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Crediti del dipendente: attenzione alla prescrizione

19 Novembre 2013 | Autore:
Crediti del dipendente: attenzione alla prescrizione

TFR e stipendi arretrati possono essere chiesti al datore di lavoro entro un termine massimo: dopo si prescrivono; ma che significa la “prescrizione” per il lavoratore dipendente e dopo quanto tempo si compie?

Il lavoratore che avanza somme dal proprio datore di lavoro per stipendi, TFR o per ogni altra causa deve stare attento a non cadere in “prescrizione”; in tal caso, infatti, perde il diritto a chiedere il pagamento di quanto dovuto.

Cos’è la prescrizione?

La prescrizione di ogni diritto è prevista in generale dalla legge e in concreto limita la possibilità di chiedere il pagamento di una somma oltre un determinato periodo di tempo. Il termine “prescrizione” può essere definito semplicemente come il tempo utile (espresso in anni) per far valere un proprio diritto (come ad esempio un pagamento).

Quale effetto ha il decorso del tempo di prescrizione?

Il decorso del tempo previsto per la prescrizione [1], non comporta – automaticamente – il venir meno del proprio diritto. La legge, infatti, prevede che alcuni atti o fatti (come ad esempio l’adempimento spontaneo o, più semplicemente, un pagamento) siano validi ed efficaci nonostante il relativo diritto si sia già prescritto.

In generale, la prescrizione può essere rilevata dal debitore per sottrarsi a un proprio obbligo. Nel processo civile, inoltre, l’eccezione di prescrizione deve essere sollevata dal debitore. Quando viene eccepita, il giudice che ne verifica l’esistenza non può condannare il debitore.

La prescrizione, però, può essere “interrotta”. L’interruzione va a vantaggio del creditore perché fa ripartire un nuovo periodo di prescrizione . Per far si che accada questo il creditore deve esercitare il proprio diritto (per esempio con la cosiddetta diffida ad adempiere richiede al debitore il pagamento).

 

Da quando inizia a calcolarsi la prescrizione?

Per regola generale, la prescrizione decorre dalla data in cui un diritto può essere esercitato.

Nel caso dei crediti di lavoro, era stato posto il dubbio se la prescrizione dovesse decorrere dalla fine del rapporto di lavoro o dal maturare di ogni singolo pagamento mensile della busta paga.

A riguardo bisogna distinguere due ipotesi:

1) Se una persona lavora per una ditta con un numero di dipendenti inferiore a 15, i termini di prescrizione per far valere il diritto alla retribuzione non decorrono durante il rapporto di lavoro, ma solo quando lo stesso è cessato. In altre parole, il termine per chiedere il pagamento degli arretrati comincia a calcolarsi da quando è finito il rapporto con il datore di lavoro.

2) Se una persona lavora per una ditta con un numero di dipendenti maggiore di 15, i termini di prescrizione per far valere il diritto alla retribuzione  decorrono durante il rapporto di lavoro e iniziano mese per mese. In questo caso il rapporto di lavoro è tutelato dal famoso articolo 18 dello statuto dei lavoratori.

Questa differenza si spiega perché quando un’azienda ha un numero maggiore di 15 dipendenti, se un lavoratore viene licenziato illegittimamente può rivolgersi al giudice e chiedere di essere reintegrato nel posto di lavoro.

Mentre se una azienda ha meno di quindici dipendenti il suo lavoratore potrebbe non esercitare i propri diritti (per esempio a chiedere la giusta retribuzione) per paura di essere licenziato e di non poter più tornare al proprio posto di lavoro.

Inoltre, la regola che stabilisce l’inizio della prescrizione quando finisce il rapporto di lavoro,  non vale sempre. Sono, infatti, esclusi:

1) crediti derivanti dal diritto alla qualifica superiore; questo si verifica quando un lavoratore è pagato per svolgere una determinata mansione ma, nei fatti, ne esegue un’altra che secondo i contratti collettivi dovrebbe essere pagata di più (esempio: assunto per aiuto-cuoco ma nei fatti, fa il cuoco);

2) crediti derivanti dal mancato versamento dei contributi previdenziali; in questo caso è l’ente previdenziale (esempio l’INPS) che deve richiederli al datore di lavoro mentre il lavoratore può solo sollecitare l’ente previdenziale per non correre il rischio di avere una minore pensione;

3) crediti per retribuzione di rapporti di lavoro parasubordinato (lavori a progetto o co.co.co);

 

La prescrizione per i crediti da lavoro

Per quanto riguarda il lavoratore dipendente sono previste due tipi di “prescrizione”: decennale (o ordinaria) e quinquennale (o breve). La differenza è determinata dai diritti a cui sono collegate.

Prescrizione ordinaria di 10 anni

Questa prescrizione sussiste:

a) per far valere diritti relativi al cambiamento di qualifica;

b) per ottenere un risarcimento del danno derivante dall’attività lavorativa, ivi compreso il danno per omesso versamento contributivo totale o parziale;

c) per le erogazioni “una tantum”;

 

Prescrizione breve di 5 anni

Per la retribuzione mensile e le indennità a essa collegate la legge prevede una prescrizione di 5 anni.

La prescrizione di 5 anni opera anche:

1) per la liquidazione del TFR;

2) l’indennità di buonuscita;

3) per tutte le altre indennità spettanti per la cessazione del rapporto di lavoro.

note

[1] La legge prevede tempi differenti per il compiersi della prescrizione a seconda del diritto da fare valere. Il termine ordinario è decennale. Questo è il termine che si applica sempre a meno che la legge non prescrive un termine più breve. Per esempio, il termine di prescrizione per il risarcimento dei danni derivanti da sinistri stradali (ossia “dalla circolazione di veicoli e natanti”) è di due anni. Le regole generali sulla prescrizione sono contenute nel codice civile (articolo 2934 e seguente). Sempre il codice civile, dall’articolo 2947 all’articolo 2956, prevede i tempi di prescrizione per la maggior parte dei diritti.


11 Commenti

  1. Mio padre dipendente di un condominio dal 1991 e deceduto il 23.3.2005 posso chiedere il tfr o si e’ prescritto?

  2. Salve.
    L’azienda per cui lavoro con 20 dipendenti e’ in liquidazione da febbraio 2014 dopo averci licenziato tutti, o meglio, ( fatto in modo illegale, che noi ci siamo dimessi) per poi riassumerci a tempo determinato con altre 2 aziende appena costituite. Non ci e’ stato ancora riconosciuto il TFR. e Sinceramente sono un po preoccupato.
    Cosa mi consiglia?
    Anticipo i ringraziamenti

  3. Salve, sono stata licenziata il 14/05/2015 assunta da coop sociale dal 2007 come socio, ad oggi non ho ancora ricevuto il tfr, premesso che ho giI provveduto tramite sindacato per impugnazione licenziamento non ho notizie in merito al tfr, se non bisogna aspettare, mi pare però che i termini di pagamento sono dai 45/60 giorni.
    In attesa di un consiglio saluto e ringrazio anticipatamente.

  4. ho lavorato come custode giardiniere presso una famiglia dal 1993 al luglio 2010. dal 2010 al maggio 2015 ho lavorato con mansioni di operaio per una ditta di proprietà dello stesso precedente datore di lavoro. Ora voglio chiedere le somme non percepite nel primo lavoro dal 1993 al 2010 (non l’ho fatto prima x paura di perdere il posto di lavoro), ed ho inviato una r/r in data 20 giugno 2015 per interrompere la prescrizione. Ora mi chiedo, dovrò chiedere le somme a me spettanti andando a ritroso fino al luglio 2005 (10 anni) oppure posso richiedere le somme arrettrate per tutto il periodo lavorativo? (1993-2010). grazie

  5. Salve,la mia zienda (con più di 15 dipendenti ed è srl )non paga le retribuzioni ai dipendenti…ha saltato il mese di settembre 2014 + tutte le differenze dei mesi precedenti..ora inizia a pagare ogni 2 mesi ,1 mese sì ed uno no (penso per evitare il licenziamento per giusta causa dato che alcuni miei colleghi lo hanno fatto e devi avere 2 mensilità consecutive arretrate ) .

    La mia domanda è :
    le retribuzioni arretrate del 2014 quanto tempo hanno per andare in prescrizione e quindi evitare di pagarmele ? ..un avvocato mi ha detto 5 anni ma non era sicurissimo

    grazie

    saluti

  6. Ho espletato l’attività di giudice popolare negli anni 2008 e 2009. Appena terminata l’attività ho chiesto il pagamento. Nel mese di gennaio 2016, il funzionario del Tribunale ne ha disposto il pagamento. L’ufficio contabilità non vuol pagare a causa della prescrizione quinquiennale. E’ vero o sussiste la prescrizione decennale?

  7. Buongiorno, nel mese di luglio 2016 sono stato licenziato ,in quanto la ditta edile dove lavoravo con mansione di tecnico di cantiere è stata messa in liquidazione, ad oggi non ho ancora ricevuto ne la busta paga ne l’importo relativo al TFR, nonchè avanzo ancora un paio di tredicesime. Vorrei sapere se l’azienda può essere liquidata e quindi con chiusura PI se ancora non sono state emesse le buste paga. Grazie mille

  8. Buongiorno ho finito di lavorare il 30 di settembre. Ho chiesto il tfr tramite email e l’amministrazione mi ha risposto che aspettano i cedolini dal consulente. C’è un periodo entro il quale deve essere pagato il tfr? e se non viene pagato entro questo periodo cosa succede e cosa bisogna fare per non perdere la possibilità di averlo? Grazie

  9. buonasera nel 2002 non ho percepito uno stipendio, alla conciliazione dell’ispetorato il mio datore non è venuto, però i contributi pensionistici li ha pagati. devo ormai dire addio a quel salario??grazie

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