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Contratto lavoro: può cambiare da indeterminato a determinato?

23 Ottobre 2020
Contratto lavoro: può cambiare da indeterminato a determinato?

In un rapporto di lavoro le modifiche al contratto possono avvenire solo con il consenso di entrambe le parti.

Hai un contratto di lavoro a tempo indeterminato? Il datore di lavoro ti ha proposto di passare ad un contratto a termine? Ti chiedi se sei obbligato ad accettare questa richiesta o se puoi rifiutare. Vuoi sapere se il rifiuto di questa proposta può portare al tuo licenziamento o ad altre conseguenze negative sul posto di lavoro.

Nell’ambito civilistico, la regola generale relativa alle modifiche del contratto prevede la necessità del consenso di entrambe le parti per modificare le condizioni contrattuali. A questa regola non si sottrae il contratto di lavoro. Il contratto di lavoro può cambiare da indeterminato e determinato? La risposta è positiva, ma bisogna fare alcune precisazioni. Come vedremo, infatti, la legge non vieta alle parti di trasformare il rapporto di lavoro a tempo indeterminato in un rapporto di lavoro a termine ma questa modifica non può essere imposta in modo unilaterale dal datore di lavoro senza passare per il consenso del lavoratore. Inoltre, nessuna conseguenza pregiudizievole può derivare al dipendente dall’eventuale diniego rispetto a questa proposta.

Che cos’è il contratto di lavoro a tempo indeterminato?

Negli ultimi decenni, e in particolare a partire dalla fine degli anni novanta del secolo scorso, il mercato del lavoro ha subito forti modifiche.

Le leggi sul lavoro che sono state varate per modernizzare il diritto del lavoro e adeguarlo ai mutamenti intercorsi hanno introdotto delle tipologie contrattuali flessibili volte a soddisfare le esigenze di flessibilità nella gestione della manodopera avanzate dalle imprese.

La flessibilizzazione dei rapporti di lavoro, tuttavia, si è tradotta spesso nella precarizzazione della vita dei lavoratori. Uno dei simboli del lavoro flessibile è l’apposizione del termine al contratto di lavoro.

Quando un contratto è a tempo determinato (o, come spesso si usa dire, a termine) significa che, una volta raggiunta la data finale indicata nel contratto di lavoro, il rapporto cessa.

Occorre ricordare che nel nostro ordinamento la possibilità di apporre un termine al rapporto di lavoro costituisce un’eccezione alla regola generale. Infatti, il Codice dei contratti di lavoro prevede che la forma normale di assunzione della manodopera sia il contratto di lavoro a tempo indeterminato [1]. Il contratto a tempo indeterminato si ha quando la lettera di assunzione non prevede un termine finale per il rapporto di lavoro.

Questa forma contrattuale conferisce all’impiego una forte stabilità perché il lavoratore non perderà il lavoro una volta raggiunto il termine finale ma, al contrario, può contare sul fatto che, salva l’ipotesi del licenziamento o delle sue dimissioni, il rapporto di lavoro proseguirà senza una data finale.

Che cos’è il contratto di lavoro a tempo determinato?

In alcuni casi, al contrario, la lettera di assunzione prevede che il rapporto di lavoro sia a tempo determinato. In questo caso, il contratto individuale di lavoro contiene l’indicazione del termine, ossia la data finale raggiunta la quale il rapporto di lavoro dovrà intendersi automaticamente cessato senza necessità di disdetta delle parti.

Come abbiamo detto, tuttavia, il rapporto di lavoro a termine è l’eccezione alla regola e, proprio per questo, la legge permette alle parti di stipulare un contratto a termine solo se si rispettano una serie di condizioni e di limiti [2]. In particolare, si prevede che il contratto a termine può durare al massimo 24 mesi e, se supera i 12 mesi, deve essere indicata la cosiddetta causale, ossia, la ragione giustificativa che rende necessaria l’apposizione del termine al rapporto di lavoro.

Il datore di lavoro, inoltre, può prorogare il contratto a termine per un numero massimo di quattro volte e può rinnovare il contratto a termine solo se sussiste (e viene indicata nel rinnovo) la causale che rende necessario il rinnovo stesso.

Inoltre, la legge prevede che il datore di lavoro possa impiegare con contratto di lavoro a termine una certa percentuale massima di lavoratori rispetto al totale della forza lavoro impiegata. Se il datore di lavoro non rispetta i limiti e le condizioni previste per l’apposizione del termine al contratto di lavoro, il rapporto può essere trasformato in un contratto a tempo indeterminato. La legge limita la possibilità di stipulare i contratti a termine perché riconosce che tale tipologia contrattuale non garantisce al lavoratore un’adeguata stabilità e rende la sua esistenza precaria.

Si può trasformare un contratto a termine in un contratto a tempo indeterminato?

La scelta di stipulare un contratto a termine oppure un contratto a tempo indeterminato è rimessa alle parti, ossia, al datore di lavoro e al lavoratore che firmano il contratto di lavoro.

Ne consegue che nessuna delle parti può modificare in modo unilaterale la presenza o meno del termine senza il consenso dell’altra parte.

È dunque sempre possibile trasformare un contratto di lavoro a termine in un contratto di lavoro a tempo indeterminato a condizione che entrambe le parti siano d’accordo nel farlo e sottoscrivano l’accordo di trasformazione del contratto.

Per i motivi che abbiamo già illustrato, l’ordinamento considera favorevolmente la trasformazione di rapporti di lavoro precari in rapporti stabili. Proprio per questo, spesso, apposite leggi hanno previsto incentivi di carattere economico e contributivo per quei datori di lavoro che trasformano i rapporti a termine in rapporti stabili.

Contratto lavoro: può cambiare da indeterminato a determinato?

Allo stesso modo, è anche possibile trasformare un contratto di lavoro a tempo indeterminato in un contratto di lavoro a termine. Anche in questo caso, tuttavia, è necessario il consenso di entrambe le parti che devono sottoscrivere un apposito accordo per la trasformazione del contratto di lavoro a tempo indeterminato in contratto di lavoro a termine. In questo caso, ovviamente, il nuovo rapporto a termine che nascerà dovrà rispettare i limiti e le condizioni previste dall’ordinamento per il rapporto di lavoro a tempo determinato. Nella prassi, tuttavia, se è abbastanza scontato il consenso del lavoratore alla trasformazione del contratto di lavoro a termine in un contratto di lavoro a tempo indeterminato, visto che in questo modo si passa ad una situazione lavorativa maggiormente stabile, è invece molto raro che il dipendente possa acconsentire a modificare un rapporto stabile trasformandolo in un rapporto precario.

Occorre, dunque, sottolineare che il datore di lavoro non può mai procedere in maniera unilaterale alla trasformazione del contratto a tempo indeterminato in un contratto a termine né può imporre al lavoratore la firma dell’accordo.

Occorre, inoltre, ricordare che la trasformazione del rapporto da tempo determinato a indeterminato e viceversa deve essere sempre comunicata alle autorità competenti, al pari di qualsiasi trasformazione sostanziale delle condizioni di impiego (es. modifica della sede di lavoro).

È possibile rifiutare la trasformazione del contratto da tempo indeterminato a determinato?

Per le ragioni che abbiamo detto il lavoratore, se il datore di lavoro gli propone di modificare il contratto a tempo indeterminato in un contratto a tempo determinato, può sempre rifiutare tale proposta né il suo consenso può essere in qualche modo imposto.

Il lavoratore, molto spesso, teme che il rifiuto di questa proposta possa condurre a provvedimenti ritorsivi nei suoi confronti che possono peggiorare anche di molto le condizioni di lavoro. Si pensi, ad esempio, al trasferimento in un’altra sede di lavoro lontana dalla residenza del lavoratore, oppure al demansionamento, al mobbing o addirittura al licenziamento.

Da questo punto di vista, occorre considerare che qualsiasi provvedimento peggiorativo delle condizioni di impiego del dipendente adottato dal datore di lavoro come ritorsione nei confronti del diniego verso la proposta datoriale di trasformare il rapporto in un contratto a termine sarebbe nullo in quanto ritorsivo.

Licenziamento per rifiuto trasformazione contratto da indeterminato a determinato

Se il tuo datore di lavoro ti ha proposto di trasformare il contratto a tempo indeterminato in un contratto a termine e, a causa del tuo rifiuto, ti ha licenziato puoi agire per tutelare i tuoi diritti.

Il primo passo da fare è inviare al datore di lavoro, entro 60 giorni dalla data in cui hai ricevuto la lettera di licenziamento, una impugnativa stragiudiziale del licenziamento.

Si tratta di una lettera con cui rendi nota al datore di lavoro la tua intenzione di impugnare il licenziamento in quanto illegittimo ed inefficace. Il secondo passo da fare, entro 180 giorni dalla data in cui hai inviato al datore di lavoro la lettera di impugnazione stragiudiziale del licenziamento, è depositare presso il tribunale del lavoro competente per territorio un ricorso con il quale chiedere al giudice di accertare l’illegittimità del licenziamento in quanto ritorsivo.

Occorre considerare che, se nel predetto processo, si riesce a dimostrare la natura ritorsiva del licenziamento in quanto adottato come ritorsione nei confronti di un legittimo diniego del lavoratore, il lavoratore può ottenere una tutela particolarmente forte. Infatti, in caso di licenziamento ritorsivo, al pari del licenziamento nullo o discriminatorio, il lavoratore, indipendentemente dal numero di dipendenti addetti presso l’impresa e dalla sua data di assunzione, può sempre ottenere la reintegrazione nel posto di lavoro e il pagamento, da parte del datore di lavoro, di tutte le retribuzioni che sarebbero spettate al dipendente se non fosse mai stato licenziato, dalla data del recesso fino alla data di effettiva reintegra, oltre al pagamento dei contributi previdenziali ed assistenziali.

Attenzione, tuttavia, alla prova della natura ritorsiva del licenziamento in quanto è il lavoratore a dover dimostrare (con documenti o testimoni) che il licenziamento è motivato solo ed esclusivamente dalla ritorsione.


note

[1] Art. 1 D. Lgs. 81/2015.

[2] Art. 19 e ss. D. Lgs. 81/2015.


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1 Commento

  1. Buonasera
    Da quello che leggo si evince che si può trasformare il contratto da tempo indeterminato a tempo determinato se le parti sono d’accordo.
    A me é stato detto che avendo un contratto di lavoro part-time da più di 24 mesi, la trasformazione in contratto a tempo determinato non si può avere….

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