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Ferie stagista

21 Agosto 2020 | Autore:
Ferie stagista

Il tirocinante ha diritto alle vacanze estive e natalizie come la generalità dei lavoratori dipendenti?

Ferragosto e Natale, periodo di vacanza per tantissimi lavoratori che fruiscono delle ferie a ridosso di queste festività. A questo proposito, devi sapere che tutti i lavoratori hanno diritto a un minimo di quattro settimane di ferie all’anno, che generalmente fruiscono nel periodo estivo e, in parte, durante il periodo natalizio.

Ci si chiede però se questo diritto valga anche per lo stagista, quindi se il tirocinante abbia diritto alle ferie annuali.

Il problema si pone soprattutto in quei casi in cui non è possibile fare a meno delle ferie, perché l’intera azienda chiude. Come funzionano le ferie stagista? Il tirocinio viene sospeso, con proroga del termine finale dello stage, oppure il termine di scadenza non viene spostato per aver fruito delle vacanze?

Per rispondere a queste domande, dobbiamo innanzitutto tener presente che lo stage non è un contratto di lavoro: anche se molti diritti dei lavoratori dipendenti sono estesi agli stagisti, come il diritto all’integrità psicofisica, ossia la tutela in materia di salute e sicurezza sul posto di lavoro, ciò non comporta che tutte le prerogative dei lavoratori subordinati debbano spettare automaticamente ai tirocinanti.

Come funziona lo stage?

Lo stage non è un rapporto di lavoro, ma consiste in un periodo di formazione, sia teorica che pratica, all’interno di un ente, di un’azienda o di uno studio professionale.

Più nel dettaglio, le parti dello stage, o tirocinio, sono tre:

  • lo stagista, che è colui che deve svolgere un’attività di formazione teorico pratica, orientamento o riqualificazione;
  • l’ente promotore, cioè il soggetto che organizza il tirocinio e redige il relativo programma;
  • infine, il soggetto ospitante, che accoglie lo stagista nella sua struttura al fine di insegnargli un mestiere e orientarsi nel mercato del lavoro.

Per attivare uno stage è necessaria una convenzione tra l’ente che promuove lo stage ed il soggetto che ospita il tirocinante (impresa, ente, associazione o studio professionale): alla convenzione deve essere allegato un progetto formativo specifico, che deve essere rispettato dall’azienda e dallo stagista. Al tirocinante viene poi assegnato un tutor interno all’ente ospitante, nonché un referente all’interno dell’ente promotore.

Quali tipi di stage si possono attivare?

Esistono diverse tipologie di tirocinio: curricolare ed extra curricolare, a seconda del periodo di svolgimento, durante gli studi o meno. Vi sono poi particolari tirocini per disabili e per soggetti svantaggiati, come il tirocinio di reinserimento; da non dimenticare i tirocini professionali, svolti presso lo studio di un libero professionista al fine di apprendere la professione organistica e di poter sostenere l’esame di Stato per la relativa abilitazione.

Il tirocinio formativo e di orientamento extracurricolare è una delle forme di stage più utilizzate: si tratta di un contratto finalizzato alla formazione ed all’orientamento professionale, della durata minima, in basi alle attuali linee guida, di 2 mesi, e della durata massima di 12 mesi.

Per approfondire: Guida al tirocinio.

Lo stage è pagato?

Non trattandosi di un rapporto di lavoro, lo stage non dovrebbe prevedere alcuna retribuzione. Per quanto riguarda i tirocini extracurriculari, però, le linee guida nazionali prevedono una retribuzione minima pari a 300 euro mensili, retribuzione che può essere incrementata in base alle disposizioni previste dalle singole regioni.

Per lo stage è previsto un orario di lavoro?

Normalmente, è la convenzione stipulata tra tirocinante, soggetto ospitante ed ente promotore a prevedere le ore di attività e formazione settimanali ed a disporre il diritto al rimborso in base all’orario svolto nel mese. Nella generalità dei casi, si richiede allo stagista un impegno di 30 ore alla settimana, comunque non superiore alle 40 ore settimanali. Bisogna in ogni caso aver riguardo a quanto stabilito nella singola convenzione e, soprattutto, ricordare che lo stage non è un contratto di lavoro e, dunque, il tirocinante non è necessariamente tenuto a rispettare rigidamente un orario.

Che cosa succede se lo stagista si assenta?

Per quanto riguarda i tirocini extracurriculari, le assenze per malattia, maternità ed infortunio possono sospendere lo stage senza determinare la decadenza del tirocinante dal progetto in cui è coinvolto. In buona sostanza, se lo stagista è malato, si è infortunato oppure si trova in maternità, il termine del tirocinio è spostato in avanti in base alla durata dell’assenza, perché il suo periodo di formazione non sia compromesso. Bisogna comunque avere riguardo a quanto dispone la specifica convenzione.

Lo stagista può assentarsi per ferie?

Ci si chiede però che cosa accada nel caso in cui lo stagista abbia necessità di assentarsi per motivi diversi rispetto alla malattia, all’infortunio e alla maternità. Nei mesi estivi, ad esempio, lo stagista ha il diritto di andare in vacanza come la generalità dei lavoratori? La legge non prevede un diritto alle ferie per lo stagista, in quanto, come abbiamo avuto modo di osservare, non è previsto nemmeno un orario di lavoro che il tirocinante è tenuto a rispettare. Tuttavia, lo stagista deve assicurare la presenza minima necessaria all’acquisizione delle competenze e delle esperienze previste nel programma formativo.

Per stabilire quale sia la durata di questa “presenza minima” da garantire, si deve aver riguardo alle previsioni della convenzione stipulata ed alle eventuali disposizioni emanate dalla Regione a tal proposito. Si deve tener conto di queste previsioni anche per stabilire le conseguenze di un periodo di assenza piuttosto lungo, come avviene nell’eventualità in cui lo stagista fruisca delle ferie.

Normalmente, pochi giorni di assenza per ferie non influiscono sul diritto dello stagista al rimborso, né determinano lo spostamento del termine dello stage.

Se, però, la fruizione delle ferie si protrae per oltre una settimana, la questione può risultare più complessa: la convenzione stipulata, ad esempio, potrebbe tollerare un numero massimo di assenze, ad esclusione dei casi di malattia, infortunio e maternità. In queste ipotesi, si rischia dunque non soltanto che lo stagista perda il rimborso del mese, ma anche di invalidare l’intero programma di tirocinio. Ferma restando la necessità di un accordo tra il soggetto ospitante e il tirocinante, è dunque consigliabile, nell’ipotesi di fruizione delle ferie:

  • far presente la situazione e la durata dell’assenza all’ente promotore;
  • pervenire, nei limiti della convenzione e delle eventuali disposizioni di dettaglio previste dalla regione, a una soluzione condivisa che non danneggi nessuno dei soggetti coinvolti nel progetto di stage.

Lo stagista può prendere un permesso?

Assai più semplice risulta l’ipotesi in cui il tirocinante debba assentarsi per un breve periodo, al massimo un paio di giorni, fruendo di un permesso. In questo caso, la brevità dell’assenza non compromette il diritto al rimborso e non determina la proroga del termine finale dello stage, ferma restando la necessità di comunicare le proprie esigenze al soggetto ospitante e di trovare un accordo con quest’ultimo.

Ad ogni modo, risulta sempre fondamentale aver riguardo alle disposizioni della convenzione, secondo le quali potrebbe essere tollerata un’assenza settimanale o mensile sino a un numero massimo di ore.

Stage e chiusura azienda

Come si deve comportare il soggetto ospitante nel caso in cui sia necessario chiudere l’azienda non solo per ferie, ma anche per altri motivi che obbligano alla sospensione dell’attività? Pensiamo all’ipotesi di chiusura per via dell’emergenza epidemiologica, chiusura alla quale sono state obbligate molte aziende nel 2020 e che potrebbe rendersi necessaria nuovamente, in base all’andamento dei contagi.

Per quanto riguarda le chiusure che sono state effettuate nel 2020, la regolamentazione dell’attività degli stagisti è stata disposta dalle singole regioni, in modo differente. Molte regioni hanno ad esempio autorizzato lo svolgimento a distanza e non presso la sede del soggetto ospitante delle attività di stage, per evitare che le assenze potessero compromettere l’intero programma di tirocinio.

Per quanto riguarda la chiusura aziendale, in conclusione, se la convenzione nulla prevede è necessario avere riguardo alla normativa regionale e, se possibile, adibire lo stagista ad attività a distanza, quindi in smart working, per evitare di compromettere l’intero programma dello stage.



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