Cronaca | News

Coronavirus: la strategia di Bill Gates per il vaccino

20 Agosto 2020
Coronavirus: la strategia di Bill Gates per il vaccino

Il magnate prevede milioni di morti e dice: «Produzione di massa, dobbiamo spendere miliardi per evitare i danni che la pandemia sta facendo all’economia».

«Ci saranno ancora milioni di morti, prima della fine della pandemia di Covid-19». Questa è la profezia, non certo incoraggiante, lanciata da Bill Gates in un’intervista all’Economist e ripresa oggi in Italia dal quotidiano La Stampa all’indomani del forte balzo dei contagi che si sta registrando.

Per il magnate americano però «la maggior parte di quelle morti non sarebbe causata dalla malattia in quanto tale, ma dal sovraccarico dei sistemi sanitari, e di economie già stressate e soprattutto nei Paesi poveri e in via di sviluppo», come l’Africa e l’India.

Gates in questo periodo sta criticando la risposta del governo statunitense alla pandemiatest Covid inutili, risultati troppo lenti», ha dichiarato di recente) e reagisce alla diffusione di teorie del complotto, per il suo impegno nello sviluppo di un vaccino.

Finora il fondatore della Microsoft ha già devoluto, attraverso la Fondazione Bill&Melinda Gates, più di 350 milioni di dollari alla lotta contro la pandemia e gli oppositori lo accusano di cercare di ricavare profitti dalla distribuzione del vaccino, quando sarà pronto e distribuito.

Oggi, in proposito, Gates dichiara che «per la fine del 2021 sarà avviata la produzione di massa di un vaccino abbastanza efficace, rendendo immune una quota dell’umanità sufficiente da bloccare la pandemia», ma aggiunge subito che questo «non basta: dobbiamo tutti spendere miliardi per ottenere il vaccino, per evitare i trilioni di danni che la pandemia sta facendo all’economia».

Così Gates, per evitare che le sue fosche previsioni si realizzino e, quindi, per scongiurare il rischio di milioni di morti ed anche le conseguenze economiche di nuovi lockdown, ora chiede «ai Paesi ricchi di comprare vaccini per quelli poveri».

E precisa che questa proposta «non è soltanto un calcolo altruistico: se alcuni Paesi resteranno bacini del virus, nuovi focolai di contagi continueranno ad apparire anche altrove. Invece, se i vaccini avranno nei Paesi ricchi un costo abbastanza elevato da coprire le spese fisse di produzione – test clinici, costruzione di fabbriche e così via – il costo a margine delle forniture ai Paesi poveri sarebbe relativamente modesto, nell’ordine dei 10-12 miliardi di dollari totali», stima.

Nella visione di Gates «il grosso di questa spesa dovrebbe provenire dall’America» e nutre la speranza «che la prossima legge sul bilancio presentata al Congresso stanzierà fondi per i vaccini del mondo povero. Questo però dipenderà dalla politica, la cui polarizzazione ha complicato la risposta al virus, con problemi che gli altri Paesi non hanno», dice.

Gates è convinto che «la mancanza di leadership in America ha danneggiato la lotta alla pandemia anche nel resto del mondo. L’unica superpotenza mondiale ha a lungo guidato l’impegno globale per la salute, e in sua assenza trovare il consenso diventa molto più difficile».



Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube