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Contratto prematrimoniale: cos’è e come funziona

26 Agosto 2020
Contratto prematrimoniale: cos’è e come funziona

Stipulare un accordo prima del matrimonio per regolare i rapporti personali e patrimoniali in caso di separazione o divorzio.

Hai intenzione di chiedere alla tua fidanzata di sposarti. Tuttavia, tua madre non è molto d’accordo con questa unione perché considera la tua compagna una persona arrivista. Per questa ragione, hai pensato di far redigere un documento che ti tuteli in caso di divorzio.

In questo articolo faremo il punto della situazione sul contratto prematrimoniale: cos’è e come funziona. Forse non sai che in alcuni Paesi i futuri sposi, prima della celebrazione del matrimonio, possono sottoscrivere un atto per regolamentare il loro rapporto nell’ipotesi in cui dovessero lasciarsi per sempre (ad esempio, è possibile stabilire a chi andrà la casa coniugale o chi pagherà il mantenimento del coniuge economicamente più debole). All’estero, sono tantissime le coppie famose che ricorrono a questo strumento, soprattutto per ottenere un risarcimento in denaro in caso di tradimento del partner.

In Italia, invece, i contratti prematrimoniali non sono ammessi, anche se il giudice può tenerne conto nel momento in cui dovrà pronunciarsi sulla fine del matrimonio. Ma procediamo con ordine e cerchiamo di capirne di più sull’argomento.

Contratto prematrimoniale: cos’è e come funziona

Il contratto prematrimoniale, come dice la parola stessa, è un accordo che due persone stipulano prima di sposarsi al fine di regolare i loro rapporti personali e patrimoniali, in caso di divorzio. Si tratta di una pratica ampiamente diffusa nei Paesi anglosassoni e rappresenta per la coppia di sposi una sorta di precauzione in vista di una fine futura del loro matrimonio. Se ci pensi bene, in realtà, tale strumento può rivelarsi molto utile per le seguenti ragioni:

  • consente di decidere in tempo di pace a chi toccherà vivere nella casa coniugale, chi si occuperà del mantenimento del coniuge, chi vivrà con i figli, ecc. In questo modo, si evitano traumi e litigi inutili che portano solo ad una perdita di tempo e di denaro, soprattutto al giorno d’oggi in cui ci si prende e ci si lascia con una certa facilità;
  • permette di instaurare un minor numero di cause di separazione e divorzio che, la maggior parte delle volte, hanno conseguenze traumatiche sui figli;
  • riconosce ai futuri coniugi la libertà di decidere autonomamente della propria vita senza dover delegare l’autorità giudiziaria sulle questioni personali e patrimoniali in caso di rottura del matrimonio.

Contratto prematrimoniale: è ammesso in Italia?

Se arrivato a questo punto stavi già pregustando la possibilità di ricorrere all’accordo prematrimoniale, ad esempio per tutelare il tuo patrimonio, sappi che in Italia simili patti sono considerati nulli. Nel nostro Paese, infatti, i coniugi possono decidere quale regime patrimoniale adottare (ad esempio, optare per la separazione dei beni o per la comunione legale dei beni), ma non possono accordarsi in anticipo su determinati aspetti relativi alla loro unione in vista di un ipotetico scioglimento del matrimonio.

Sebbene il contratto prematrimoniale non sia previsto nel nostro ordinamento, tuttavia un accordo di questo tipo potrebbe comunque avere valenza probatoria in un giudizio di separazione o divorzio. Mi spiego meglio con un esempio pratico.

Tizio e Caia decidono di sposarsi. Prima, però, sottoscrivono un accordo in cui stabiliscono che in caso di separazione la casa coniugale andrà a Tizio, in quanto effettivo proprietario dell’immobile, mentre Caia avrà la villa al mare. Dopo 15 anni di matrimonio, Tizio e Caia si separano e producono nel giudizio l’accordo stipulato anzitempo.

Come puoi notare, l’accordo sottoscritto da Tizio e Caia è un vero e proprio contratto prematrimoniale che, come ampiamente detto, non è ammesso dalla legge italiana. Tuttavia, il giudice chiamato a decidere la separazione dei coniugi potrà tenerne conto perché dall’accordo in questione potrebbe ricavare le abitudini di vita della famiglia o il contributo economico dato da ciascun coniuge. Inoltre, il giudice potrà utilizzare tale contratto per proporre alle parti una soluzione transattiva.

Nel 2019, il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge che prevede, tra le altre cose, la possibilità di introdurre per i futuri sposi i patti prematrimoniali per regolare i loro rapporti personali e patrimoniali. In base a tale disegno di legge, i nubendi possono stipulare un accordo di questo tipo attraverso una delle seguenti modalità:

  • mediante atto pubblico redatto da un notaio alla presenza di due testimoni;
  • tramite convenzione di negoziazione assistita da uno o più avvocati.

Le stesse formalità sono previste anche in caso di modifica o scioglimento della convenzione che, una volta stipulata, è obbligatoria per entrambe le parti. Attenzione però: non sono ammessi accordi del tipo “mi impegno a non lasciarti” oppure che contengono clausole che fissano la frequenza dei rapporti sessuali, l’esonero di uno dei coniugi dall’obbligo di contribuzione ai bisogni della famiglia o che autorizzano al tradimento reciproco.

Contratto prematrimoniale: qual è la situazione all’estero?

Come ti ho già anticipato, il contratto prematrimoniale è una pratica molto diffusa all’estero da diverso tempo. In particolare, in Inghilterra e negli Stati Uniti, si parla di “prenuptial agreements”, ossia di un accordo che i nubendi possono sottoscrivere prima di sposarsi per stabilire, ad esempio, le modalità di divisione dei loro beni e la corresponsione di un assegno una tantum.

In Germania, invece, il patto prematrimoniale prende il nome di “Eheverträge” che consente alla coppia di decidere in merito all’assegno divorzile, alla liquidazione delle aspettative pensionistiche, al mantenimento, ecc.

Infine, in Spagna si fa riferimento al “Codi de familia catalano” che prevede la possibilità di stipulare contratti prematrimoniali in previsione di una futura rottura della relazione.



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