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Pensione casalinga: a chi spetta

22 Agosto 2020 | Autore:
Pensione casalinga: a chi spetta

Trattamento pensionistico presso il fondo Inps casalinghe: requisiti, domanda, importo dei versamenti, calcolo dell’assegno.

Anche chi si dedica totalmente alla cura della casa e della famiglia può ottenere la pensione, pur non avendo alcun rapporto lavorativo, né autonomo né subordinato.

In quale modo si può arrivare alla pensione se si è casalinghi? Un trattamento pensionistico spetta ai casalinghi ed alle casalinghe che si iscrivono presso l’apposito fondo di previdenza dell’Inps. Attenzione: non stiamo parlando dell’iscrizione all’Inail, ma dell’iscrizione presso il fondo casalinghe dell’Inps. L’iscrizione all’Inail, che obbliga non al pagamento dei contributi previdenziali ma di un premio, comporta la copertura assicurativa contro il rischio di infortunio domestico e riconosce una rendita soltanto nell’ipotesi in cui, a seguito di un incidente in casa, si riporti un’inabilità almeno pari al 16%. Per le inabilità dal 5% al 15% spetta un importo una tantum.

La pensione casalinghe, invece, è una prestazione differente: per l’esattezza, consiste in un trattamento di previdenza, che può, sì, essere riconosciuto a seguito del riconoscimento dell’inabilità al lavoro, ma che nella generalità dei casi è erogato al compimento di una determinata età, in base al versamento dei contributi effettuato dall’interessato.

Facciamo allora il punto sulla pensione casalinga: a chi spetta, quali sono i requisiti per accedere, come fare domanda, quanto si deve versare, come si calcola la pensione e qual è l’importo.

Chi può iscriversi presso il fondo Inps casalinghe?

La possibilità di iscrizione presso il fondo casalinghe dell’Inps è prevista per le persone che:

  • hanno tra i 16 e i 65 anni di età;
  • svolgono in via esclusiva un’attività finalizzata alla cura dell’abitazione e della famiglia;
  • non svolgono altre attività lavorative, né autonome, né subordinate, né parasubordinate; fanno eccezione i soli casi in cui l’attività sia svolta a tempo parziale ed i contributi versati siano di importo esiguo, tale da non consentire la copertura di tutte le 52 settimane dell’anno, in quanto non si raggiunge il reddito minimale, o più precisamente il reddito minimo per l’accredito dell’intera annualità di contribuzione;
  • non risultano titolari di pensione diretta, come la pensione anticipata o di vecchiaia.

Come ci si iscrive presso il fondo Inps casalinghe?

È possibile effettuare l’iscrizione presso il fondo Inps casalinghe:

  • avvalendosi dell’apposito servizio online presente all’interno del portale web dell’Inps, accessibile tramite le proprie credenziali dispositive (Pin dell’Inps, carta d’identità elettronica, carta nazionale dei servizi, sistema pubblico di identità digitale Spid);
  • tramite il call center dell’Inps, chiamando il numero 803. 164, oppure 06. 16 4,164 per chi chiama da utenza mobile;
  • attraverso i servizi telematici offerti dai patronati.

Quanto si deve versare presso il fondo Inps casalinghe?

L’Inps, una volta accettata l’iscrizione presso il fondo (l’accettazione è automatica se non sussistono requisiti ostativi all’iscrizione), invia i bollettini utili all’effettuazione dei versamenti.

I versamenti sono liberi: l’iscritto non è dunque vincolato al pagamento di un minimo di contribuzione annua.

Tuttavia, se non risultano versamenti contributivi almeno pari a 25,82 euro per ogni mensilità dell’anno, i mesi coperti dalla contribuzione sono progressivamente ridotti. Perché risulti accreditata ai fini della pensione un’annualità intera, difatti, sono necessari almeno 310 euro di versamenti nell’anno. Se in un anno sono versati più di 310 euro, le eccedenze non possono essere riportate in annualità diverse per coprire buchi contributivi, come avviene presso altri fondi di previdenza, ma servono unicamente ai fini dell’importo della pensione.

Mirella, casalinga, versa, nel 2020, ben 500 euro di contributi presso il fondo casalinghe dell’Inps. Avendo versato più di 310 euro, l’intero 2020 è utile ai fini del diritto alla pensione. Tuttavia, Mirella non può utilizzare i 290 euro che avanzano rispetto alla copertura minima di 310 euro per riportarli in annualità precedenti nelle quali risultano scoperture contributive, né può riportarli al 2021 come versamenti anticipati.

Vediamo che cosa accade nell’ipotesi in cui l’iscritto versi meno di 310 euro annui.

Francesco, iscritto presso il fondo casalinghe, nell’intera annualità 2019 risulta aver versato soltanto 120 euro, ossia 10 euro al mese. Anche se Francesco ha effettuato i versamenti contributivi ogni mese, non gli può essere accreditata l’intera annualità 2019 ai fini della pensione casalinghe, in quanto non ha raggiunto il versamento minimo di 310 euro annui. Come sapere allora quanti mesi sono coperti per l’Inps? Bisogna effettuare la seguente operazione: dividere l’importo versato per 25,82, ossia per l’ammontare minimo del versamento mensile. Andando a dividere 120 euro per 25,82 otteniamo 4,65 circa. Significa che per il 2019 risultano coperte quattro mensilità ai fini contributivi (non è concesso arrotondare per eccesso, quindi non risultano coperti cinque mesi di contributi ma soltanto quattro).

Come si calcola la pensione presso il fondo Inps casalinghe?

Presso il fondo Inps casalinghe, la pensione viene calcolata con il sistema contributivo. A differenza del sistema retributivo, che si basa sulle retribuzioni o redditi più recenti e sull’anzianità contributiva collocata entro determinati periodi, il calcolo contributivo è invece basato sui versamenti effettivamente accreditati e sull’età al momento della pensione.

In buona sostanza, il sistema di calcolo presso la gestione Inps casalinghe funziona in questo modo:

  • i versamenti accreditati, anno per anno, sono rivalutati in base a un tasso di capitalizzazione, che presso la generalità delle gestioni amministrate dall’Inps è basato sull’incremento quinquennale del Pil nominale;
  • la somma dei versamenti accreditati e rivalutati, detta montante contributivo, viene poi trasformata in pensione annua applicando il coefficiente di trasformazione: si tratta di un valore, espresso in percentuale, che cresce con l’età ma che viene diminuito in base agli incrementi della speranza di vita.

Per approfondire: Guida al calcolo contributivo della pensione.

La pensione casalinghe può essere cumulata con le altre pensioni?

La pensione accreditata dal fondo casalinghe non è soggetta a divieti di cumulo o a cumulo parziale con altri redditi o altri trattamenti pensionistici, quindi a tagli nell’ipotesi in cui l’interessato percepisca anche altre pensioni. Può essere sommata anche all’assegno sociale, entro i limiti di reddito previsti per questa prestazione di assistenza.

Tuttavia, è bene sapere che i contributi accreditati presso il fondo delle casalinghe non possono essere né ricongiunti, né cumulati o totalizzati con la contribuzione accreditata presso altre gestioni previdenziali, obbligatorie oppure complementari.

In altre parole, sono vietati ricongiunzione, cumulo e totalizzazione con i contributi accreditati presso il fondo casalinghe.

I versamenti effettuati presso il fondo casalinghe non sono dunque utili per coprire eventuali buchi di contribuzione presenti nella carriera del lavoratore o per arrivare prima a una pensione diretta ordinaria, ad esempio alla pensione anticipata o quota 100.

Quando si ottiene la pensione casalinghe?

Il fondo delle casalinghe liquida le seguenti pensioni:

  • un primo trattamento di vecchiaia anticipato a 57 anni di età, soltanto qualora l’assegno pensionistico ammonti ad almeno 1,2 volte l’assegno sociale, ossia, per l’anno 2020, ammonti a 551,80 euro (corrispondente all’assegno sociale mensile, pari a 459,83 euro, aumentato del 20%); per ottenere il trattamento a 57 anni è inoltre necessario possedere un minimo di cinque anni di contributi;
  • liquida poi la pensione di vecchiaia, al compimento dei 65 anni di età; per ottenere la pensione di vecchiaia casalinghe a 65 anni non è necessario raggiungere un importo minimo dell’assegno;
  • il fondo liquida infine la pensione per inabilità, qualora l’interessato abbia versato almeno cinque anni di contribuzione e sia stato riconosciuto inabile in modo permanente ed assoluto a qualsiasi attività lavorativa.

Presso il fondo casalinghe non è riconosciuta la pensione ai superstiti, cioè la reversibilità o la pensione indiretta.

Per approfondire: Guida alla pensione casalinghe.



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