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Registrazione marchio costo

24 Ottobre 2020
Registrazione marchio costo

Quali sono le spese da sostenere per depositare un segno distintivo in Italia o all’estero?

Sei appassionata di pasticceria. Ti piace realizzare torte e sei talmente brava che tuo marito ti ha consigliato di farne una vera e propria attività. Dopo averci riflettuto un po’, hai deciso di buttarti in questa esperienza. Prima, però, ci vuole un segno distintivo che permetta ai consumatori di riconoscere immediatamente i tuoi prodotti. Quindi, hai creato il marchio “Torte&Biscotti”.

In questo articolo ci soffermeremo, in particolare, sul costo per la registrazione del marchio. Devi sapere che la spesa varia in base a diversi fattori: la tipologia del segno di riconoscimento, la modalità di registrazione, la classe merceologica a cui appartengono i prodotti e i servizi, il Paese in cui si intende tutelare il marchio, ecc. Ma procediamo con ordine e cerchiamo di analizzare la questione punto per punto.

Perché è utile registrare un marchio?

Supponiamo che tu abbia un’attività imprenditoriale. Per avere più visibilità sul mercato e raggiungere un numero considerevole di consumatori hai bisogno di un marchio, ossia di un simbolo che consenta di distinguere i tuoi prodotti da quelli degli altri concorrenti. Per creare un marchio efficace puoi utilizzare parole, immagini, suoni, cifre, forme oppure una combinazione di tutti questi elementi. Il valore del marchio, inoltre, cresce con il prestigio dell’azienda.

Quando non si può registrare un marchio?

Per registrare un marchio è indispensabile che lo stesso sia originale, nuovo e lecito, altrimenti la domanda sarà rigettata oppure contestata. Ti faccio due esempi pratici.

Tizio ha un’azienda specializzata nella produzione di mobili per l’arredo di camere matrimoniali. Per avere notorietà, decide di commissionare ad un’agenzia grafica la creazione del marchio “Mobiletto” di colore bianco e marrone. Tuttavia, viene a sapere di non poter registrare il marchio perché lo stesso risulta già in uso.

Caio ha creato una linea di abbigliamento maschile in stile aviazione con il marchio “Boy” e un teschio raffigurato sopra la scritta.

Ebbene, in entrambi i casi, non è possibile procedere con la registrazione: nel primo esempio, infatti, Tizio ha ideato un marchio identico ad un altro già in uso; nel secondo esempio, invece, il marchio è contrario al buon costume in quanto ricorda il Totenkopf, ossia la testa di morto presente sulle divise tedesche dei membri delle SS.

Inoltre, tieni presente che non è possibile registrare come marchio:

  • ritratti, nomi e segni notori senza il consenso delle persone interessate;
  • indicazioni geografiche: tipo una città, una regione, ecc. a meno che non si tratti di un nome di fantasia che non ha nulla a che vedere con il prodotto o il servizio contraddistinto;
  • stemmi e bandiere;
  • parole, figure o altri segni dal significato politico;
  • riproduzioni di opere d’arte o di beni culturali.

Registrazione marchio costo

Una delle caratteristiche del marchio è la territorialità. In altre parole, se registri un marchio in Italia questo sarà tutelato solo sul territorio nazionale. Per avere una tutela completa è necessario depositare un marchio europeo o internazionale. Analizziamo tutte le ipotesi, in modo da avere un quadro generale sui costi di registrazione del marchio.

Registrare un marchio in Italia

Se intendi registrare un marchio nel nostro Paese, devi presentare una domanda – all’Ufficio Brevetti e Marchi oppure ad una Camera di Commercio – contenente i tuoi dati anagrafici, il marchio originale e la classe merceologica di prodotti o servizi a cui si riferisce. L’istanza può essere presentata personalmente oppure tramite un mandatario (vale a dire un consulente in proprietà industriale iscritto all’Ordine) o un rappresentante (cioè un avvocato). I costi da sostenere sono i seguenti:

  • tassa di registrazione: per un marchio individuale devi pagare 101 euro per una sola classe merceologica e 34 euro ogni volta che ne aggiungi una. Invece, per un marchio collettivo, per una o più classi merceologiche, si paga 337 euro;
  • imposta di bollo: pari a 42 euro per il deposito online e 16 euro per il deposito cartaceo;
  • trascrizione atti: pari a 81 euro;
  • diritti di segreteria: di importo variabile a seconda che richiedi una copia semplice oppure autenticata;
  • lettera d’incarico: se presenti la domanda tramite un mandatario devi pagare 16,00 euro da applicare sul modulo originale.

Registrare un marchio europeo

Se decidi di optare per il marchio comunitario, devi trasmettere la domanda online all’Euipo (Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà industriale). In questo modo, otterrai diritti esclusivi in tutti gli Stati membri dell’Unione europea, attuali e futuri, compresa l’Italia. In questo caso, i costi sono i seguenti:

  • 850 euro per la tassa di registrazione comprensiva di una classe di prodotti e/o servizi per il deposito online e 1.000 euro per il deposito cartaceo. A ciò si aggiungono 50 euro per la seconda classe e 150 euro per ogni classe aggiuntiva oltre alla seconda.

Registrare un marchio internazionale

Se invece scegli di registrare un marchio internazionale devi compilare il modulo in duplice copia, in inglese o in francese, e trasmetterlo al Wipo (l’Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale). In tal caso, il costo per la registrazione varia in base al Paese. Per farti un esempio, negli Stati Uniti, a seconda della classe di prodotto o servizio, il deposito del marchio va da un minimo di 500 euro ad un massimo di 1.500 euro mentre in Russia si passa dai 450 euro ai 1.600 euro. A questi importi si devono aggiungere:

  • 16 euro di marca da bollo;
  • 34 euro per la lettera d’incarico da pagare con modello F24 se ti avvali di un mandatario;
  • 135 euro di tassa di concessione governativa, da pagare sempre con modello F24.

Infine, bisogna pagare, in franchi svizzeri, le tasse internazionali a favore di Wipo pari a:

  • 653 CHF per la riproduzione del marchio non a colori;
  • 903 CHF per la riproduzione a colori;
  • 100 CHF per l’aggiunta di una classe di prodotto oltre la terza.

Per i Paesi aderenti all’accordo di Madrid è previsto il pagamento di una tassa amministrativa fissa pari a 100 franchi svizzeri; per i Paesi aderenti al protocollo di Madrid, invece, la tassa varia da uno Stato all’altro.



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