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Auto in leasing: controllo fiscale

21 Agosto 2020
Auto in leasing: controllo fiscale

Rischio accertamento sintetico con redditometro anche per chi prende in noleggio a lungo termine una macchina? 

Il redditometro – lo strumento cioè attraverso cui il Fisco esegue i controlli sul reddito dei contribuenti – si vale di numerose spie per contrastare l’evasione. L’obiettivo è accertare se il reddito denunciato nell’annuale dichiarazione inviata all’Agenzia delle Entrate (con il modello Unico o con il 730) sia compatibile con l’effettivo tenore di vita condotto dal soggetto sottoposto a verifica. In pratica, si mettono sulla bilancia le “uscite” e le “entrate dichiarate” per controllare che non vi sia una eccessiva sproporzione a favore di queste ultime, il che sarebbe indice di disponibilità di ulteriori redditi non dichiarati.

Vengono così presi in considerazione gli acquisti di beni di rilevante valore economico come case e automobili.

Abbiamo peraltro più volte visto, nelle pagine di questo stesso giornale, come anche una rata del mutuo o dell’affitto sproporzionata rispetto allo stipendio mensile possa far scattare una verifica fiscale.

Focalizzandoci ora sul problema dei veicoli a motore, ci si è chiesto se l’auto in leasing possa far scattare un controllo fiscale. Per comprendere meglio i termini del problema partiamo da un esempio pratico.

Mariano ha un reddito dichiarato di 20mila euro annui. Nel corso dell’anno, acquista un’auto di lusso del valore di 30mila euro pagandola a rate mensili di 1.000 euro l’una. L’Agenzia delle Entrate si domanda come potrà Mariano, con il residuo stipendio, pagare anche l’affitto, le utenze e il carrello della spesa. Sospetta che il contribuente abbia nascosto dei redditi non dichiarandoli. Parte così il contraddittorio preventivo: in altri termini, Mariano viene chiamato dinanzi all’ufficio delle imposte per rendere conto delle sue disponibilità e dimostrare come riesce a far fronte alla rata del finanziamento.

Proprio per evitare che si possa innescare un controllo del genere, il contribuente potrebbe allora optare per il leasing, o il noleggio a lungo termine, dell’automobile. In questo modo, non risultando proprietario del veicolo, potrebbe dribblare il controllo fiscale. Si tratta di un espediente valido?

La risposta è negativa. Secondo infatti una recente ordinanza della Cassazione [1] anche l’autovettura detenuta in leasing può essere indice di capacità contributiva e, quindi, può generare un controllo fiscale di tipo sintetico, ossia tramite redditometro. 

Il principio è lo stesso che viene applicato dinanzi a mutui o affitti troppo alti: le spese che il Fisco prende in considerazione non sono solo quelle per l’acquisto di beni ma anche le rate mensili da versare ad altri soggetti, costituendo una voce di spesa certa e fissa.

Nel caso di specie deciso dalla Corte, il contribuente aveva vinto i primi due gradi di giudizio: sia la Commissione tributaria provinciale di Massa Carrara che la Commissione regionale della Toscana avevano stabilito che il possesso di una vettura in leasing non appare significativo ai fini di un accertamento sintetico dei redditi del contribuente. I due giudici avevano, quindi, ritenuto che non potevano considerare «il possesso» dell’auto indice di capacità contributiva, perché il contribuente ne aveva solo la disponibilità in quanto bene in leasing. 

La Cassazione ha, invece, annullato la sentenza di secondo grado capovolgendo il principio e, quindi, dando ragione all’Agenzia delle Entrate. La legge [2] – ricorda la pronuncia in commento – dispone che i beni e servizi indice di capacità contributiva come case e auto si considerano nella disponibilità della persona fisica quando questi, a qualsiasi titolo, o anche di fatto, li utilizza o li riceve oppure, ne sopporta in tutto o in parte i relativi costi.

Dunque, non c’è bisogno di essere effettivi proprietari di una macchina per poter essere soggetti a controllo fiscale tramite redditometro: basta anche un noleggio a lungo termine o un leasing.  


note

[1] Cass. ord. n. 15900 del 24.07.2020.

[2] Art. 2 del dm 10 settembre 1992.


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