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Adempimenti matrimonio

30 Ottobre 2020
Adempimenti matrimonio

L’iter burocratico da seguire per la celebrazione delle nozze.

Tu e il tuo fidanzato avete deciso di sposarvi e realizzare finalmente il vostro sogno d’amore. La data delle nozze non è poi così lontana, quindi dovete affrettarvi per organizzare tutto quanto: dall’addobbo floreale in chiesa alla meta della luna di miele, dalla lista degli invitati alla scelta del ristorante.

In questo articolo vedremo, in particolare, gli adempimenti del matrimonio. Devi sapere che c’è un preciso iter burocratico da seguire prima e dopo la celebrazione. Gli sposi, infatti, devono richiedere le pubblicazioni all’ufficio Anagrafe del Comune, in modo da rendere nota la loro volontà di sposarsi e consentire ad alcuni soggetti di opporsi alle nozze. Dopo la celebrazione, invece, occorre trascrivere l’atto di matrimonio nel registro di Stavo civile. Ma procediamo con ordine e vediamo passo passo tutti gli adempimenti da effettuare.

Matrimonio: quali sono i requisiti per sposarsi?

Sia che tu voglia sposarti in chiesa o al Comune devi possedere i seguenti requisiti:

  • aver compiuto 18 anni. Tuttavia, in determinati casi, la legge consente il matrimonio contratto dal minorenne purché abbia compiuto 16 anni e sia autorizzato dal tribunale;
  • la capacità di intendere e di volere: ad esempio, non può sposarsi colui che è stato dichiarato dal giudice infermo di mente;
  • la libertà di stato: ciascun nubendo, al momento delle nozze, non deve essere già sposato con qualcun altro;
  • la diversità di sesso: il nostro ordinamento, infatti, non ammette il matrimonio tra omosessuali per i quali, invece, è prevista l’unione civile (se vuoi approfondire quest’ultimo aspetto ti consiglio la lettura dell’articolo “Chi può costituire un’unione civile“).

Adempimenti matrimonio: le pubblicazioni

Il primo adempimento da effettuare prima della celebrazione del matrimonio è quello di richiedere le pubblicazioni all’ufficio Anagrafe del Comune di residenza di uno degli sposi. La ragione di un simile adempimento è riferire alla comunità la volontà di sposarsi e consentire a determinati soggetti, a conoscenza di un valido impedimento, di presentare un’opposizione, tramite ricorso in tribunale. Pensa, ad esempio, a chi è già sposato oppure è interdetto per infermità di mente.

Qualora l’ufficiale di Stato civile riscontri la presenza di un impedimento al matrimonio deve rilasciare ai nubendi un certificato con i motivi di rifiuto oppure chiedere chiarimenti supportati da idonea documentazione.

Per ottenere le pubblicazioni sono necessari alcuni documenti che variano in base alla tipologia di matrimonio. Per quello civile, è sufficiente che gli sposi presentino un’autocertificazione in cui sono riportati i dati anagrafici, la residenza, la cittadinanza, lo stato civile, ecc. Per quello religioso, invece, sono necessari:

  • il certificato di battesimo e di cresima;
  • il certificato di stato libero;
  • l’attestato di partecipazione al corso prematrimoniale;
  • il nulla osta ecclesiastico.

L’atto di pubblicazione viene poi esposto sull’albo pretorio online (e affisso in parrocchia) per 8 giorni. Tuttavia, se ricorrono gravi motivi, il tribunale può ridurre il termine o dispensare gli sposi dalle pubblicazioni.

Le pubblicazioni perdono efficacia se il matrimonio non viene celebrato entro 180 giorni (cioè entro 6 mesi). Il mancato rispetto di un simile adempimento non autorizza gli sposi a contrarre il matrimonio.

Adempimenti matrimonio: la lettura degli articoli del Codice civile

L’ufficiale di Stato civile o il parroco (a seconda che si tratti di matrimonio civile o concordatario) devono dare lettura, dopo la celebrazione, degli articoli del Codice civile [1] riguardanti i diritti e i doveri dei coniugi. Subito dopo viene redatto l’atto di matrimonio in duplice copia e in lingua italiana che, tra le varie cose, può contenere anche la scelta del regime patrimoniale di separazione dei beni e il riconoscimento di eventuali figli nati fuori dal matrimonio.

Adempimenti matrimonio: la trascrizione dell’atto

Se si opta per il matrimonio concordatario, il parroco deve trasmettere, entro cinque giorni dalla celebrazione, una copia originale dell’atto di matrimonio all’ufficiale di Stato civile del Comune in cui sono avvenute le nozze, affinché provveda alla trascrizione nell’apposito registro. Se si salta questo passaggio il matrimonio sarà valido esclusivamente per la Chiesa, ma non produrrà alcun effetto nello Stato italiano.

L’ufficiale di Stato civile provvede alla trascrizione dell’atto di matrimonio entro 24 ore dalla ricezione e poi lo comunica al parroco nelle 24 ore successive (in tal caso, si parla di trascrizione tempestiva). Tuttavia, tale adempimento può essere effettuato anche in un momento successivo per volontà degli sposi e sempre che gli stessi mantengano lo stato libero dal momento della celebrazione (in tal caso, si parla di trascrizione tardiva).

Nel caso in cui la celebrazione non sia stata preceduta dalle pubblicazioni, allora l’ufficiale di Stato civile deve richiedere agli sposi idonea documentazione e fare delle indagini per verificare che non ci siano impedimenti. Inoltre, verrà affisso alla porta della Casa comunale l’avviso del matrimonio da trascrivere per consentire a terzi legittimati di presentare opposizione entro 10 giorni.

Ovviamente, se gli sposi non sono in possesso dei requisiti previsti dalla legge per la celebrazione del matrimonio non sarà possibile procedere alla trascrizione. Pensa, ad esempio, alle nozze contratte da due persone legate da un vincolo di parentela o affinità. Inoltre, non è possibile procedere alla trascrizione in caso di matrimonio:

  • segreto: si tratta di nozze celebrate segretamente alla sola presenza del parroco e di due testimoni. In tal caso, infatti, non ci sono pubblicazioni, non vengono letti gli articoli del Codice civile e viene redatto un unico esemplare dell’atto di matrimonio custodito presso l’autorità ecclesiastica;
  • celebrato solo alla presenza dei testimoni senza il ministro di culto;
  • contratto all’estero secondo il rito canonico che però non produce effetti civili nello Stato in cui è stato celebrato.

note

[1] Artt. 143, 144, 147 cod.civ.


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