Amazon: nuove responsabilità sulla merce venduta

21 Agosto 2020 | Autore:
Amazon: nuove responsabilità sulla merce venduta

Secondo una sentenza della California, applicabile anche in Italia, il big dell’e-commerce deve rispondere di difetti e danni provocati dalla merce che vende.

Sarà soltanto Amazon a rispondere dei difetti e degli eventuali danni causati dalla merce venduta sul suo marketplace. Lo ha stabilito la Corte d’Appello della California, dopo aver esaminato il caso di una batteria per computer portatile esplosa in faccia al cliente qualche mese dopo l’acquisto. La sentenza, ovviamente, avrà delle ripercussioni non solo nello Stato americano ma in tutto il mondo.

In Italia, nello specifico, la decisione della Corte californiana avrà diverse conseguenze. Intanto, l’attribuzione della responsabilità per i danni provocati da un prodotto stabilita dai giudici di oltreoceano coincide con quella prevista dal nostro Codice del consumo. Il che significa che anche da noi si può applicare lo stesso concetto: se la merce venduta tramite il circuito di Amazon è difettosa o provoca dei danni, ne risponde Amazon.

Tale responsabilità, secondo la Corte, deriva dal fatto che Amazon «è a tutti gli effetti un elemento fondamentale della catena verticale del processo di vendita produttore-utente finale». In altre parole, gestisce in via esclusiva la comunicazione con il cliente, la messa a disposizione del prodotto, la logistica della consegna, il pagamento e la garanzia completa. Se ne deduce che il gigante dell’e-commerce ha una responsabilità autonoma, come prevede, tra l’altro, l’Unione europea sull’attività del commercio elettronico.

C’è un aspetto da sottolineare che può interessare in particolare i consumatori italiani. La Corte americana sostiene che «la dottrina della stretta responsabilità in California» supera il concetto di responsabilità come legato al produttore o al venditore e risarcisce l’attore per i danni provocati da prodotti difettosi. Il nostro Codice del consumo, invece, limita le azioni solo ai venditori e ai produttori. Da vedere se, di fronte a un caso come quello della California, i giudici italiani seguirebbero la stessa strada.

Infine, c’è la questione dell’affidamento generato da Amazon.com nel cliente finale. Non a caso, il rapporto commerciale si basa sul fatto che «i prodotti venduti su Amazon godono di una “implicita dichiarazione di sicurezza”, che rende applicabile la previsione di una stretta responsabilità».



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