Diritto e Fisco | Editoriale

I rifiuti tossici e Schiavone: lo Stato sapeva. “Chi abita in quei comuni morirà di tumore”

19 Novembre 2013 | Autore:
I rifiuti tossici e Schiavone: lo Stato sapeva. “Chi abita in quei comuni morirà di tumore”

Le dichiarazioni del pentito Carmine Schiavone sui rifiuti in Campania allungano le ombre sull’operato dello Stato: il vaso di Pandora trovato già aperto e il segreto di Pulcinella. 

Da un pò di tempo la Campania ha più monnezza di prima, almeno nella percezione dell’opinione pubblica, trafitta al cuore dalle dichiarazioni del boss Carmine Schiavone: in estrema sintesi, l’area del Casertano e del basso Lazio sarebbe (è) piena di rifiuti tossici e chi abita nei Comuni di quest’area [1] morirà di tumore nei prossimi 20 anni.

Non sono dichiarazioni fresche, ma solo di recente sono state rese pubbliche: risalgono al 1997 quando, di fronte alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti, Schiavone vuotò il sacco sulle montagne di pattume della peggior specie proveniente dal nord e dall’estero, smaltito illegalmente in Campania. Una volta interrati, ammassati nelle cave o perfino nascosti sotto allevamenti e terreni agricoli, i rifiuti producevano “piccioli[2].

Ma il traffico non poteva filare liscio senza la connivenza delle amministrazioni locali. Schiavone, sul punto, è lapidario: nei 106 Comuni della provincia di Caserta comandavamo noi.

Un po’ per paura, un po’ per convenienza, secondo Schiavone, lo Stato si è fuso con l’antistato, dando vita ad un connubio fetido almeno quanto il prodotto di questa stessa unione.

I terreni non bruciano ma fumano: sono i gas liberati dai rifiuti tossici interrati. Gli animali si ammalano di brucellosi. Le falde acquifere sono uno strumento di morte. L’aria, la terra e l’acqua sono compromesse per sempre.

 

Dal 1997 ad oggi sono passati 16 anni, anni in cui lo Stato ha permesso alla criminalità organizzata di dare un prezzo alla morte: 500.000 lire a fusto. Scarti di lavorazioni industriali, scorie radioattive, rifiuti tossico-nocivi hanno invaso la Campania nel silenzio. Ma perché questo silenzio è più preoccupante degli altri? Perché è quello dello Stato. Non si tratta solo di una giunta comunale connivente, si tratta di un intero sistema che, con il suo immobilismo, ha reso pubblico il proprio assenso.

Le dichiarazioni desecretate di Schiavone hanno svelato un segreto che non è mai stato tale e dato corpo a una macabra sensazione: che lo Stato, in questa vicenda, non abbia incassato alcuna sconfitta. Basta non fare il solito errore di pensare che, in una storia, ci siano solo i buoni e i cattivi, il bianco e il nero. Perché è molto tempo ormai che va di moda il grigio.


note

[1] In particolare, Schiavone parla di Casapenna, Casal di Principe e Castelvolturno.

[2] “I soldi”, in siciliano.


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