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Come sospendere le utenze

24 Agosto 2020 | Autore:
Come sospendere le utenze

A chi rivolgersi per disattivare la fornitura di luce, gas e acqua. Quali sono i tempi ed i costi previsti. Quando c’è diritto al risarcimento.

Chi deve fare un trasloco prima ancora di vendere o di affittare la casa o di trasferire la sede in cui svolge un’attività penserà che sia inutile vedersi arrivare le bollette di luce, gas o acqua piene di tasse da pagare per un servizio che non utilizzerà più a breve. Quindi, prima o poi, si chiederà come sospendere le utenze. Quali pratiche deve sbrigare e, soprattutto, con quanto anticipo deve muoversi prima che avvenga la disattivazione delle forniture.

A seconda del tipo di utenza che si deve disattivare, ci sono dei tempi e dei costi diversi (non è una pratica gratuita per luce e gas). Simile, invece, la procedura: occorrerà contattare con un certo preavviso il venditore (non il distributore dell’energia), o il gestore del servizio acquedotto nel caso della fornitura idrica.

Ecco come sospendere le utenze di luce, gas e acqua secondo le indicazioni fornite dall’Arera, l’Autorità che regola l’energia e la rete idrica.

Come sospendere l’utenza della luce

Le modalità

Per sospendere l’utenza della luce, non basta spegnere l’interruttore: occorre fare richiesta al proprio venditore secondo le modalità da questi indicate. Ogni società di fornitura ha, infatti, le proprie regole. Una, però, è comune a tutte: per sciogliere anche il contratto di fornitura è necessario inviare la comunicazione nel rispetto del termine di preavviso massimo dalla normativa sul recesso, cioè un mese.

I tempi

Il venditore deve trasmettere la richiesta dell’utente entro due giorni lavorativi al distributore il quale, a sua volta, deve provvedere alla disattivazione della fornitura entro cinque giorni lavorativi dalla data di ricevimento della richiesta. Insomma: da quando arriva la richiesta del cliente a quando si provvede a sospendere la fornitura, passano sette giorni lavorativi.

Il diritto al risarcimento

Il distributore non deve andare oltre i tempi sopra indicati per disattivare l’utenza, altrimenti deve pagare un risarcimento. Per il cliente domestico in bassa tensione, dovrà sborsare:

  • 35 euro se l’operazione avviene entro il doppio del tempo previsto;
  • 70 euro se avviene entro il triplo del tempo;
  • 105 euro se avviene oltre il triplo del tempo stabilito.

Per il cliente non domestico, il risarcimento è di:

  • 70 euro se l’operazione avviene entro il doppio del tempo previsto;
  • 140 euro se avviene entro il triplo del tempo;
  • 210 euro se avviene oltre il triplo del tempo stabilito.

Il costo

Sospendere l’utenza dell’energia elettrica non è una pratica gratuita: chi appartiene alla maggior tutela deve pagare un contributo di 23 euro. Più articolati i costi del mercato libero: ogni società stabilisce il prezzo nel contratto con il cliente.

Come sospendere l’utenza del gas

Le modalità

Come per l’energia elettrica, anche per sospendere l’utenza del gas occorre fare richiesta al proprio venditore, secondo quanto stabilito nel contratto in termini di modalità e di preavviso da rispettare, nel rispetto della normativa sul recesso (un mese).

I tempi

Il venditore dovrà trasmettere entro due giorni lavorativi la richiesta di disattivazione dell’utenza al distributore il quale, entro cinque giorni lavorativi dalla data in cui ha ricevuto la comunicazione, sarà tenuto a provvedere alla disattivazione.

In alcuni casi, la fornitura può essere sospesa anche senza morosità e senza preavviso. Succede quando c’è:

  • accertata appropriazione fraudolenta (furto) di gas (per il servizio di tutela);
  • manomissione e rottura dei sigilli del contatore (per il servizio di tutela);
  • uso degli impianti non conforme al contratto di vendita (per il servizio di tutela);
  • garantire la pubblica incolumità rispetto a dispersioni di gas.

Il diritto al risarcimento

Se la sospensione dell’utenza del gas avviene oltre questi termini per cause imputabili al distributore, chi ha un contratto di classe G6 (quello che, di norma, viene installato per le utenze domestiche) ha diritto a un indennizzo automatico di:

  • 35 euro se la disattivazione viene eseguita entro il doppio del tempo stabilito;
  • 70 euro se avviene entro il triplo del tempo;
  • 105 euro se fatta oltre il triplo del tempo.

Il costo

La disattivazione dell’utenza del gas ha un costo dovuto al distributore di 30 euro per i contatori fino alla classe G6 e di 45 euro per gli apparecchi più grandi.

Come sospendere l’utenza dell’acqua

Le modalità

Per sospendere l’utenza dell’acqua, bisogna rivolgersi al gestore del servizio di acquedotto tramite:

  • numero verde associato al call center;
  • e-mail;
  • posta ordinaria.

In caso di richiesta scritta, occorre compilare il modulo scaricabile sul sito del gestore o disponibile presso gli sportelli aperti al pubblico, ovvero tramite il sito Internet dedicato.

I tempi

Il gestore dell’acquedotto deve intervenire per sospendere la fornitura dell’acqua entro sette giorni lavorativi da quello in cui ha ricevuto la richiesta dell’utente.

Il diritto al risarcimento

Se il termine per disattivare l’utenza dell’acqua non viene rispettato, il cliente ha diritto ad un indennizzo automatico di base di 30 euro.

Il costo

Per disattivare l’utenza dell’acqua, l’Arera non parla di costi. Si intende, pertanto, che il servizio è gratuito.



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