Scuola: le regole dell’Iss in caso di contagio Covid

21 Agosto 2020 | Autore:
Scuola: le regole dell’Iss in caso di contagio Covid

Le nuove raccomandazioni dell’Istituto superiore di sanità per la gestione dei casi e dei focolai in ambiente scolastico.

L’Istituto superiore di sanità (Iss) ha emanato le raccomandazioni per la gestione dei casi di Covid-19 che potranno manifestarsi nelle scuole e nei servizi educativi per l’infanzia.

Il nuovo documento – che puoi scaricare qui nel testo ufficiale completo – prevede una specifica procedura per la rilevazione dei casi sospetti e delle infezioni, fornendo i comportamenti da seguire e le precauzioni da adottare per impedire la propagazione del contagio.

Le istruzioni sono di taglio operativo e pratico e indicano le azioni da intraprendere nel caso in cui un alunno, un docente o un operatore scolastico abbia dei sintomi compatibili con Covid-19, come febbre, tosse, dolori muscolari, difficoltà respiratoria o malessere.

In questi casi, occorrerà attivare, a seconda dei casi e del momento in cui si scoprono i sintomi sospetti (questo può avvenire a scuola oppure anche a casa), il referente scolastico, i genitori, il pediatra di libera scelta o il medico di medicina generale e il Dipartimento di prevenzione (DdP) dell’Asl.

Ad esempio, se un alunno manifesta la sintomatologia a scuola, come avevamo anticipato nell’articolo cosa fare se un alunno ha sintomi Covid, le raccomandazioni prevedono l’isolamento in un’area apposita, dando immediato avviso ai genitori per riportarlo a casa.

Nel frattempo, chiunque entri in contatto con il caso sospetto dovrà indossare la mascherina, compresi i suoi genitori. Gli esperti suggeriscono di far indossare una mascherina chirurgica anche all’alunno con sintomi sospetti, se ha un’età superiore ai 6 anni e se la tollera.

Una volta ricondotto l’alunno a casa, i genitori dovranno contattare il pediatra di libera scelta o medico di famiglia che, dopo avere valutato la situazione, deciderà se è necessario contattare il Dipartimento di prevenzione dell’Asl per eseguire il tampone.

Se il test risulterà positivo, il Dipartimento di prevenzione condurrà le indagini sull’identificazione dei contatti e valuterà le misure più appropriate da adottare: tra queste è prevista anche, quando sarà ritenuto necessario, la quarantena, della durata di 14 giorni, per tutti i compagni di classe, gli insegnanti e gli altri soggetti che rientrano nella definizione di contatto stretto.

La scuola, in tali casi di riscontrato contagio, dovrà effettuare una sanificazione straordinaria.

Nel documento, l’Iss precisa che «un singolo caso confermato» di Covid-19 «non dovrebbe determinare la chiusura» dell’intera scuola, «soprattutto se la trasmissione nella comunità non è elevata». La chiusura di una scuola sarà «valutata dal Dipartimento di prevenzione in base al numero di casi confermati e di eventuali cluster e del livello di circolazione del virus all’interno della comunità», si specifica nelle istruzioni.

Fra i compiti degli istituti, il documento prevede anche il monitoraggio delle assenze, per individuare ad esempio casi di classi con molti alunni mancanti. Questo fenomeno, infatti, potrebbe indicare una diffusione del virus e richiedere un’ indagine mirata da parte del Dipartimento di prevenzione.

Ma ci sono raccomandazioni rivolte anche ai genitori, come quella di misurare ogni giorno la temperatura ai bambini.

Ogni istituto dovrà individuare un referente scolastico per il Covid-19, incaricato di raccogliere e di monitorare i dati, registrando anche gli eventuali contatti intercorsi tra alunni e personale di classi diverse.



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