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Reddito di cittadinanza: presenza di conto cointestato

22 Agosto 2020
Reddito di cittadinanza: presenza di conto cointestato
La mia convivente è priva di reddito e beni mobili e immobili; da poco sono riuscito a farle intestare il contratto di affitto 1° casa, dove io sono garante a voce. L’ISEE anche considerando me sarebbe 7000 euro , ma il reddito familiare con il mio è superiore ai 8400 euro in quanto ho una pensiona per inabilità lavorativa di 1100 euro mensili, anche se nello stato di famiglia c’è soltanto lei ed io risulterei residente ancora in altro comune o irreperibile. Abbiamo però un conto corrente bancario in comune dove c’è l’accredito della mia pensione; la banca mi ha detto che non si può togliere un nome e, quindi, dovrei aprirne un altro e chiudere quello attuale. Vorrei sapere se prima di fare domanda del reddito di cittadinanza dovrei fare qualche cambiamento sul conto o prendere io una residenza effettiva da un’altra parte. 

Il reditto di cittadinanza si basa su due concetti: quello di nucleo familiare e quello di situazione economica equivalente.

Con riguardo al primo, l’art. 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n.159/2013, regolamento attuativo della riforma introdotta con l’articolo 5 del Dl 201/2011, stabilisce che il nucleo familiare può essere costituito:

  • da chi risulta fiscalmente a carico di una persona, anche se non convivente;
  • da tutti i componenti di una famiglia anagrafica (parenti, coniugi, conviventi more uxorio), come risulta iscritta all’ufficio anagrafe del comune di residenza, conviventi sotto lo stesso tetto.

Ovviamente, nel Suo caso, rientreremmo nella seconda fattispecie, ma solo in astratto, visto che formalmente non risultate iscritti nella stessa residenza anagrafica.

Con riguardo al secondo concetto, la situazione economica equivalente (ISEE) è stata istituita dall’articolo 1-bis, comma 1, del Dpcm n. 221/1999: ciascun soggetto può appartenere ad un solo nucleo familiare, con ciò intendendosi la famiglia anagrafica, composta da tutte le persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione o tutela o da vincoli affettivi, coabitanti e aventi dimora abituale nello stesso comune.

Nel Suo caso, anche questo problema sarebbe superato, visto che Lei risulta residente in altro Comune.

Pertanto, non credo possano sussistere problemi nell’ottenimento del reddito di cittadinanza della Sua compagna, visto che la stessa risulta unica componente del nucleo familiare.

L’unico problema potrebbe riguardare la questione bancaria.

Il fisco ha, infatti, la possibilità di accedere a tutti i conti intestati e cointestati dell’interessato; pertanto, non si potrebbe sfuggire a tali controlli.

Tuttavia, a parer mio, il conto corrente cointestato privo di giacenze non dovrebbe creare problemi. Se, però, vuole eliminare qualsiasi rischio (magari, il Fisco potrebbe dagli estratti conto contestare un pregresso movimento sospetto, oppure potrebbe collegare la presenza di entrambi ad una convivenza celata e, quindi, indagare ulteriormente), allora procederei con la chiusura di quel conto e con l’apertura di due conti separati.

In questo modo, senza rinunciare a molto, la Sua convivente potrebbe evitare qualsiasi indagine sulla sua situazione economica.

Il fisco potrebbe semplicemente indagare sul come la signora riesca a sopravvivere e a pagare l’affitto. In quel caso, potrebbe rappresentare come gli aiuti economici arrivati da persone a Lei legate da vincoli affettivi (amicizia in particolar modo) la stiano soccorrendo economicamente nell’attesa di trovare una situazione lavorativa stabile.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avvocato Salvatore Cirilla



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