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Rifiuto alcoltest e sospensione massima della patente

24 Agosto 2020 | Autore:
Rifiuto alcoltest e sospensione massima della patente

Se non ci sottoponiamo all’esame dell’etilometro rischiamo in ogni caso di stare lontani dal volante per due anni? Vediamo insieme che succede in questi casi.

È l’incubo di molti automobilisti: vieni fermato da una pattuglia che ti sottopone all’alcoltest. Non hai la coscienza propriamente pulita: ti sei messo al volante nonostante fossi stato a una cena con tanti amici e bottiglie di vino. Ti senti lucido e in grado di guidare, ma non puoi mettere la mano sul fuoco, quanto a livello alcolico nella norma.

In questo approfondimento ci occuperemo di rifiuto alcoltest e sospensione massima della patente. È, infatti, possibile che tu non sappia come comportarti, in questi casi. Probabilmente, pensi che l’alcoltest vada fatto per forza o ignori completamente le conseguenze in caso di rifiuto. Proveremo a darti tutte le informazioni utili per destreggiarti in una situazione del genere.

Alcoltest: devo farlo per forza? 

A una prima domanda che potrebbe esserti balenata in mente abbiamo già indirettamente risposto. Nessuno può essere costretto a sottoporsi all’alcoltest. Certo, il rifiuto ha le sue conseguenze. Diciamo che sei di fronte a un bivio e puoi prendere due decisioni diverse che produrranno effetti diversi.

Primo scenario: accetti di sottoporti all’esame. Può succedere:

  • che il livello di alcol che c’è nel tuo sangue, che si misura in grammi per litri, sia entro i limiti di legge (0,5 g/l). Puoi tornartene a casa tranquillo;
  • che il tasso alcolico nel tuo sangue sia compreso tra 0,5 e 0,8 g/l: sanzione amministrativa da 527 a 2.108 euro, sanzione accessoria della sospensione della patente da tre a sei mesi [1]. Si tratta non di un reato ma di un illecito amministrativo;
  • che il tasso alcolico nel tuo sangue sia compreso tra 0,8 e 1,5 g/l: ammenda da 800 a 3.200 euro, l’arresto fino a sei mesi, sospensione della patente da sei mesi a un anno, sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da sei mesi a un anno [2]. Hai commesso il reato di guida in stato di ebbrezza;
  • che il tasso alcolico nel tuo sangue sia superiore a 1,5 g/l: ammenda da 1.500 a 6.000 euro, arresto da 6 mesi a un anno, sospensione della patente da uno a due anni, con obbligo di sottoporsi a visita medica, confisca  del veicolo con cui è stato commesso  il  reato, a meno che non appartenga a un’altra persona, ritiro della patente se sei recidivo in un biennio [3]. Anche in tal caso siamo sul terreno del penale.

Secondo scenario: non accetti di sottoporti all’esame. In tal caso, puoi andare incontro automaticamente all’applicazione delle sanzioni più gravi, cioè quelle che ti abbiamo descritto qui sopra. In pratica, verresti equiparato a qualcuno che, sottoposto ad alcoltest, ha un tasso superiore a 1,5 g/l [4] e sarebbe come se avessi commesso un reato.

C’è da dire, però, che la nostra legislazione contempla un istituto chiamato particolare tenuità del fatto, che può consentirti di uscirne pulito [5]. In pratica, il procedimento penale può essere archiviato in tutti quei casi in cui il reato che hai commesso non ha avuto conseguenze non gravi ed è punito con pena detentiva inferiore a cinque anni o con pena pecuniaria.

Questo può salvarti, nei casi in cui rifiuti semplicemente di sottoporti ad alcoltest e la tua condotta imprudente non ha provocato incidenti. O anche quando l’alcoltest dà esito positivo, con valori 0,8-1,5 g/l o superiori a 1,5 g/l. Nulla, invece, può salvarti dal pagamento della sanzione nel caso della sanzione amministrativa, la violazione più lieve (0,5-0,8 g/l). Paradossale, ma è così.

Inutile dire che, al di là del poter contare in alcune circostanze sulla particolare tenuità del fatto, mettersi alla guida dopo aver bevuto resta comunque un grosso rischio per se e per gli altri. Rischio di vita, prima ancora che di una macchia sulla fedina penale.

Cos’è la sospensione della patente 

Tecnicamente, la sospensione della patente è una sanzione accessoria. Questo vuol dire che si somma a una sanzione principale. Nel caso della guida in stato di ebbrezza, che stiamo esaminando, la sospensione della patente si aggiunge alla sanzione amministrativa da pagare, nell’ipotesi più lieve, o all’arresto e all’ammenda nelle ipotesi più gravi.

Viene disposta dagli Uffici della motorizzazione civile (Umc), dal Prefetto e/o dall’autorità giudiziaria e comporta un’impossibilità di utilizzare la propria auto o auto altrui per guidare, per tutta la durata della sanzione. Alla fine del periodo di sospensione, la patente viene restituita dal Prefetto.

Rifiuto alcoltest e sospensione massima 

Come abbiamo visto sopra, il periodo massimo di sospensione della patente è pari a due anni. Può esserci applicato se diciamo no all’esame dell’alcoltest? Certo che sì. A patto che ci siano motivi di una certa gravità a giustificare la decisione e che il giudice li spieghi, altrimenti, in mancanza di una ragione valida per una sanzione così pesante, i tempi della sospensione devono essere ricalcolati.

Lo spunto per questa informazione ci arriva da una delle ultime sentenze della Cassazione [6], che ricalca un orientamento molto solido della giurisprudenza (cioè la stessa decisione in merito è stata presa più volte, certificata da molte altre sentenze [7]). Ci riferiamo a una persona che, rifiutando di sottoporsi all’alcoltest, è stata processata, ha patteggiato e si è vista la patente sospesa per due anni, o almeno così aveva deciso il tribunale. La Cassazione, però, ha dato ragione al protagonista della vicenda che ha fatto ricorso, ricordando cosa succede in caso di sospensione della patente a seguito di rifiuto dell’etilometro.

È vero che chi non vuole sottoporsi ad alcoltest commette un reato punito con la massima sanzione prevista in questi casi (che, come abbiamo visto, è quella dell’infrazione più grave, con tasso alcolico oltre l’1,5 g/l). Ma questo non vuol dire necessariamente anche il massimo della sanzione accessoria che, nell’ipotesi più grave, lo abbiamo visto, va da uno a due anni.

Il giudice, in sostanza, può scegliere. Ma, perché la sua decisione non sia arbitraria, dovrà prenderla in base ai principi della nostra legislazione. In particolare, la norma che dice che la durata della sanzione accessoria va individuata «in relazione all’entità del danno apportato, alla gravità della violazione commessa, nonché al pericolo che l’ulteriore circolazione potrebbe cagionare» [8].

Se decide per il minimo dei tempi di sospensione, non c’è bisogno di motivare: è evidente e implicito che, alla base, della decisione ci sia la valutazione che il fatto è lieve e lieve dev’essere anche la sanzione. Diverso quando, invece, si infligga il massimo possibile della sospensione: qui è essenziale spiegare il perché. In conclusione: non basta il semplice rifiuto dell’alcoltest per vedersi comminare il massimo della sospensione della patente. Le conseguenze del nostro comportamento devono anche essere state gravi e motivate, oltre a non aver voluto, banalmente, soffiare nel palloncino.

note

[1] Art. 186 co. 2/a cod. strada;

[2] Art. 186 co. 2/b cod. strada;

[3] Art. 186 co. 2/c cod. strada;

[4] Art.186 co. 7 cod. strada;

[5] Art. 131-bis cod. pen.;

[6] Cass. sez. feriale penale sent. n. 24023 del 20/08/2020;

[7] Cass. sez. unite penali sent. n. 46624 del 29/10/2015; Cass. sez. IV penale n. 35670 del 26/06/2007;

[8] Art. 218 co. 2 cod. strada;


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