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Segnalazione polizia cosa comporta

24 Agosto 2020 | Autore:
Segnalazione polizia cosa comporta

Segnalazione, esposto, denuncia e querela: differenze tra le diverse comunicazioni alle autorità. Cosa fa la polizia dopo aver ricevuto una segnalazione?

Le forze dell’ordine devono intervenire ogni volta che ricorrono ipotesi di reato; questo è pacifico. La polizia, però, può essere chiamata anche per effettuare dei controlli su casi che potrebbero presentare solo astrattamente dei profili di illiceità. In altre parole: una cosa è denunciare un furto, un’altra un comportamento scorretto che potrebbe costituire reato a seconda dei casi. Il classico esempio è quello dei rumori molesti del vicino: la condotta potrebbe essere penalmente perseguibile, ma solo a determinate condizioni (e cioè, che anche altre persone siano disturbate). Ecco che, in ipotesi del genere, più che una denuncia è consigliabile una mera segnalazione o un esposto. Ma cosa comporta una segnalazione alla polizia?

Per rispondere a questa domanda dobbiamo necessariamente spiegare cos’è una segnalazione alle autorità e qual è la differenza con la denuncia, la querela e l’esposto. La segnalazione, come avrai senz’altro già capito, è una comunicazione fatta alle autorità con cui si invitano le stesse a intervenire per risolvere una determinata situazione che potrebbe presentare i connotati del reato o, più in generale, dell’illecito. La segnalazione può essere scritta oppure orale: nel primo caso, è più corretto parlare di esposto. Ma non voglio anticipare troppo di ciò che leggerai nel prosieguo. Mettiti comodo, prenditi dieci minuti di tempo e scopri cosa comporta una segnalazione alla polizia.

Segnalazione alle autorità: cos’è?

La segnalazione è una comunicazione fatta alle forze dell’ordine affinché siano messe a conoscenza di una situazione che potrebbe presentare i tratti dell’illecito.

Detto in altre parole, la segnalazione è una trasmissione di indicazioni, notizie o informazioni, generalmente verbali, in merito a una particolare questione che si ritiene l’autorità pubblica debba conoscere.

Spesso la segnalazione ha ad oggetto una controversia tra privati: il tipico esempio, come diremo, è quello dei rumori in condominio. In un’ipotesi del genere, la polizia può intervenire per cercare di trovare una soluzione pacifica tra le parti.

Segnalazione alla polizia: esempi

Il classico esempio di segnalazione è quella che si effettua alla polizia nei confronti dei vicini rumorosi: la chiamata alla polizia o ai carabinieri serve per favorire il loro intervento, ma ciò non significa che sia stato necessariamente commesso un reato. Saranno le autorità ad appurarlo a seguito del loro sopralluogo.

Lo stesso nell’ipotesi in cui si faccia segnalazione perché il bar davanti casa tiene la musica a tutto volume anche nelle ore di riposo, oppure la segnalazione fatta per verificare presunte irregolarità fiscali di un commerciante o di un professionista, o ancora la segnalazione per comunicare il mancato rispetto delle norme igieniche in un negozio di alimentari oppure delle norme sulla sicurezza in un cantiere.

Altre ipotesi di segnalazione alla polizia sono quelle per sinistro stradale, per problemi di viabilità, ecc.

Segnalazione alla polizia: come si fa?

La segnalazione alla polizia o ai carabinieri è per sua natura orale. Si tratta in pratica di una comunicazione effettuata di persona oppure per telefono, avente ad oggetto fatti che potrebbero costituire reato o illecito di tipo amministrativo (pensa alla violazione di un’ordinanza sindacale, ad esempio).

Quando la segnalazione è fatta per iscritto, essa assume il nome di esposto. L’esposto è dunque una segnalazione scritta, normalmente fatta nei casi in cui non c’è un’estrema urgenza.

Segnalazione alle autorità: quali sono le conseguenze?

Cosa comporta una segnalazione alla polizia o ai carabinieri? Ebbene, va subito detto che una segnalazione alle autorità non comporta necessariamente l’apertura di un procedimento penale.

Come detto nei paragrafi precedenti, la segnalazione alla polizia è una comunicazione (scritta oppure orale) che serve ad avvisare le autorità circa un fatto che, potenzialmente, potrebbe costituire un reato. Spetta dunque alle forze dell’ordine, una volta sul posto, decidere se è il caso di procedere penalmente, comunicando in Procura la notizia di reato, oppure tentare di risolvere bonariamente la controversia sorta tra le parti.

Dunque, una segnalazione alla polizia comporta l’intervento delle autorità, ma non necessariamente l’inizio di un procedimento penale in piena regola. Quest’ultima circostanza dipende dalla natura della situazione segnalata:

  • se la polizia interviene e ritiene che si tratti di un reato procedibile d’ufficio, allora ne darà comunicazione alla Procura territorialmente competente, cominciando così la fase delle indagini preliminari;
  • se la polizia ritiene che si tratti di un reato procedibile a querela di parte, allora dovrà comunicare alla vittima che è suo diritto sporgere querela. Solo a seguito della querela le autorità potranno procedere penalmente;
  • se la polizia ritiene che la situazione segnalata non presenti i connotati del reato, allora potrà tentare di risolvere bonariamente la questione tra le parti private coinvolte.

Analizziamo ciascuna di queste situazioni.

Segnalazione alla polizia e reato procedibile d’ufficio

La segnalazione alla polizia potrebbe riguardare un reato procedibile d’ufficio. È definito tale l’illecito penale che può essere oggetto di denuncia da parte di chiunque, a prescindere che si sia vittima o meno del fatto, e contro il quale può attivarsi autonomamente la polizia nel momento in cui ne è a conoscenza.

Dunque, se l’oggetto della segnalazione (scritta oppure orale) è un reato procedibile d’ufficio, la polizia, una volta appurato il fatto, non può che procedere penalmente contro il responsabile, provvedendo a comunicare la notizia di reato in Procura affinché si proceda con l’iscrizione del nominativo all’interno del registro degli indagati.

Segnalazione alla polizia e reato procedibile a querela

La segnalazione alla polizia potrebbe riguardare un reato procedibile a querela di parte. È definito tale l’illecito penale che può essere oggetto di denuncia da parte solamente della vittima del reato.

A differenza dei reati procedibili d’ufficio, dunque, quelli procedibili a querela hanno bisogno della denuncia della persona offesa o di un rappresentante che ne faccia le veci; in caso contrario, le forze dell’ordine, anche se hanno avuto conoscenza del fatto per via della segnalazione, non potranno procedere contro l’autore del crimine.

Ad esempio, se il vicino di casa segnala alla polizia che nell’appartamento accanto c’è una donna che è vittima di stalking da parte del suo ex marito, la polizia potrà al massimo effettuare un controllo, magari bussando alla porta della donna per verificare che non ci siano reati perseguibili d’ufficio in corso, ma non potrà procedere d’ufficio contro l’ex coniuge in quanto lo stalking è reato perseguibile a querela di parte. Toccherà alla vittima decidere di sporgere querela.

Segnalazione alla polizia e soluzione bonaria della controversia

Infine, può accadere che la segnalazione fatta alla polizia riguardi un fatto che non è perseguibile penalmente, né su querela di parte né d’ufficio. Si tratta delle ipotesi di litigi e contenziosi tra privati che, in genere, riguardano il diritto civile: disguidi tra vicini, danneggiamenti, ecc.

In casi del genere, la segnalazione alla polizia non è comunque vana. Come ti ho spiegato nell’articolo dedicato all’esposto di polizia, le forze dell’ordine, anche nel caso di dissidi privati, sono tenute a intervenire con i loro ufficiali, i quali redigono relativo verbale.

Se dai fatti emerge la commissione di un reato, allora l’ufficiale, se il crimine è perseguibile d’ufficio, deve prontamente farne denuncia all’autorità giudiziaria; al contrario, se trattasi di delitti perseguibili a querela può, a richiesta, tentare di comporre la lite in modo bonario, senza che sia pregiudicato il diritto delle parti di sporgere successiva querela.

In pratica, l’esposto alla polizia serve a far intervenire le forze dell’ordine in qualità di mediatori, sempreché non vengano immediatamente ravvisate ipotesi di reato: in questa evenienza, come detto nei paragrafi che precedono, l’ufficiale intervenuto deve darne immediata notizia all’autorità giudiziaria, a meno che non si tratti di reato procedibile a querela. In quest’ultima ipotesi, spetta alla persona offesa la scelta di sporgere querela.

Se, invece, la lite viene risolta, oppure essa non presenta connotati delittuosi, allora l’ufficiale si limita a redigere verbale narrando i fatti accaduti; tale verbale può essere prodotto in giudizio con valore di scrittura privata riconosciuta.

Segnalazione, esposto, denuncia e querela: differenze

Siamo dunque pronti a riepilogare, in maniera chiara e concisa, le differenze che ci sono tra la segnalazione, l’esposto, la denuncia e la querela:

  • la segnalazione è una comunicazione orale rivolta alla polizia affinché intervenga a seguito di un determinato accadimento, non per forza di natura penale (liti condominiali, incidenti stradali, ecc.);
  • l’esposto è una segnalazione scritta. Il suo contenuto riguarda generalmente una richiesta di intervento dell’autorità per le più diverse questioni: disturbi, abusi, liti vicinali, ecc. Può essere presentata da una o più persone coinvolte. Esaminata la richiesta, si effettuano le verifiche e viene stilato un rapporto (o verbale). Le violazioni accertate vengono verbalizzate ed i trasgressori perseguiti. A seguito dei sopralluoghi possono essere inviate d’ufficio comunicazioni ad altri settori comunali o enti;
  • la denuncia è la comunicazione di una notizia di reato, cioè di un fatto che costituisce un crimine. La polizia deve intervenire e trasmettere la denuncia alla Procura della Repubblica territorialmente competente;
  • la querela è la comunicazione di una notizia di reato, fatta però direttamente dalla vittima. Come detto sopra, la querela è un atto personale, in quanto spetta solamente alla persona offesa la scelta di voler procedere o meno. La querela va sporta entro tre mesi (in alcuni casi, sei mesi) dal momento in cui si ha avuto conoscenza del reato.

note

Autore immagine: Depositphotos.com


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