Coronavirus: tamponi rapidi, un nuovo metodo a Napoli

20 Agosto 2020
Coronavirus: tamponi rapidi, un nuovo metodo a Napoli

All’Istituto Pascale un test veloce per individuare l’infezione in asintomatici o con sintomi lievi; i primi risultati sono promettenti.

Superare le difficoltà di diagnosi di Coronavirus attraverso i tamponi tradizionali con un metodo più veloce: un test rapido, una sorta di “pre tampone” per identificare le infezioni.

È la strada che sta percorrendo in questi giorni l’Istituto nazionale tumori Fondazione Pascale Irccs di Napoli sui suoi pazienti e sui dipendenti, indagando in particolare sugli asintomatici e su chi manifesta sintomi lievi.

Questo sistema potrebbe risolvere il problema principale del momento, già reso evidente al momento dei controlli negli aeroporti sui rientri dall’estero: quello che il tampone non è sempre disponibile in tempi brevi e non riesce a raggiungere tutti coloro sui quali andrebbe eseguito.

E le difficoltà potrebbero aumentare con la ripresa delle attività lavorative e dei rientri a scuola, quando occorrerà sottoporre a tampone o a test sierologici una grande quantità di lavoratori dipendenti; per gli operatori scolastici l’avvio è previsto dal 24 agosto, in vista della riapertura del 14 settembre.

«Il test rapido può aiutare a superare questo limite: se dà un risultato positivo può essere confermato dalla biologia molecolare, se negativo può essere ripetuto dopo qualche giorno», spiega l’Istituto Pascale all’agenzia stampa specializzata Adnkronos Salute.

La sperimentazione è stata avviata pochi giorni fa dall’Istituto napoletano e secondo i ricercatori che la stanno conducendo «sembra dare risultati molto promettenti».

Nell’attesa che il test rapido dia i risultati sperati, precisano dall’Istituto, «al Pascale resta intanto alta la sorveglianza sanitaria: tutti i dipendenti al rientro dalle ferie estive sono sottoposti a tampone nasofaringeo prima del reintegro nei reparti e anche i pazienti sono sottoposti a tampone obbligatorio prima dell’ingresso in ospedale».

«Attendiamo i risultati dello studio – dice il manager del polo Oncologico, Attilio Bianchi – prima di esprimerci in via definitiva. Il Pascale conferma la propria vocazione alla ricerca di cui diventa sempre più punto di riferimento».



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