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Diritto d’autore: come funziona

26 Ottobre 2020 | Autore:
Diritto d’autore: come funziona

Diritto morale e diritto patrimoniale d’autore: come funzionano? Quali sono le opere dell’ingegno tutelate? Copyright e diritto autore: differenze.

Probabilmente, tutti sanno cos’è il diritto d’autore, ma pochi ne conoscono davvero l’esatto funzionamento. Il diritto d’autore è quell’insieme di norme che disciplina le opere dell’ingegno delle persone. In pratica, il diritto d’autore serve a tutelare le creazioni intellettuali, in modo tale che esse possano essere correttamente attribuite ai loro autori e questi ultimi possano rivendicare i propri diritti (anche economici) sulle stesse. Con questo articolo vedremo per l’appunto come funziona il diritto d’autore.

Utilizzando una terminologia anglosassone, molto spesso il diritto d’autore viene chiamato anche copyright. Sebbene le due nozioni si riferiscano sostanzialmente alla stessa categoria di beni tutelati (le opere creative), il copyright identifica solamente il diritto dell’autore di un’opera a non vedersela riprodotta contro la sua volontà. Dunque, a rigore, il copyright riguarda solo una parte della più ampia tutela fornita dal diritto d’autore. Se l’argomento ti interessa, magari perché sei coinvolto in prima persona in una diatriba riguardante la paternità di un’opera o la sua illecita riproduzione, allora prosegui nella lettura: vedremo insieme come funziona il diritto d’autore.

Diritto d’autore: cos’è?

Il diritto d’autore è costituito dall’insieme delle norme giuridiche che tutelano il prodotto dell’ingegno di una persona.

La tutela fornita dal diritto d’autore si muove lungo due direzioni:

  • il riconoscimento della paternità dell’opera (cosiddetto diritto morale d’autore);
  • il diritto a sfruttare economicamente l’opera stessa (diritto patrimoniale d’autore).

In estrema sintesi, il diritto d’autore offre uno scudo contro coloro che, indebitamente, vogliono appropriarsi dell’opera dell’ingegno altrui, magari attribuendosene la paternità oppure riproducendola per scopi commerciali.

Opere dell’ingegno: cosa sono?

Prima di entrare nel merito del discorso e di comprendere come funziona il diritto d’autore, è opportuno soffermarci sulle opere dell’ingegno, le quali sono l’oggetto della tutela fornita dal diritto d’autore.

Le opere dell’ingegno sono tutte le creazioni dell’intelletto di una persona. In pratica, si tratta di opere creative, frutto dell’applicazione intellettuale del proprio autore.

Le opere creative del diritto d’autore non vanno confuse con le invenzioni industriali protette dal brevetto: pur essendo entrambe creazioni intellettuali, mentre le prime riguardano l’ambito culturale (la letteratura, la musica, il cinema, ecc.), le seconde sono quelle creazioni innovative e originali in grado di risolvere un problema tecnico e contribuire al progresso.

Opere dell’ingegno: quali sono?

Chiarita la natura delle opere dell’ingegno tutelate dal diritto d’autore, vediamo ora quali sono le principali e quali sono le loro caratteristiche.

In linea di massima, secondo la legge sul diritto d’autore [1], sono protette tutte le opere dell’ingegno di carattere creativo che appartengono alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all’architettura, al teatro e alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione.

In particolare, la legge sul diritto d’autore prevede che siano protette:

  • le opere letterarie, drammatiche, scientifiche, didattiche, religiose, tanto in forma scritta quanto in forma orale;
  • le opere e le composizioni musicali, con o senza parole, le opere drammatico-musicali e le variazioni musicali costituenti di per sé opera originale;
  • le opere coreografiche e pantomimiche (teatrali, di danza, ecc.);
  • le opere della scultura, della pittura, dell’arte del disegno, della incisione e delle arti figurative similari, compresa la scenografia;
  • i disegni e le opere dell’architettura;
  • le opere dell’arte cinematografica, muta o sonora, sempreché non si tratti di semplice documentazione;
  • le opere fotografiche e quelle espresse con procedimento analogo a quello della fotografia;
  • i programmi per elaboratore, in qualsiasi forma espressi purché originali quale risultato di creazione intellettuale dell’autore;
  • le banche di dati intese come raccolte di opere, dati o altri elementi indipendenti sistematicamente o metodicamente disposti ed individualmente accessibili mediante mezzi elettronici o in altro modo;
  • le opere del disegno industriale che presentino di per sé carattere creativo e valore artistico.

Come funziona il diritto d’autore?

Come anticipato, il diritto d’autore tutela le opere dell’ingegno in un duplice senso: garantendo al proprio creatore il riconoscimento della paternità dell’opera e, allo stesso tempo, assicurandogli lo sfruttamento economico della stessa.

In pratica, il diritto d’autore protegge tutti i creatori di opere originali dalle brame di quanti vogliono approfittare del lavoro altrui.

Gli esempi si sprecano: si va dall’utilizzo illecito di una fotografia pubblica in Internet all’appropriazione di un manoscritto altrui, dal plagio musicale alla diffusione di contenuti riservati contenuti in una banca dati, passando per le trasmissioni in streaming di programmi (film, partite di calcio, ecc.) riservati agli abbonati.

Come avrai potuto comprendere, dunque, il diritto d’autore rappresenta un aspetto fondamentale all’interno della nostra società, soprattutto oggi che, grazie a (oppure per causa di) Internet, è possibile copiare e diffondere contenuti digitali in un batter d’occhio.

Diritto d’autore: come nasce la tutela?

Prima di vedere più nel dettaglio come funzionano il diritto morale e il diritto patrimoniale d’autore (le due facce del diritto d’autore), occorre spiegare brevemente come nasce il diritto d’autore su un’opera dell’ingegno. In altre parole: quando si acquista la tutela del diritto d’autore?

La risposta, come sempre, è nella legge. Secondo il Codice civile [2], il titolo originario dell’acquisto del diritto di autore è costituito dalla creazione dell’opera, quale particolare espressione del lavoro intellettuale. In pratica, il diritto d’autore si acquista automaticamente nel momento stesso in cui nasce l’opera.

Ciò significa che, se ad esempio scrivi una canzone o un romanzo, nel momento in cui il tuo lavoro è terminato (o, comunque, assume una forma di espressione intellettuale compiuta) puoi già definirti un autore tutelato a tutti gli effetti, a prescindere dalla pubblicazione o meno dell’opera.

Pertanto, il diritto d’autore nasce nel momento in cui viene alla luce l’opera dell’ingegno, a prescindere da ogni concreta utilizzazione, pubblicizzazione o iscrizione nei pubblici registri (ad esempio, alla Siae). Non occorre nessun attestato o riconoscimento formale: i diritti d’autore su di un’opera nascono insieme alla stessa.

Chi si dichiara autore di un’opera è considerato tale fino a prova contraria. Dovrà essere colui che afferma il contrario a dimostrare di essere il vero autore dell’opera dell’ingegno.

E così, se pubblichi un racconto e un’altra persona, dopo un po’ di tempo, asserisce che si tratti di una sua opera, dovrà essere quest’ultimo a dimostrare di essere il reale autore.

Diritto morale d’autore: cos’è?

Come più volte ricordato, il diritto d’autore può essere idealmente scisso in due tutele diverse: quella morale e quella patrimoniale.

Il diritto morale d’autore consiste nel diritto di vedersi riconosciuta la paternità dell’opera nel caso in cui questa sia contestata oppure sia stata illegittimamente attribuita ad altri.

In ragione di tale diritto, il titolare può:

  • farsi riconoscere come autore dell’opera e impedire che altre persone se ne attribuiscano indebitamente la paternità;
  • apportare all’opera tutte le modifiche che ritiene necessarie, potendosi altresì opporre a qualsiasi deformazione, mutilazione o altra modificazione della stessa che possa essere di pregiudizio al suo onore o alla sua reputazione;
  • decidere se pubblicare o meno l’opera (diritto d’inedito) e se pubblicarla con il proprio nome, usare uno pseudonimo o, addirittura, rinunciare a qualsiasi nome (diritto di anonimo);
  • ritirare l’opera dal commercio se questa decisione è giustificata da gravi ragioni morali (diritto di pentimento), ma in ogni caso ha l’obbligo di indennizzare coloro che hanno acquistato il diritto di sfruttamento economico dell’opera. Il diritti di ritirare l’opera è intrasmissibile, nel senso che non può essere esercitato nemmeno dagli eredi dell’autore.

Diritto patrimoniale d’autore: cos’è?

L’autore di un’opera dell’ingegno non gode solo del diritto di essere riconosciuto dalla comunità come il creatore della stessa, ma anche del diritto di ricavarne tutte le utilità economiche che ritiene. In estrema sintesi, il diritto patrimoniale consiste nel diritto esclusivo di utilizzare economicamente l’opera.

Il diritto patrimoniale d’autore attribuisce al suo titolare:

  • il diritto di riproduzione, cioè il diritto esclusivo di effettuare la moltiplicazione in copie diretta o indiretta, temporanea o permanente, in tutto o in parte dell’opera, in qualunque modo o forma, come la copiatura a mano, la stampa, la litografia, l’incisione, la fotografia, la fonografia, la cinematografia ed ogni altro procedimento di riproduzione;
  • il diritto di trascrizione, cioè di utilizzare mezzi atti a trasformare l’opera orale in opera scritta o riprodotta con uno dei mezzi indicati nell’articolo precedente;
  • il diritto di esecuzione, che consiste nella possibilità di eseguire, rappresentare o recitare in pubblico, sia gratuitamente che a pagamento, l’opera frutto del proprio ingegno;
  • il diritto di distribuzione, che ha per oggetto la messa in commercio o in circolazione, o comunque a disposizione, del pubblico, con qualsiasi mezzo ed a qualsiasi titolo, dell’originale dell’opera o degli esemplari di essa;
  • il diritto di traduzione, che ha per oggetto la traduzione dell’opera in altra lingua o dialetto.

La legge sul diritto d’autore prevede che ciascun diritto ricompreso nella tutela patrimoniale è indipendente dall’altro: ciò significa che, se l’autore dell’opera volesse vendere a terzi il proprio diritto alla distribuzione, serberebbe comunque tutti gli altri.

Per approfondire le differenze tra diritto morale e patrimoniale d’autore, ti consiglio la lettura dell’articolo dal titolo Legge sul diritto d’autore: cosa prevede.

Copyright: cos’è?

Quando si parla di diritto d’autore si pensa immediatamente al copyright. In effetti, le due nozioni sono molto simili ma non identiche; possiamo anzi affermare che il copyright è solo una parte della più ampia tutela fornita dal diritto d’autore.

Come lo stesso nome suggerisce, il copyright fa solamente riferimento al diritto dell’autore di un’opera a non vederla riprodotta da altri senza il suo consenso.

Il copyright tutela più specificamente il diritto patrimoniale d’autore, vietando a chi non ne possiede i diritti di appropriarsi dell’opera altrui per riprodurla e, ovviamente, per guadagnarci.

In pratica, il copyright si pone come diritto esclusivo di copia riservato all’editore, il quale ha la possibilità di stampare e diffondere quella stessa opera.

Il copyright, inoltre, si acquista solamente con il deposito dell’opera, un po’ come avviene in Italia con la registrazione di un marchio o la richiesta di brevetto per un’invenzione. Il diritto d’autore, al contrario, protegge l’opera fin dalla sua creazione, a prescindere se sarà poi immessa sul mercato.

Il copyright è comunque nozione del diritto inglese e americano; pertanto, quando si parla del diritto italiano, l’unica legge che vale è quella sul diritto d’autore.


note

[1] Artt. 1 e 2, legge n. 633/1941.

[2] Art. 2576 cod. civ.

Autore immagine: Depositphotos.com


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