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Affiliazione: doveri dell’affiliato

24 Ottobre 2020 | Autore:
Affiliazione: doveri dell’affiliato

Come intraprendere un’attività commerciale indipendente, riducendo il rischio di impresa? Contenuto, forma, durata del contratto ed obblighi delle parti.

Come intraprendere un’attività commerciale indipendente, riducendo il rischio di impresa? Contenuto, forma, durata del contratto ed obblighi delle parti. Ti piacerebbe aprire un negozio ma non hai alcuna esperienza nel campo delle vendite? Temi di avere difficoltà ad entrare nel mercato? Vuoi metterti in proprio ma non hai mezzi finanziari sufficienti? Una buona soluzione per te, potrebbe essere rappresentata dal franchising o affiliazione commerciale. Si tratta di un particolare tipo di contratto, concluso tra due soggetti giuridicamente indipendenti, denominati affiliante (o franchisor) ed affiliato (o franchisee), dal quale discendono reciproci obblighi per entrambi i contraenti.

Più precisamente, affiliazione, i doveri dell’affiliato quali sono? E quali sono gli obblighi dell’affiliante? Preliminarmente è opportuno evidenziare come in questo tipo di contratto l’affiliante è il soggetto che offre dei beni e/o dei servizi, creando una rete di distribuzione tale da penetrare nel mercato senza intervenire nelle realtà commerciali locali. L’affiliato, invece, intraprende un’attività, riducendo i costi ed il rischio d’impresa, utilizzando un marchio già affermato e giovandosi dell’organizzazione dell’affiliante.

Cos’è un contratto di franchising o di affiliazione commerciale

Un contratto di franchising o di affiliazione commerciale viene stipulato tra due soggetti, economicamente e giuridicamente indipendenti. In base allo stesso una parte concede la disponibilità all’altra, verso pagamento di un corrispettivo, di un insieme di diritti di proprietà industriale o intellettuale relativi a marchi, denominazioni commerciali, insegne, modelli di utilità, diritti di autore, know-how [1], brevetti, assistenza o consulenza tecnica e commerciale.

Detto più semplicemente, l’affiliante fornisce all’affiliato la formazione necessaria per svolgere l’attività oggetto del contratto, gli procura i beni e i servizi da commercializzare oltre ad assicurargli una costante assistenza tecnica e commerciale per tutta la durata del rapporto.

Dal canto suo, l’affiliato commercializza i beni e i servizi offerti dall’affiliante, entrando a far parte della sua rete commerciale insieme ad altri affiliati [2].

Una nota casa francese di prodotti di bellezza decide di aprire dei punti vendita sparsi in più regioni italiane. Anziché gestire direttamente queste attività, stipula una serie di contratti con singoli commercianti in modo che vi provvedano loro. Il franchisor fornisce ai singoli commercianti, gli impianti, l’attrezzatura e i prodotti iniziali. Permette loro di utilizzare il marchio e l’insegna, li inserisce nella sua rete commerciale. In cambio, i commercianti versano una somma per la concessione del marchio e il rifornimento della merce oltre a pagare una percentuale sui guadagni.

Qual è l’oggetto del contratto di affiliazione commerciale

L’oggetto del contratto di affiliazione commerciale è rappresentato dallo svolgimento dell’attività dell’affiliato, la quale consiste nello sfruttamento dei diritti di proprietà industriale o intellettuale relativi ai marchi, alle denominazioni commerciali e alle insegne dell’affiliante. Consiste, altresì, nello sfruttamento dei diritti di proprietà industriale o intellettuale relativi ai modelli di utilità, ai disegni, ai diritti di autore, know-kow, ai brevetti, all’assistenza o alla consulenza tecnica e commerciale dell’affiliante.

Contratto di franchising: forma e durata

Il contratto di affiliazione commerciale deve essere redatto per iscritto a pena di nullità. Inoltre, deve avere un contenuto minimo prescritto dalla legge.

Per quanto attiene alla durata, il contratto di affiliazione commerciale può essere:

  • a tempo indeterminato;
  • a tempo determinato. In quest’ultimo caso, l’affiliante deve comunque garantire all’affiliato una durata minima sufficiente all’ammortamento dell’investimento non inferiore a tre anni. Tuttavia, è consentita la risoluzione anticipata per inadempienza di una delle parti.

Il contratto deve, inoltre, riportare obbligatoriamente una serie di indicazioni come ad esempio l’ammontare degli investimenti e delle eventuali spese di ingresso [3] che l’affiliato deve sostenere prima dell’inizio dell’attività, le modalità di calcolo e di pagamento delle royalties [4], l’eventuale indicazione di un incasso minimo da realizzare da parte dell’affilitato, ecc.

Nel contratto, quindi, bisogna dare conto di una serie di elementi importanti che le parti devono definire al momento della stipula e che devono essere portati a conoscenza dell’affiliato.

Quali sono gli obblighi dell’affiliante

Gli obblighi dell’affiliante sono specificamente indicati dalla legge [5]. Almeno trenta giorni prima della sottoscrizione del contratto di affiliazione commerciale, l’affiliante deve consegnarne una copia all’aspirante affiliato in modo che quest’ultimo possa studiare con attenzione le condizioni contrattuali. Deve, altresì, fornirgli una serie di informazioni affinché l’affiliato possa avere una visione reale dell’investimento che si accinge ad effettuare e dell’attività che andrà a svolgere.

Quali sono i doveri dell’affiliato

L’affiliato, da parte sua, ha degli specifici doveri da rispettare come contropartita per l’affiliazione.

Nello specifico, si tratta:

  1. di riconoscere all’affiliante un compenso economico, che solitamente si suddivide in una parte da versare in un’unica soluzione all’inizio del rapporto (fee d’ingresso) e una parte da versare periodicamente (royalties);
  2. dell’obbligo di massima riservatezza in ordine al contenuto dell’attività oggetto dell’affiliazione commerciale sia in costanza del rapporto sia dopo la sua conclusione. Tale obbligo deve essere fatto osservare anche ai propri collaboratori e dipendenti;
  3. il divieto di trasferire la sede, qualora sia indicata nel contratto, senza il preventivo consenso dell’affiliante, se non per causa di forza maggiore.

Quali obblighi incombono su entrambe le parti

L’affiliante e l’affiliato devono reciprocamente tenere, in qualsiasi momento, un comportamento ispirato a lealtà, correttezza e buona fede [6]. Attraverso la stipula di un contratto di affiliazione commerciale, infatti, le parti tendono ad instaurare un rapporto di collaborazione al fine di procurarsi reciproci guadagni. Gli obblighi di lealtà, correttezza e buona fede gravano su entrambe le parti ma in misura maggiore sull’affiliante, essendo quella economicamente più forte.

Inoltre, sia sull’affiliante sia sull’affiliato grava una responsabilità precontrattuale, che si esplicita in tal modo:

  • l’affiliante deve tempestivamente fornire ogni dato e informazione che l’affiliato ritenga necessario o utile ai fini della stipula del contratto, salvo siano informazioni oggettivamente riservate o la cui divulgazione costituirebbe violazione di diritti di terzi, e motivare l’eventuale mancata comunicazione delle informazioni e dei dati dallo stesso richiesti;
  • l’aspirante affiliato deve fornire, tempestivamente ed in modo esatto e completo, all’affiliante ogni informazione e dato la cui conoscenza risulti necessaria oppure opportuna ai fini della stipulazione del contratto, anche se non espressamente richiesti dall’affiliante.

Se una parte fornisce false informazioni, l’altra può chiedere l’annullamento del contratto [7] nonché il risarcimento del danno.

Risoluzione e recesso: quando sono possibili?

Nell’ambito del rapporto di franchising, in caso di inadempimento di una delle parti, l’altra può chiedere la risoluzione del contratto ma per ottenere l’accoglimento della domanda, è tenuta a fornire le prove.

Se l’inadempimento contrattuale è da imputarsi ad entrambi i soggetti del rapporto contrattuale, viene effettuata una comparazione in ordine al comportamento tenuto dalle due parti al fine di stabilire quale si sia resa responsabile degli inadempimenti maggiori.

Ad esempio, nel caso di un affiliato che non aveva pagato le royalties previste e di un affiliante che non aveva dimostrato il trasferimento del know-how all’affiliante, il tribunale di Torino ha considerato, quest’ultimo, responsabile dell’inadempimento più rilevante. Pertanto, ha ritenuto giustificata la domanda di risoluzione avanzata dall’affiliato [8].

Viceversa, è stata ritenuta fondata la domanda di risoluzione del rapporto contrattuale nel caso dell’affiliato che aveva messo in commercio prodotti privi del marchio o con marchio contraffatto, cagionando un danno all’immagine dell’affiliante [9].

Il contratto di affiliazione commerciale può prevedere il diritto di recesso ad nutum o per giusta causa.

Con il recesso ad nutum una o entrambe le parti possono porre fine al contratto senza dovere motivare la propria decisione. Se il contratto è a tempo determinato, è possibile recedere dal contratto prima della scadenza solo se espressamente previsto.

Se il contratto è a tempo indeterminato, il recesso deve essere preceduto da un congruo preavviso. In caso di mancato e insufficiente preavviso, il recesso è comunque valido ma la parte che lo ha esercitato deve risarcire i danni che sono conseguiti dalla sua condotta.

Il recesso per giusta causa è ammesso:

  1. se una delle parti è stata inadempiente ed è venuto meno il rapporto fiduciario esistente;
  2. quando dall’inadempimento è derivato un danno;
  3. se si è verificato un evento che non consente la prosecuzione del rapporto.

In tali casi non è necessario alcun preavviso tranne se contrattualmente previsto.

Cosa succede in caso di controversie

Le parti possono stabilire che, qualora insorgano delle controversie relative al contratto, prima di adire l’autorità giudiziaria o di ricorrere all’arbitrato, venga fatto un tentativo di conciliazione presso la Camera di commercio del territorio in cui ha sede l’affiliato [10].

Il tentativo di conciliazione va svolto secondo le norme in tema di procedimenti in materia di diritto societario e di intermediazione finanziaria, bancaria e creditizia [11].

In mancanza di una specifica previsione contrattuale, entrambe le parti sono libere di adire la giustizia ordinaria.


note

[1] Per know-kow deve intendersi un insieme di conoscenze che rappresentano il bagaglio commerciale e tecnico già sperimentato con successo dall’affiliante.

Tale patrimonio è:

1. segreto, nel senso che non è generalmente noto né facilmente accessibile;

2. sostanziale, cioè comprende conoscenze indispensabili all’affiliato per l’uso, la vendita, la rivendita, la gestione o l’organizzazione dei beni o servizi contrattuali;

3. individuato, ovvero descritto in modo sufficientemente esauriente, tale da consentire di verificare se risponde ai criteri di segretezza e di sostanzialità.

[2] Art. 1 co. 1 L. n. 129 del 06.05.2004.

[3] Le spese di ingresso consistono in una cifra fissa, rapportata al valore economico e alla capacità di sviluppo della rete, che l’affiliato versa al momento della stipula del contratto.

[4] Le royalties sono una percentuale che l’affiliante richiede all’affiliato commisurata al giro d’affari o in quota fissa, da versarsi anche in misura periodica.

[5] Art. 4 L. n. 129 del 06.05.2004.

[6] Art. 6 L. n. 129 del 06.05.2004.

[7] Art. 1439 cod. civ.

[8] Trib. Torino, sent. n. 4721/2015.

[9] Trib. Milano sent. n. 6559 del 12.06.2017.

[10] Art. 7 L. n. 129 del 06.05.2004.

[11] Artt. 38, 39 e 40 D.lgs. del 17.01.2003.


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