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Multa all’estero: si può pagare in Italia?

26 Agosto 2020 | Autore:
Multa all’estero: si può pagare in Italia?

Contravvenzioni stradali straniere, procedura di contestazione e modalità di riscossione.

Vedersi recapitare a casa una multa stradale comminata in Italia mette già di cattivo umore, figurarsi quando se ne riceve una proveniente dall’estero, magari dal Paese dove si è stati in vacanza con la famiglia la scorsa estate. Se fino a qualche anno fa molti automobilisti ai quali veniva notificata una contravvenzione elevata da agenti accertatori esteri, evitavano di pagarla, rimanendo impuniti, ora la situazione è cambiata.

Dopo l’entrata in vigore del sistema europeo di notifica all’estero delle multe stradali, non rispondere alle comunicazioni della polizia straniera non rappresenta più una buona idea. Ma la multa all’estero si può pagare in Italia? La risposta è affermativa. A tal fine, basta seguire la procedura prevista dalla direttiva europea denominata “Cross Border” [1], resa esecutiva in Italia da un decreto legislativo del 2014 e da uno successivo del 2016 [2], che ha attuato la decisione quadro 2005/214 Gai del Consiglio Europeo.

Grazie a queste normative, oggi si applica, anche nel nostro territorio, il “principio di reciprocità” sul riconoscimento delle sanzioni pecuniarie negli Stati membri dell’Unione Europea, che delinea il meccanismo di notificazione e riscossione, stabilendo che valgono le regole del Paese che ha emesso la sanzione.

Perché è stata emanata la direttiva Cross Border

Nei Paesi membri dell’UE ogni giorno, in media, circolano circa 5 auto con targa straniera. Ogni 100 veicoli contravvenzionati, 15 sono stati immatricolati all’estero. Per tale motivo, il Consiglio dell’UE ha approvato la decisione quadro 2005/214 Gai sopra citata con lo scopo di arrivare ad un’equiparazione delle sanzioni comminate all’interno degli Stati membri.

Raggiunto l’accordo, sono stati delineati:

  • la procedura di riscossione comune delle sanzioni emesse all’estero;
  • le autorità competenti per la riscossione;
  • le modalità di trasmissione e notifica delle multe.

Inizialmente, i risultati della Commissione europea sull’applicazione della direttiva Cross Border non sono stati incoraggianti in quando è stato accertato come circa la metà delle infrazioni comminate restava impunita. Inoltre, per quanto riguarda l’Italia, il sistema previsto dalla direttiva è entrato pienamente in vigore solo 11 anni dopo l’approvazione.

Attualmente, però, che lo stesso funziona a pieno regime, la situazione è cambiata e sono molti gli italiani che si rivolgono al Centro europeo consumatori (Cec) di Bolzano per ricevere assistenza per le multe estere.

Come funziona la procedura delle multe all’estero

La procedura delle multe all’estero si articola in diversi step:

  1. notifica del verbale di contravvenzione;
  2. pagamento della sanzione o in alternativa proposizione dell’opposizione;
  3. accoglimento o rigetto dell’opposizione;
  4. fasi successive all’opposizione.

La notifica del verbale

Innanzitutto quando gli agenti accertatori stranieri elevano una contravvenzione senza contestarla immediatamente, ovvero l’automobilista non viene fermato e multato al momento dell’infrazione, il comando di polizia dal quale dipendono, interroga il punto di contatto del Paese di immatricolazione del veicolo al fine di conoscere le generalità dell’intestatario tramite il numero di targa.

In Italia, il punto di contatto è il Centro elaborazione dati della Motorizzazione civile.

L’autorità di polizia estera invia, quindi, all’intestatario del mezzo multato, per posta, ordinaria o raccomandata, in base alla legge dello Stato in cui è stata commessa l’infrazione, il verbale di accertamento dell’infrazione e una comunicazione con gli estremi della contravvenzione, riportando nella lingua del destinatario i dettagli della multa.

Nella comunicazione sono indicate anche le informazioni sulle modalità di pagamento della sanzione, i tempi e i modi per presentare opposizione (ad esempio in Francia è possibile proporre ricorso online in lingua italiana o tedesca).

Più nel dettaglio, il modello della comunicazione è impostato secondo quanto previsto da una circolare emanata in materia dal Viminale (ministero dell’Interno) nel settembre 2017 e deve contenere tra l’altro:

  • la specificazione del tipo di infrazione contestata;
  • l’indicazione del luogo, della data e dell’ora di rilevazione;
  • i dati relativi al dispositivo con cui l’infrazione è stata accertata.

Per i residenti all’estero, la notificazione del verbale deve essere effettuata entro 360 giorni dall’accertamento e per questa specifica procedura non si applicano le regole sulla compiuta giacenza.

Il pagamento della sanzione o l’opposizione

A questo punto l’automobilista può scegliere tra due opzioni:

  • pagare la sanzione. Le modalità di pagamento più diffuse si appoggiano alle piattaforme online dei vari enti europei che nei Paesi di appartenenza si occupano di riscossione. In ogni caso prima di versare la sanzione, al fine di evitare una eventuale truffa telematica, è bene contattare l’ambasciata italiana per una verifica. Inoltre, va ricordato che ci sono dei meccanismi premiali simili allo sconto del 30% concesso in Italia per chi paga entro cinque giorni. Ad esempio in Austria esiste la c.d. anonymverfügung, che stabilisce una sanzione scontata se l’importo viene pagato entro un dato lasso di tempo;
  1. oppure presentare opposizione, rispettando le regole proprie del Paese in cui è stata accertata l’infrazione. Per fare ciò occorre compilare un apposito modulo che si trova allegato al verbale e alla comunicazione, nel quale vanno esplicitati i motivi dell’opposizione.

L’accoglimento o il rigetto dell’opposizione

Se l’opposizione viene accolta, la procedura si conclude e la multa viene annullata. Se l’opposizione viene rigettata, l’automobilista può scegliere di pagare o meno la sanzione. In quest’ultimo caso, l’autorità giudiziaria del Paese in cui è stata rilevata l’infrazione, può decidere di inviare il relativo fascicolo alla Corte d’Appello italiana competente in base al luogo di residenza o di domicilio del trasgressore.

Una volta ricevuto il fascicolo, la Corte d’appello fissa un’udienza, che si svolge in camera di consiglio, e nomina un difensore d’ufficio, sostituibile da uno di fiducia.

Tuttavia, il compito dell’autorità giudiziaria italiana è assai limitato in quando consiste nel controllare se le procedure sono state seguite correttamente e valutare se l’importo della sanzione giustifica una costosa procedura internazionale come quella avviata dall’autorità estera.

La Corte d’Appello può:

  • riconoscere la sanzione;
  • non riconoscere la sanzione ed archiviare il procedimento.

Avverso il pronunciamento della Corte d’appello può essere proposto ricorso per Cassazione [3].

Le fasi successive all’opposizione

Nell’ipotesi in cui la Corte d’appello italiana dovesse riconoscere la sanzione straniera, si apre la fase esecutiva secondo le regole previste dal nostro codice di procedura civile.

L’incasso viene devoluto all’Erario italiano, salvo diverso accordo con l’autorità competente dello Stato straniero.

Un’alternativa si ha quando l’automobilista non paga la sanzione dopo il rigetto dell’opposizione oppure ignora la notifica del verbale. Infatti, l’autorità giudiziaria estera può decidere di non inviare il fascicolo dell’infrazione alla Corte d’appello italiana.

In tal caso se il trasgressore ritorna nello Stato in cui è stata commessa l’infrazione, rischia il sequestro del veicolo e l’applicazione delle eventuali sanzioni accessorie previste per la violazione commessa come ad esempio la sospensione della patente e perfino il carcere.

Per quali infrazioni vengono inviate le multe straniere?

Sono otto le infrazioni per le quali si può ricevere la multa straniera in Italia.

Nello specifico, si tratta di:

  1. eccesso di velocità, accertato in base ai limiti vigenti nello Stato in cui viene commessa l’infrazione, per il tipo di strada o di veicolo. Secondo il nostro Ministero dell’Interno nell’eccesso di velocità rientra anche la velocità non commisurata alle circostanze del momento, sia pure non eccedente il limite;
  2. mancato uso della cintura di sicurezza o di un dispositivo di ritenuta per bambini a norma della direttiva 91/671/CEE e del diritto dello Stato membro dell’infrazione;
  3. mancato arresto al semaforo con il rosso o transito con qualsiasi altro segnale pertinente di arresto, come definito nella legislazione dello Stato dell’infrazione;
  4. guida in stato di ebbrezza ovvero dovuta all’alcol, come disciplinata nella legislazione dello Stato dell’infrazione;
  5. guida sotto l’influsso di sostanze stupefacenti o di altre sostanze con effetto analogo, come definita dalla legislazione dello Stato dell’infrazione;
  6. mancato uso del caso protettivo in caso di circolazione con moto;
  7. circolazione su una corsia vietata quale ad esempio una corsia di emergenza, una corsia preferenziale per il trasporto pubblico o una corsia provvisoriamente chiusa per motivi di congestione o di lavori stradali;
  8. uso illecito del telefono cellulare o di altri dispositivi di comunicazione durante la guida.

Qual è la natura delle sanzioni

La natura delle sanzioni previste per le multe elevate da agenti accertatori stranieri cambia in base al Paese nel quale viene commessa l’infrazione. Pertanto, non bisogna rimanere sorpresi se la sanzione riportata nel verbale notificato, in un determinato Stato può rilevare solo dal punto di vista amministrativo mentre quella stessa sanzione in uno Stato diverso, può rilevare sul piano civile, penale ed amministrativo.

Una cosa è certa, però, le multe prese all’estero non incidono comunque sul numero di punti della patente di guida.

La multa straniera si prescrive?

Relativamente ai termini di prescrizione di una multa elevata all’estero, sono validi quelli stabiliti nell’ordinamento del Paese in cui è stata accertata la violazione.

Volendo fare qualche esempio si possono citare:

  1. il Portogallo, laddove le contravvenzioni si prescrivono in 5 anni e non è previsto alcun termine di decadenza per la notifica del verbale;
  2. la Romania, dove il termine di prescrizione è di 6 mesi dalla data di rilevamento dell’infrazione e il relativo verbale va notificato entro 2 mesi al trasgressore.

note

[1] Direttiva 2015/413.

[2] D. Lgs. n. 37/2014 e n. 37/2016.

[3] L. n. 69/2005, recante “Disposizioni per conformare il diritto interno alla decisione quadro 2002/584/GAI del Consiglio, del 13 giugno 2002, relativa al mandato d’arresto europeo e alle procedure di consegna tra Stati membri”.


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