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Riapertura scuole: ora Azzolina rischia il posto

21 Agosto 2020 | Autore:
Riapertura scuole: ora Azzolina rischia il posto

I sindacati reagiscono duramente alle accuse di sabotaggio lanciate dalla ministra, che diventano un boomerang. Il Governo potrebbe abbandonarla.

Riapertura delle scuole il 14 settembre: una data stabilita e sempre assicurata e ribadita dalla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, ma che di giorno in giorno appare sempre meno certa e rischia di cadere di fronte alle difficoltà organizzative e alla nuova emergenza Covid, con la ripresa dei contagi.

Lo ha prefigurato proprio ieri il consulente del ministro della Salute, Walter Ricciardi, dichiarando che «con l’aumento dei casi di Coronavirus la riapertura delle scuole, come le elezioni regionali, sono a rischio».

Ma Azzolina mantiene il punto e, per uscire dall’imbarazzo, stamattina in un’intervista al quotidiano La Repubblica dichiara: «Le scuole riapriranno, ma è in atto un sabotaggio da parte di chi non vuole che la scuola riparta». Una bomba che ha un bersaglio preciso: il sindacato, che «minaccia di paralizzare la ripresa scolastica, rema contro e compie un inaccettabile ricatto».

I «sabotatori» secondo la ministra sono parecchi e tutti accomunati da «una resistenza strenua al rinnovamento», quello che Azzolina vorrebbe realizzare nel mondo della scuola in vari ambiti, ad esempio introducendo la prova selettiva nei concorsi per stabilizzare i docenti precari, mentre i sindacati vorrebbero l’immissione in ruolo per soli titoli.

Le «minacce» che la ministra intravede stanno diventando concrete: «Molti dirigenti scolastici mi raccontano di diffide che ricevono in questi giorni, poi le minacce di sciopero, di richieste in massa di aspettativa: viviamo un momento in cui come mai prima dobbiamo collaborare».

Ma questo invito alla collaborazione, subito dopo aver lanciato così pesanti accuse di sabotaggio, cade nel vuoto ed anzi suscita dure reazioni di tutti i sindacati di categoria del mondo scuola.

Maddalena Gissi, segretaria generale della Cisl Scuola, parla apertamente di «superficialità» della ministra nell’affrontare «un tema così importante come la riapertura della scuola, l’assunzione del personale e la gestione delle politiche scolastiche».

E ritorcendole l’accusa di remare contro, la paragona al comandante Schettino (protagonista del naufragio della nave da crociera Costa Concordia) perché « lavora solo per l’apparire ma non fa il bene del suo armatore». Invece, bisogna «parlare meno e remare di più», ammonisce la sindacalista, perché «rimanendo in tema di metafore marinare: condurre una nave è cosa ben diversa dal volerne solo mostrare a tutti i costi la bellezza».

Il segretario generale della Cgil Scuola, Vito Sinopoli, dice all’Adnkronos: «Questo tentativo disperato di attribuire le responsabilità sui problemi dell’apertura dell’anno scolastico al sindacato, è smentito dai fatti. Abbiamo cercato in tutti questi mesi di spiegare quali dovevano essere gli interventi e il Governo si è mosso con grave ritardo. Le responsabilità del ministero dell’Istruzione sono evidenti, le risorse stanziate sono insufficienti e non sono arrivate per tempo; quindi credo che questa accusa gratuita si rivelerà un boomerang per la ministra».

Pino Turi, segretario generale Uil Scuola, afferma: «I nodi arrivano al pettine:  assistiamo ad una reazione scomposta del ministro dell’Istruzione, che con il ricorso ai luoghi comuni e stereotipi della resistenza al cambiamento e del sindacato cattivo, si costruisce un ruolo di vittima sacrificale alla vigilia dell’apertura della scuola che come un mantra ripete ossessivamente (chissà se ci crede anche lei). Bisogna trovare il colpevole! Cosa c’è di più facile che individuarlo nel sindacato, come se ce ne fosse uno soltanto».

E ricorda che «il sindacato ha una base di centinaia di migliaia di lavoratori, oggi disorientati, che non si sentono rappresentati da un ministro autoreferenziale, che non tollera la critica e chiama sabotaggio tutto ciò che non coincide con un suo desiderio. Eppure, per non sbagliare, la critica serve».

A rischiare il naufragio, quindi, adesso è proprio Lucia Azzolina, già in difficoltà per la prossima riapertura in bilico e ora travolta dalle accuse dei sindacati, che su questo punto fanno fronte con l’opposizione: Fratelli d’Italia parla di «inquietante approssimazione e superficialità del ministro», mentre il leader della Lega, Matteo Salvini, tuona: «Via la Azzolina, incapace e incompetente».

Stavolta però il Governo non fa quadrato per difendere la sua esponente. Anzi, il Pd già si dissocia e afferma: «la ministra aggredisce il mondo della scuola senza alcuna ragione. Si tratta di dichiarazioni sbagliate e irresponsabili, che alimentano tensioni e polemiche. Mancano certezze sulla riapertura e la responsabilità del ritardo è del ministro.Lo scaricabarile è grottesco, si scusi».

Siccome sulla riapertura delle scuole il premier Giuseppe Conte ha puntato molto, la ministra Azzolina con ogni probabilità cadrebbe se dovesse fallire questo obiettivo e potrebbe essere rimpiazzata; i candidati non mancano. Il banco di prova della capacità del Governo sta nella ripresa regolare dell’anno scolastico e su questo punto si gioca tutto: sarà un esame senza appello.



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