Notifica di ingiunzione: non basta la consegna del plico

24 Agosto 2020 | Autore:
Notifica di ingiunzione: non basta la consegna del plico

Affinché l’atto diventi esecutivo, il postino deve rispettare tutte le fasi della consegna stabilite dal decreto Cura Italia.

Il postino può suonare anche due volte per consegnare un atto di ingiunzione esecutiva, ma se non rispetta le 4 fasi di notifica previste dal decreto Cura Italia, non gli basterà lasciare il plico nella cassetta delle lettere: l’esecutività dell’ingiunzione non sarà valida. Lo ha precisato il tribunale di Verona con un decreto appena pubblicato [1].

Il provvedimento approvato dal Governo nell’ambito dell’emergenza coronavirus prevede che, per rendere esecutiva un’ingiunzione, la persona che riceve il plico indichi in modo preciso il luogo in cui viene materialmente depositato. Significa che la semplice attestazione della consegna non è sufficiente.

Nel dettaglio, il decreto Cura Italia prevede che la notifica avvenga in queste 4 fasi:

  • il postino accerta la presenza del destinatario del plico o di una persona abilitata al ritiro;
  • il postino deposita il plico nella cassetta delle lettere oppure in un altro luogo indicato dal consegnatario;
  • il postino firma al posto del destinatario sui documenti di consegna;
  • il postino attesta le modalità di recapito.

In mancanza di uno solo di questi passaggi, dunque, l’ingiunzione notificata non diventa esecutiva.


note

[1] Trib. Verona decreto n. 1375/2020.


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