Assegno divorzile: vanno bilanciati i patrimoni degli ex

24 Agosto 2020 | Autore:
Assegno divorzile: vanno bilanciati i patrimoni degli ex

Per la Cassazione, non basta basare l’assegnazione del trattamento economico sul mantenimento dello stesso tenore di vita.

Nell’attribuire all’ex moglie l’assegno divorzile e nel quantificare l’importo del trattamento vanno valutati in modo bilanciato i patrimoni dei due ex coniugi, considerando il vantaggio economico derivato dall’assegnazione della casa coniugale all’ex moglie anche se collocataria dei figli. In caso contrario, la Cassazione rinvierà la sentenza in merito alla Corte d’Appello in diversa composizione. Lo ha stabilito la stessa Corte Suprema con una recente ordinanza [1].

Secondo gli Ermellini, infatti, l’assegno deve avere uno scopo assistenziale e, in pari misura, perequativo e compensativo. I giudici ricordano quanto già stabilito in passato: il trattamento economico va riconosciuto solo dopo aver accertato l’inadeguatezza dei mezzi del coniuge che lo richiede e l’impossibilità di procurarseli per ragioni oggettive. La Cassazione lo spiega così: «Si impone una valutazione comparativa delle condizioni economico-patrimoniali delle parti, in considerazione del contributo fornito dal richiedente l’assegno divorzile alla conduzione della vita familiare e alla formazione del patrimonio comune, nonché di quello personale di ciascuno degli ex coniugi, in relazione alla durata del matrimonio e all’età dell’avente diritto».

Al momento di attribuire l’assegno divorzile, dunque, la Corte d’Appello non deve – secondo la Suprema Corte – incentrarsi soltanto sul parametro del mantenimento di un tenore di vita pari a quello goduto durante il matrimonio senza operare un’adeguata comparazione tra i patrimoni dei due ex coniugi.

Così come occorre anche valutare l’attribuzione della casa coniugale: anche quando ci sono di mezzo dei figli minorenni non autosufficienti – si legge ancora nell’ordinanza – tale attribuzione comporta comunque un risparmio di spesa che incide sulla situazione economica dell’assegnatario e che va valutato ai fini dell’assegno.


note

[1] Cass. ordinanza n. 15773 del 23 luglio 2020.


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