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Acquisto modem Telecom: tutela del consumatore.

22 Agosto 2020
Acquisto modem Telecom: tutela del consumatore.
Nel passaggio da una linea telefonica fissa a me intestata ad una nuova linea intestata a mia moglie, il contact center Telecom-Tim mi chiese di dare disdetta della vecchia linea, ciò che io ho fatto. Successivamente è passato da casa il tecnico, ha compiuto le sue operazioni, ha constatato che il modem (router) in uso era perfettamente aggiornato e che, quindi, non necessitava di sostituzione. Nella prima nuova bolletta mi è stata addebitata, come di consueto, la rata mensile di noleggio del modem, ma non come rata di partenza (la n.1), bensì come rata di continuazione rispetto alla ultima rata pagata nell’ultima precedente bolletta. Mi sono visto poi recapitare una fattura di oltre € 400 per il mancato pagamento di tutte le rate di saldo relative al modem (sempre lo stesso) usato nella linea telefonica precedente. Cosa devo fare?

La risposta al quesito passa da quanto pattuito nel contratto di telefonia precedentemente stipulato con Telecom-Tim.

Solitamente, questi contratti prevedono il pagamento del modem a rate, con la clausola che, una volta cessato il contratto anticipatamente, il cliente si obbliga al pagamento del saldo del dovuto.

Formalmente, Telecom-Tim agisce correttamente per il recupero delle somme non versate del precedente contratto; tuttavia, occorre evidenziare il fatto che Sua moglie non abbia ricevuto un nuovo modem per il nuovo contratto.

Ciò significa che Sua moglie, ad oggi, sta ingiustamente pagando per un modem a Lei intestato; così, la compagnia:

  • da un lato, continua a ricevere da Sua moglie il pagamento delle rate dell’apparecchio vecchio, sebbene in un nuovo contratto,
  • dall’altro, pretende da Lei il pagamento del saldo residuo del modem.

Ferma restando la corretta sottoscrizione delle clausole vessatorie, operata nel vecchio contratto (in mancanza, Lei avrebbe pure il diritto a restituire il modem), il mio consiglio è quello di pagare la fattura che le hanno inviato e, al contempo, di reclamare le fatture di Sua moglie, dove le addebitano i costi del modem, rappresentando come quel modem è già stato pagato da Lei e che, quindi, nulla è più dovuto, intimando il rimborso di quanto finora pagato.

In mancanza di riscontro, Sua moglie potrebbe agire in giudizio contro Telecom ai sensi dell’art. 2033 del codice civile, secondo cui, chi ha eseguito un pagamento non dovuto ha diritto di ripetere ciò che ha pagato. Avrebbe, inoltre, diritto ai frutti e agli interessi dal giorno del pagamento.

In conclusione, legalmente, sarebbe corretto:

  • pagare la fattura a Lei intestata;
  • reclamare i pagamenti effettuati da Sua moglie.

Diversamente, si potrebbe proporre a Telecom-TIM un accollo tra Lei e Sua moglie, dove quest’ultima si impegna a pagare ratealmente, per conto Suo, le rate residue del modem.

Tuttavia, loro non sarebbero costretti ad accettare tale proposta; sono, invece, obbligati ad interrompere gli addebiti del modem nei confronti di Sua moglie, e a rimborsare a quest’ultima i pagamenti finora effettuati, perché indebiti e, quindi, non dovuti.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avvocato Salvatore Cirilla



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