Condominio: ok all’ascensore, è un diritto

26 Agosto 2020
Condominio: ok all’ascensore, è un diritto

Sì all’installazione: occupa uno spazio piccolo ed è necessario per i residenti in età avanzata, con problemi a camminare o semplicemente per chi vive ai piani più alti.

Il diritto di un condomino anziano di avere uno strumento a lui funzionale è più importante di una chiostrina ampia e ariosa. Lo ha deciso il tribunale di Roma, quinta sezione civile, con una recente sentenza [1] che stabilisce le priorità dentro un condominio. La praticità vince sull’estetica, si potrebbe dire.

Al centro della causa, un ascensore esterno da installare in un palazzo: il condominio dice sì, con un verbale dell’assemblea dei residenti; la proprietaria ne contesta la validità, su un presupposto che, appunto, è prettamente estetico. La chiostrina, cioè il cortiletto esterno dell’edificio, si sarebbe inevitabilmente ristretta, con l’impianto.

Per il giudice, in realtà, nessuna controindicazione evidente: secondo il progetto approvato dall’assemblea dei condomini, si tratterebbe di una semplice cabina in vetro che non toglierebbe ai residenti né luce, né aria.

Anzi: c’è un vantaggio oggettivo nell’installazione, dal momento che l’ascensore può venire incontro alle esigenze degli abitanti più anziani del palazzo, o anche di visitatori esterni con disabilità o problemi di deambulazione. Sarebbe utile senz’altro anche per chi vive nelle abitazioni ai piani alti.

C’è insomma un buon numero di persone che, secondo il tribunale capitolino, «dall’installazione dell’ascensore possono trarre un apprezzabile beneficio». Lamentare che prenderebbe troppo spazio, quindi, non si può e nemmeno si può ritenere che ci sia una violazione delle disposizioni del Codice civile sulla distanza delle costruzioni [2]: anche se ci fosse, sarebbe in tal caso preponderante il diritto a installare l’ascensore.

Non ha giovato neppure appellarsi a un presunto diritto di veduta violato: la proprietaria del condominio, parte in causa cui il tribunale ha dato torto, ha le finestre con le inferriate e questo, scrive il giudice, «non consente di poter ravvisare l’esistenza di vedute da detto immobile, non essendo possibile affacciarsi con il capo». Neanche da questo punto di vista, dunque, l’ascensore può essere d’intralcio.


note

[1] Trib. Roma sez. V civ. sent. n 1084/20;

[2] 873 c.c..


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