Assegnazione casa coniugale: il mantenimento resta intatto

20 Agosto 2020 | Autore:
Assegnazione casa coniugale: il mantenimento resta intatto

Secondo la Cassazione, non c’è alcun legame tra l’attribuzione dell’abitazione in cui uno dei coniugi vive con la prole e l’assegno che l’altro deve erogare.

L’assegnazione della casa coniugale al genitore collocatario dei figli minorenni non equivale ad un’automatica riduzione dell’assegno di mantenimento da parte dell’altro coniuge, anzi: l’importo resta intatto poiché, alla valutazione dell’assegnazione stessa, «è da ritenersi estraneo qualsivoglia profilo relativo alla ponderazione tra interessi di natura economica dei coniugi». Così ha stabilito la Cassazione con una recente ordinanza [1].

Va ricordato che, secondo la normativa in vigore, l’assegnazione della dimora coniugale ha come scopo il soddisfacimento dell’interesse prioritario della prole convivente con il coniuge a cui viene affidata. E che questa regola è stata più volte interpretata dalla giurisprudenza in questo modo: il godimento della casa familiare a seguito di una separazione dei genitori è attribuito tenendo conto prioritariamente dell’interesse dei figli, della conservazione del loro habitat domestico come centro degli affetti, degli interessi e delle consuetudini in cui si esprime e si articola la vita familiare.

Questo tipo di decisione, spiega ancora la Cassazione, non è in alcun modo legata agli interessi di natura esclusivamente economica dei coniugi o dei figli. Significa che l’assegnazione della casa non può essere ritenuta una componente dell’assegno di mantenimento. Anche se, sempre una sentenza degli ermellini [2], consente, in caso di revoca del diritto di abitazione nella casa coniugale che abbia modificato l’equilibrio stabilito all’inizio tra le parti, di valutare se l’importo dell’assegno è ancora congruo o è da rivedere.

In conclusione, va del tutto escluso un possibile nesso conseguenziale o automatico tra l’assegnazione della casa coniugale o la revoca della stessa e l’assegno di mantenimento, cioè che l’assegnazione comporti per il giudice l’obbligo di rivalutare i vincoli economici tra i coniugi.


note

[1] Cass. Sez. VI – 1 ordinanza n. 15397/2020 del 20.07.2020.

[2] Cass. Sez. I sent. n 9079/2011 del 20.04.2011.


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