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Bonus Irpef: a chi spetta

25 Agosto 2020 | Autore:
Bonus Irpef: a chi spetta

Trattamento integrativo del reddito di 100 euro al mese e detrazione aggiuntiva: su quali redditi sono riconosciuti, requisiti, lavoratori beneficiari.

Il decreto sulla riduzione della pressione fiscale sul lavoro dipendente [1] prevede, a partire dal 1° luglio 2020, due distinte agevolazioni fiscali a favore dei lavoratori dipendenti e di coloro che percepiscono redditi assimilati, al posto del vecchio bonus Renzi da 80 euro.

Questi benefici sono chiamati entrambi, in modo improprio, bonus Irpef, in quanto sostituiscono il precedente bonus da 80 euro. In particolare, la prima agevolazione consiste in un trattamento integrativo del reddito pari a 100 euro mensili, per un importo rispettivamente di 600 euro con riferimento al secondo semestre del 2020, nonché di 1.200 euro annui dal 2021. Il trattamento spetta per redditi di importo complessivamente non superiore a 28.000 euro annui.

La seconda agevolazione consiste in una detrazione dall’imposta lorda di carattere temporaneo, dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2020, pari a 600 euro in corrispondenza di un reddito complessivo annuo superiore a 28mila euro; l’importo da detrarre decresce linearmente fino ad azzerarsi al raggiungimento di un livello di reddito complessivo pari a 40mila euro annui.

Ma il nuovo bonus Irpef a chi spetta o, più precisamente, chi sono i beneficiari del trattamento integrativo e della detrazione aggiuntiva?

Ci si chiede, in particolare, chi siano i lavoratori che percepiscono redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, se vi rientrino i collaboratori, i disoccupati e coloro che percepiscono le indennità di accompagnamento alla pensione, come l’Ape sociale. Sul punto, si è espressa di recente l’Inps, con un’esaustiva circolare [2] che affronta, tra gli altri aspetti, la possibilità di ottenere il bonus Irpef da parte di coloro che hanno redditi bassi, al di sotto della soglia d’incapienza fiscale. Si tratta, cioè, di coloro le cui detrazioni per redditi di lavoro dipendente sono più alte dell’imposta lorda. Ma procediamo con ordine.

Su quali redditi spetta il bonus Irpef?

Possono beneficiare del trattamento integrativo o della detrazione aggiuntiva, a seconda dell’importo del reddito complessivo annuo, coloro che percepiscono redditi di lavoro dipendente o redditi assimilati.

Sono considerati redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente:

  • i compensi percepiti, entro limiti specifici, dai lavoratori soci delle cooperative;
  • le indennità e i compensi a carico di terzi percepiti dai lavoratori dipendenti per incarichi svolti, a meno che le somme non debbano essere riversate al datore di lavoro o allo Stato;
  • le somme da chiunque corrisposte a titolo di borsa di studio o di assegno, premio o sussidio per fini di studio o di addestramento professionale, se il beneficiario non è legato da rapporti di lavoro dipendente nei confronti di chi le eroga;
  • le somme e i valori in genere, a qualunque titolo percepiti, anche sotto forma di donazione, in relazione:
    • alla funzione di amministratore, sindaco o revisore di società, associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica;
    • alla collaborazione a giornali, riviste, enciclopedie e simili;
    • alla partecipazione a collegi e commissioni;
    • ad altri rapporti di collaborazione non qualificati come lavoro autonomo o subordinato;
  • le remunerazioni dei sacerdoti, nonché le congrue e i supplementi di congrua;
  • i compensi per l’attività libero professionale intramuraria del personale dipendente del Servizio sanitario nazionale, del personale docente universitario e dei ricercatori, del personale laureato medico ed odontoiatra di ruolo dell’area tecnico-scientifica e sociosanitaria, che svolgono attività di assistenza in casi specifici ed entro determinati limiti;
  • le indennità, i gettoni di presenza e gli altri compensi corrisposti dallo Stato, dalle regioni, dalle province e dai comuni per l’esercizio di pubbliche funzioni, sempreché le prestazioni le attività non siano svolte da imprenditori, artisti o professionisti;
  • i compensi corrisposti ai membri delle commissioni tributarie e agli esperti del tribunale di sorveglianza, ad esclusione di quelli che per legge devono essere riversati allo Stato;
  • le indennità percepite dai membri del Parlamento nazionale e del Parlamento europeo e le indennità percepite per le cariche elettive e per le funzioni costituzionali, nonché i conseguenti assegni vitalizi;
  • le rendite vitalizie e le rendite a tempo determinato, costituite a titolo oneroso, diverse da quelle previdenziali;
  • le prestazioni di previdenza complementare, comunque riconosciute;
  • gli altri assegni periodici alla cui produzione non concorrono né capitale né lavoro;
  • i compensi percepiti da coloro che sono impegnati in lavori socialmente utili.

Il trattamento integrativo e la detrazione aggiuntiva spettano inoltre sui trattamenti previdenziali a sostegno del reddito erogati dall’Inps.

Su quali trattamenti Inps spetta il bonus Irpef?

Il trattamento integrativo e la detrazione aggiuntiva spettano sulle seguenti prestazioni di previdenza a sostegno del reddito erogate dall’Inps:

  • l’indennità di disoccupazione Naspi;
  • l’indennità di disoccupazione Dis-Coll;
  • i trattamenti disoccupazione agricola (Ds Agri);
  • gli assegni integrativi di misura della Naspi previsti da alcuni fondi di solidarietà;
  • l’assegno integrativo della durata della Naspi e della mobilità ordinaria previsto dal Fondo del trasporto aereo;
  • l’assegno emergenziale previsto dal fondo del credito e dal fondo del credito cooperativo;
  • crediti da lavoro pagati a carico del Fondo di garanzia Inps;
  • indennità di maternità per congedo obbligatorio;
  • congedo obbligatorio del padre;
  • assegno per le attività socialmente utili;
  • indennità di tirocinio;
  • pagamenti a stralcio delle indennità di disoccupazione Aspi e Mini Aspi, di mobilità ordinaria e dei trattamenti di disoccupazione speciali per l’edilizia.

Possono beneficiare del “bonus Irpef” anche tutti quei trattamenti per i quali, non essendo nota la durata, non è possibile determinare un reddito previsionale, in particolare:

  • tutte le tipologie di integrazione salariale: Cig ordinaria, Cig straordinaria, Cig in deroga, Cisoa, assegno ordinario e assegno di solidarietà (dei Fondi di solidarietà bilaterale/Fondo di integrazione salariale);
  • l’assegno di ricollocazione per i titolari di cassaintegrazione straordinaria (si tratta del cosiddetto bonus Rioccupazione);
  • l’indennità di malattia;
  • le indennità per inabilità temporanea assoluta dei lavoratori assicurati ex Ipsema;
  • l’indennità per congedo parentale;
  •  l’indennità per congedo facoltativo del padre;
  • le indennità antitubercolari Tbc;
  • l’indennità per permessi riconosciuti dalla legge 104;
  • l’indennità per congedo straordinario legge 104.

Tutti questi redditi beneficiano del trattamento integrativo o della detrazione aggiuntiva in quanto, pur derivando da prestazioni di previdenza, sono assimilati ai redditi di lavoro dipendente e non consistono in prestazioni pensionistiche o meramente assistenziali. Il trattamento non spetta, però, se i redditi sono assoggettati a tassazione separata.

Su quali trattamenti Inps non spetta il bonus Irpef?

Sono escluse dal bonus Irpef tutte le prestazioni a sostegno del reddito e di inclusione sociale assoggettate a tassazione separata:

  • il Tfr Fondo di garanzia;
  • il Tfr esattoriali;
  • i pagamenti arretrati delle prestazioni previdenziali a sostegno del reddito, se soggetti a tassazione separata;
  • il pagamento anticipato della Naspi riconosciuta in unica soluzione per incentivare l’avvio di un’attività di lavoro autonomo dell’assicurato; in questo caso, difatti, la prestazione si trasforma in un contributo finanziario per lo sviluppo dell’autoimprenditorialità.

Sono inoltre escluse:

  • le indennità di maternità per lavoratrici autonome (artigiane e commercianti, imprenditrici agricole professionali, coltivatrici dirette, colone, mezzadre);
  • le indennità di maternità e indennità di malattia per gli assicurati iscritti alla Gestione separata, in qualità di liberi professionisti e titolari di partita Iva;
  • tutte le prestazioni a sostegno del reddito esenti ai fini fiscali, quali:
  • il Reddito di cittadinanza;
  • gli assegni familiari e gli assegni per il nucleo familiare;
  • l’assegno di maternità per lavori atipici e discontinui (cioè il cosiddetto assegno di maternità dello Stato);
  • le indennità Covid 19;
  • l’anticipazione del 40% dei trattamenti di integrazione salariale;
  • l’assegno di maternità e per il nucleo familiare concesso dai Comuni;
  • il premio alla nascita, o bonus mamma domani;
  • l’assegno di natalità, o bonus bebè;
  • il bonus baby-sitting.

Il bonus Irpef spetta a chi ha redditi bassi?

Per aver diritto al trattamento integrativo, il titolare dei redditi di lavoro dipendente o assimilati deve avere un’imposta lorda di ammontare superiore alle detrazioni da lavoro loro spettanti. In altri termini, il beneficiario di bonus Irpef non deve essere incapiente.

Non rileva la circostanza che l’imposta lorda risulti ridotta o azzerata per effetto di detrazioni diverse da quelle da lavoro dipendente, come per esempio le detrazioni per carichi di famiglia.

Il decreto Rilancio ha però previsto che il sostituto d’imposta, per l’anno 2020, riconosca il bonus Renzi (sino al 30 giugno) e il bonus Irpef (dal 1° luglio) ai lavoratori dipendenti che fruiscono delle misure di sostegno al lavoro contenute nel decreto Cura Italia, cioè delle integrazioni salariali, dei congedi e dei bonus babysitting Covid, anche se l’imposta lorda calcolata sui redditi spettanti è di importo inferiore alle detrazioni da lavoro.

In questi casi si può, dunque, beneficiare del bonus Irpef anche se si è incapienti.

A quanto ammonta e com’è riconosciuto il bonus Irpef?

Il trattamento integrativo è pari a 100 euro al mese e spetta automaticamente: è riconosciuto, cioè, dal sostituto d’imposta senza necessità che il lavoratore inoltri un’apposita domanda. Se, tuttavia, il lavoratore sa di non averne diritto, magari in quanto il reddito complessivo è superiore alle soglie limite, deve comunicarlo al sostituto tempestivamente, per evitare recuperi in sede di conguaglio o di dichiarazione dei redditi.

La detrazione fiscale aggiuntiva spetta se il reddito complessivo è sopra i 28mila euro ma entro i 40mila euro e si calcola come segue:

  • se l’ammontare del reddito complessivo è superiore a 28.000 euro ma non a 35.000 euro:
    • 480+ 120 x [(35.000- reddito complessivo) /7.000];
  • se il reddito complessivo è superiore a 35.000 euro ma non a 40.000 euro:
    • 480 x [(40.000- reddito complessivo) /5.000].

Per approfondire, leggi la guida al bonus Irpef.


note

[1] DL 3/2020.

[2] Circolare Inps 96/2020.


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