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Tasse: aumenti pronti per 2 miliardi di euro

18 Novembre 2013
Tasse: aumenti pronti per 2 miliardi di euro

Il taglio generalizzato delle detrazioni fiscali peserà di più sulle famiglie povere: colpite le spese sanitarie, i mutui sulla prima casa e le spese di istruzione.

Con la stessa immediatezza con cui l’Iva è scattata dal 21 al 22%, senza bisogno di una legge o di un decreto, ma solo in virtù di una precedente disposizione risalente al 2011, a breve si potrebbe assistere a un rincaro generalizzato delle tasse. Ciò scatterà automaticamente – per via della cosiddetta “clausola di salvaguardia” contenuta nella legge di stabilità – se non arriveranno le entrate che lo Stato aveva programmato. Il che è molto probabile.

Ci sono più di 2 miliardi di euro di rincari automatici, che peseranno già sulle tasche dei contribuenti nell’anno d’imposta 2013.

Già entro il 30 novembre, basterà un decreto del ministero dell’Economia per aumentare le accise e gli acconti Ires e Irap  se le maggiori entrate previste per l’Iva non raggiungeranno i 900 milioni di euro, e se la sanatoria del contenzioso erariale con la Corte dei conti non avrà fruttato altri 600 milioni.

Oltre a ciò si aggiungerà un taglio delle detrazioni fiscali al 19%, se entro il prossimo 31 gennaio non sarà effettuato un riordino mirato, che garantisca almeno 488,4 milioni di maggiori entrate per lo Stato. A rischio sono una lunga lista di agevolazioni che toccano le fasce più deboli della popolazione: detrazioni sulle spese sanitarie, sugli interessi dei mutui sulla prima casa, sulle polizze vita e infortuni, sulle spese di istruzione, le spese funebri, le donazioni alle Onlus, e così via.

Il taglio generalizzato delle detrazioni del 19% farà pagare di più ai contribuenti con i redditi alti, ma peserà maggiormente – in termini relativi – su soggetti più poveri, o comunque con un imponibile più basso. Si passerà dal 19 al 18% per l’anno fiscale 2013 (misura applicata retroattivamente) e al 17% a partire dal 2014.

Per un nucleo famigliare che denuncia 11mila euro, la riduzione di un punto della detrazione si “mangia” circa un euro ogni mille di reddito, per chi ne guadagna 250mila rosicchia solo 14 centesimi.

Dice Il Sole 24 Ore di questa mattina: “L’abitudine di disseminare i decreti di “tasse dormienti” potrà non piacere ai cittadini e alle imprese, ma si rivela un espediente utilissimo per rassicurare l’Europa sulla stabilità dei conti pubblici. È stato usato dal Governo Berlusconi e dall’Esecutivo Letta, passando per quello dei tecnici”.

Il Governo avrà carta bianca per aumentare le imposte o tagliare le agevolazioni in modo tale da ottenere maggiori entrate per tre miliardi nel 2015, sette l’anno successivo e 10 all’anno dal 2017 in poi.



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