Diritto e Fisco | Articoli

Come tutelarsi dal rischio dei debiti ereditari

26 Agosto 2020
Come tutelarsi dal rischio dei debiti ereditari

È possibile dissociarsi dai debiti di un familiare o di un parente quando questi è ancora vivo?

Un nostro lettore ci ha scritto per chiederci come tutelarsi dal rischio dei debiti ereditari. In particolare il suo problema è quello di “dissociarsi” dalla situazione patrimoniale in cui versa il padre, indebitato sia con il fisco che con creditori privati. Il timore del lettore è che, alla morte del genitore, i creditori di quest’ultimo possano agire contro di lui, pignorandogli i beni senza dargli il tempo di prendere le dovute contromisure. Egli vorrebbe così agire “in anticipo” per porre una separazione tra il proprio patrimonio e quello del papà. 

La domanda richiede una importante premessa in merito al funzionamento della rinuncia all’eredità, atto che, come noto, impedisce la trasmissione, nei confronti dell’erede, sia dell’attivo che del passivo della successione. Ma procediamo con ordine e vediamo, più nel dettaglio, come tutelarsi dal rischio dei debiti ereditari.

Ci si può dissociare dai debiti di un familiare in vita?

Finché una persona è in vita, risponde dei debiti contratti con il proprio patrimonio, presente e futuro. I suoi debiti non possono pertanto ricadere su altri soggetti, neanche se a lui collegati da vincoli di familiarità, parentela o convivenza. Per cui questi ultimi non avranno alcuna ragione per “dissociarsi” dai debiti altrui, non ricadendo su di loro. Una dichiarazione di questo tipo non assumerebbe alcun significato né valenza giuridica.

Tanto per fare un esempio, il figlio non risponderà mai delle obbligazioni contratte dai genitori finché questi sono in vita, così come il padre e la madre non sono responsabili per il debito del figlio maggiorenne benché questi dimori ancora con loro.

L’unico modo per estendere il debito di un soggetto a un altro è far firmare a quest’ultimo un atto di fideiussione, istituendolo garante dell’altrui obbligazione. Ma ciò implica un comportamento volontario e cosciente. È ciò che avviene spesso dinanzi alla richiesta di un finanziamento, quando il beneficiario dello stesso non abbia sufficienti risorse patrimoniali per garantire la restituzione del capitale.

Sintetizzando quanto detto sinora, non è possibile dissociarsi dai debiti di un familiare in vita visto che solo questi ne è l’unico responsabile. 

Quando i debiti di una persona si trasferiscono sui familiari

Oltre al caso della (volontaria) sottoscrizione di una fideiussione, i debiti di una persona si trasferiscono su altri soggetti non appena questi muore e, quindi, si apre la relativa successione. 

In particolare, la legge stabilisce che gli eredi – dopo l’accettazione dell’eredità – subentrano in tutti i diritti del defunto, ma anche nei relativi obblighi, compresi quelli di pagamento delle obbligazioni ancora pendenti.

Il trasferimento dei debiti del familiare deceduto in capo agli eredi avviene però non, in automatico, con la morte ma solo dopo l’accettazione dell’eredità. Prima di tale momento, nonostante il trapasso, i creditori del debitore non possono rivalersi nei confronti dei suoi familiari. 

Ricordiamo però che l’accettazione dell’eredità può avvenire non solo con una dichiarazione formale fatta innanzi al notaio o al cancelliere del tribunale, ma anche con comportamenti concludenti e taciti, che implicano la volontà di succedere. Si pensi alla vendita di un bene dell’eredità o al ritiro dei soldi dal conto corrente del defunto. Abbiamo già trattato l’argomento nell’articolo Quando c’è accettazione tacita eredità.

Si può evitare in anticipo di rispondere dei debiti del familiare?

L’unico modo per evitare che i debiti di una persona si trasferiscano sui suoi familiari è la rinuncia all’eredità, la quale però presuppone l’avvenuto decesso. Dunque, non è possibile anticipare la rinuncia all’eredità a prima della morte del debitore ossia quando questi è ancora in vita.

Ci sono 10 anni per rinunciare all’eredità, che decorrono dal decesso. Il che consente di provvedervi in tutta tranquillità, senza che, nel frattempo, i creditori possano agire nei confronti degli eventuali eredi.

Tuttavia è bene sapere che:

  • se l’erede è nel possesso dei beni della successione (si pensi al caso di un convivente), i termini per la rinuncia all’eredità si riducono: ci sono 40 giorni per fare l’inventario di tali beni e 3 mesi per poi effettuare la rinuncia all’eredità;
  • prima dell’eventuale rinuncia non bisogna porre in essere alcun atto di accettazione tacita dell’eredità; diversamente, la rinuncia non sarebbe più possibile.

Sintetizzando quanto appena detto, possiamo così concludere: l’unico modo per dissociarsi dai debiti di un parente è attendere la sua morte e poi rinunciare all’eredità, atto che può essere compiuto entro 10 anni a meno che non si sia già in possesso dei beni della successione. Prima dell’accettazione o della rinuncia all’eredità, i creditori del defunto non possono chiedere alcun pagamento ai suoi familiari né tantomeno agire nei loro confronti con un pignoramento.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube