguardanti la quiete notturna, che di solito entrano in vigore dalle ore 22. Perciò, da quest’ora in poi la musica deve essere tenuta a basso volume, le conversazioni non devono avvenire ad alta voce e si devono evitare anche tutti gli altri rumori.

E’ buona norma, altresì, leggere sempre il regolamento condominiale e verificare se vi sono contenuti divieti particolari o se è necessario chiedere l’autorizzazione agli altri condòmini per l’organizzazione.

Trattandosi di una festa privata che si svolge in casa, non si è tenuti ad avvisare e pagare la Siae (l’Ente preposto alla tutela del diritto di autore) per la musica che viene diffusa.

Tuttavia, se la stessa dovesse superare il limite della normale tollerabilità, potrebbe succedere che i vicini chiamino la polizia: in tal caso la festa verrebbe interrotta e l’organizzatore potrebbe subire una multa per disturbo alla quiete pubblica [5].


note

[1] Art. 844 cod. civ.

[2] Cass. Civ. del 18.01.2011, sent. n. 1064, Cass. Civ. del 7.01.2004, sent. n. 23 e Cass. Civ., del 4.02.1992, sent. n. 1195.

[3] Art. 1136 co. 2 cod. civ.

[4] Cass. Civ., sent. n. 21415/2014, Trib. Vicenza, Sez. I, 16.03.2017, sent. n. 892.

[5] Art. 659 cod. pen.


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