Vaccino italiano anti-Covid: oggi il primo test sull’uomo

24 Agosto 2020 | Autore:
Vaccino italiano anti-Covid: oggi il primo test sull’uomo

Parte la sperimentazione coordinata dallo Spallanzani del siero prodotto da Reithera. Se tutto va bene, sarà in commercio in primavera.

L’annuncio, atteso da quando è iniziato l’incubo del coronavirus, è arrivato questa mattina per bocca del direttore sanitario dello Spallanzani di Roma, Francesco Vaia: «Oggi sarà qui il primo italiano, il primo volontario che si sottoporrà alla sperimentazione del vaccino. Sono molto soddisfatto e orgoglioso di questo».

«Si inaugura così la classica fase uno – ha spiegato Vaia – che dovrà verificare se la dose di vaccino non darà effetti collaterali al paziente e, soprattutto, se questa dose è immunogenica, se capace cioè di produrre all’interno dell’organismo la creazione di anticorpi, che devono essere neutralizzati, cioè capaci di bloccare la replicazione virale. Dopodiché i cittadini sottoposti alla sperimentazione, fino all’autunno, verranno osservati per 12 settimane. La seconda e la terza fase – continua il direttore sanitario – prevedono la sperimentazione nei Paesi dove la virulenza è molto più alta rispetto all’Italia, come il Brasile o il Messico».

Se tutto andrà per il meglio e la fase di sperimentazione si concluderà entro l’anno, «e se siamo bravi e veloci ora – ha concluso Vaia – potremmo avere il vaccino entro primavera prossima in base commerciale».

Il vaccino è stato sviluppato dall’italiana Reithera, azienda situata nel tecnopolo di Castel Romano, insieme allo Spallanzani ed è stato finanziato dalla Regione Lazio e dal ministero della Ricerca. La società appartiene al gruppo svizzero Keires, con sede a Basilea. Tuttavia, come spiega oggi in un’intervista al Corriere della Sera l’amministratore delegato Antonella Folgori, «la Reithera Srl opera in Italia con personale italiano. Ed è qui che è stato ideato e prodotto il vaccino in fase di studio. Ora abbiamo una capacità produttiva di centinaia di migliaia di dosi e ci stiamo attrezzando per farne milioni entro la fine dell’anno, in consorzio con altre due società biotec straniere per velocizzare i tempi. Stiamo lavorando non solo per preparare le dosi ma anche per renderne facile la distribuzione in fiale da poter essere conservate in frigorifero».

La sperimentazione che scatta oggi interessa 90 volontari italiani. La seconda coinvolgerà tra i 500 ed i 1.000 soggetti. Nella terza, si arriverà a 10mila persone a livello internazionale.



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