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Avviso di accertamento dell’Agenzia delle Entrate: la dilazione prima di Equitalia

19 Novembre 2013
Avviso di accertamento dell’Agenzia delle Entrate: la dilazione prima di Equitalia

Come ottenere la rateazione di pagamento da parte degli uffici delle Entrate, in caso di avviso bonario di pagamento, a seguito di controllo automatico o di controllo formale.

In un precedente articolo avevamo messo in guardia circa i pesanti oneri che possono conseguire a chi, oggetto di un avviso di accertamento fiscale, preferisce attendere la cartella esattoriale di Equitalia e chiedere quindi la rateazione del pagamento. Questa scelta infatti può portare un aggravio di spesa di circa il 50% (leggi l’articolo: “Equitalia, fai la scelta giusta prima che ti arrivi la cartella esattoriale”). Non tutti sanno, infatti, che è possibile richiedere una rateazione già all’Agenzia delle Entrate, subito dopo il ricevimento dell’avviso, con un notevole risparmio. Ecco, quindi, ciò che c’è da sapere sull’argomento.

Il contribuente che non intende impugnare davanti al giudice l’avviso di accertamento, può ritenere più conveniente pagare il proprio debito (derivante da un avviso bonario o da un avviso di accertamento) con il versamento, anche dilazionato, direttamente all’Agenzia delle Entrate, ed evitare così l’intervento di Equitalia (e l’aggravio di ulteriori costi). Tuttavia, in tal caso occorre fare molta attenzione.

Infatti, se con Equitalia si perde il diritto alla rateazione solo dopo il mancato pagamento di otto rate (anche non consecutive), con l’agenzia delle Entrate basta anche una sola morosità (ossia una rata pagata oltre il termine di scadenza di quella successiva) che si determina la decadenza dalla dilazione. Con la conseguenza che, subito dopo, scatta l’iscrizione a ruolo delle somme dovute, con l’aggravio della sanzione del 60% sul debito residuo, oltre all’aggio della riscossione dovuto ad Equitalia (in tal caso, però, si è sempre liberi di chiedere la rateazione all’Agente della riscossione).

Come si dilazione un avviso bonario di pagamento

In caso di ricevimento di una comunicazione di irregolarità a seguito di controllo automatico [1] o di controllo formale [2] e di riconoscimento della validità della contestazione, il contribuente può regolarizzare la propria posizione pagando, oltre alla normale imposta (oggetto della rettifica), una sanzione ridotta e i relativi interessi.

La regolarizzazione delle comunicazioni relative ai controlli automatici [1] deve avvenire entro 30 giorni dalla ricezione, pagando l’imposta dovuta, gli interessi e la sanzione ridotta a 1/3 di quella ordinariamente prevista nella misura del 30 per cento.

La regolarizzazione delle comunicazioni sui controlli formali [2] potrà essere effettuata, invece, sempre entro 30 giorni dal ricevimento della prima comunicazione, con il pagamento dell’imposta dovuta, degli interessi e della sanzione ridotta a 2/3 di quella ordinaria del 30 per cento.

Forme di rateazione

Le somme richieste si possono rateizzare senza garanzia:

fino a 5mila euro in un massimo di 6 rate trimestrali;

oltre 5mila euro in un massimo di 20 rate trimestrali.

 

Assenza di garanzie

Il contribuente che abbia accettato l’accertamento entro il termine di impugnazione (acquiescenza) o in caso di perfezionamento dell’accertamento con adesione (o ancora, in caso di adesione al processo verbale di constatazione o all’invito al contraddittorio), può optare per il pagamento rateale presso l’ufficio dell’Agenzia delle Entrate senza la presentazione di alcuna garanzia.

Durata del piano di rateazione

Il piano di rateazione concedibile prevede il pagamento in 8 rate trimestrali di pari importo o in 12 rate trimestrali sempre di pari importo se l’importo da pagare (comprensivo di imposte, sanzioni e interessi) supera 51.645,69 euro.

Per le rate successive alla prima sono dovuti gli interessi legali.

Le somme dovute si versano presso banche, poste o agenti della riscossione con:

– il modello F24 per le imposte sui redditi, le relative imposte sostitutive, l’Irap, l’Iva e l’imposta sugli intrattenimenti;

– il modello F23 per l’imposta di registro e per gli altri tributi indiretti.

 

La perdita del beneficio

Come detto, in entrambi i precedenti casi, il mancato pagamento anche di una sola delle rate, diverse dalla prima, entro il termine di pagamento della rata successiva comporterà la decadenza dal beneficio della rateazione, l’iscrizione a ruolo delle residue somme dovute, e dunque la notifica di una cartella esattoriale da parte di Equitalia, che contiene anche la sanzione del 60% sull’importo e l’aggio della riscossione all’8% sul totale complessivamente dovuto.

Cos’è l’acquiescenza

In caso di accertamento fondato su dati e valutazioni difficilmente contrastabili, il contribuente ha l’opportunità di ottenere una riduzione delle sanzioni irrogate, rinunciando a impugnare l’atto. In tal caso, le sanzioni irrogate sono ridotte a 1/3 o a 1/6 (se l’atto non risulta preceduto da invito al contraddittorio o da un Pvc definibili). Per beneficiare di queste riduzioni occorre, tuttavia, che il pagamento delle somme dovute (imposte per intero e interessi, oltre a sanzioni ridotte) avvenga entro il termine di proposizione del ricorso, ossia entro il termine di 60 giorni dalla notifica dell’atto.

Cos’è l’accertamento con adesione

Il contribuente può tentare un “accordo” attraverso il procedimento di adesione. In questo caso il termine per impugnare l’atto di accertamento (l’irrogazione delle sanzioni è esclusa) è sospeso per un periodo di 90 giorni. L’accertamento con adesione permette al contribuente di usufruire di una riduzione delle sanzioni comminate nell’atto di accertamento nella misura di 1/3 del minimo previsto dalla legge (pari al 100% delle maggiori imposte contestate), versando le nuove somme rideterminate entro 20 giorni dalla redazione dell’atto di adesione. Inoltre, la definizione ha effetto sui contributi assistenziali e previdenziali. In pratica, il contribuente che concorda con il Fisco dovrà poi regolarizzare la sua posizione anche con gli enti previdenziali.


note

[1] Art. 36-bis del Dpr 600/1973.

[2] Art. 36-ter del Dpr 600/1973.

[3] Art. 36-bis del Dpr 600/73.


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