Palestra: perché deve pagare l’Inail

26 Agosto 2020 | Autore:
Palestra: perché deve pagare l’Inail

L’esenzione dal versamento dei premi assicurativi sugli infortuni spetta solo alle associazioni che dimostrano di operare senza fini di lucro.

La palestra frequentata dalla maggior parte di chi ama allenarsi e tenersi in forma è gestita da un privato che ne ricava un guadagno e non da un’associazione sportiva dilettantistica senza scopo di lucro. Proprio per questo motivo il titolare è tenuto a pagare i premi all’Inail, l’Istituto per l’assicurazione contro l’infortuni sul lavoro. Lo ha stabilito la Cassazione con un’ordinanza depositata oggi.

Che in una palestra ci possa essere un infortunio non è assolutamente da escludere, vista l’attività di fitness che si svolge all’interno. Motivo in più per dover sottoscrivere l’assicurazione obbligatoria come in qualsiasi altra azienda. La Cassazione tiene a precisare nella sentenza odierna per ottenere le agevolazioni tributarie e le altre facilitazioni, l’assenza del fine di lucro deve emergere in modo netto, dimostrando che l’attività sia svolta solo dalle persone che appartengono all’associazione che gestisce l’impianto. In caso contrario, ne rispondono il presidente e il vicepresidente del sodalizio.

La Suprema Corte ricorda che l’agevolazione del mancato pagamento dei premi Inail va riconosciuta solo quando l’attività viene svolta con modalità tali da escludere l’assenza di interessi economici, per incentivare la pratica dello sport dilettantistico. Significa che un’associazione non riconosciuta che si mantiene con le quote dei soci va assimilata ad una società di fatto.

In conclusione, se una palestra non ha dei frequentatori ma dei clienti, deve pagare l’Inail. L’agevolazione tributaria spetta soltanto se il gestore riesce a dimostrare il rispetto di tutti i requisiti di legge, compreso quello di operare effettivamente senza fini di lucro, indipendentemente da ciò che c’è scritto nello statuto e dell’eventuale affiliazione al Coni.



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