Messi: il Fisco italiano potrebbe portarlo all’Inter

26 Agosto 2020 | Autore:
Messi: il Fisco italiano potrebbe portarlo all’Inter

Il regime forfettario sui redditi prodotti all’estero e lo sconto sull’imponibile dei cittadini stranieri potrebbero rendere fattibile l’operazione.

Per una volta, i contribuenti potrebbero dire al Fisco «grazie di esistere». Almeno quelli che tifano Inter e che, in questi giorni, sognano di vedere il miglior giocatore al mondo dell’ultimo decennio con la maglia nerazzurra. L’arrivo di Leo Messi a Milano, sponda interista, appare ad oggi improbabile, viste le pressioni di due club di proprietà degli sceicchi, ovvero il francese Psg e l’inglese Manchester City.

Le loro valige piene di soldi pesano di più rispetto a quelle dei proprietari cinesi del club nerazzurro. Ma non è detto che il presidente Steven Zhang debba per forza riempirle di più: potrebbe spendere di meno per assicurarsi l’ingaggio dell’astro argentino, sempre più «ex» del Barcellona, che chiunque vorrebbe nella propria rosa. Grazie, appunto, al Fisco. E grazie ai governi che hanno approvato qualche anno fa un paio di agevolazioni fiscali a cui l’Inter potrebbe aggrapparsi per portarsi a casa la Pulce senza svenarsi.

La prima è contenuta nella legge di Bilancio 2017. Si tratta del pagamento di un forfait da 100mila euro sui redditi prodotti all’estero per i facoltosi che portano la residenza in Italia. Il beneficio non comprenderebbe lo stipendio di Messi, dato che si tratta di un reddito prodotto in Italia, ma interesserebbe la grande marea di soldi che l’attaccante muove anche quando non scende in campo, soprattutto in termini di diritti d’immagine. Lui, come l’eterno avversario Cristiano Ronaldo e tanti altri sportivi conosciuti a livello planetario, firma ogni anno succulenti contratti pubblicitari che fruttano milioni di euro. La legge, comunque, consente al contribuente di arrivare ad un accordo con l’Agenzia delle Entrate su quali attività potrebbero rientrare nei 100mila euro di forfait.

E poi c’è un’altra norma che potrebbe, se non spianare la strada, sì almeno renderla meno in salita per chiudere un accordo con Messi senza buttare la sede del club dalla finestra. È quella in virtù della quale si può pagare la metà dell’imponibile per i cittadini stranieri che spostano la residenza in Italia per almeno due anni. Un risparmio non da poco, considerando che, se strappassero un «sì» a Leo Messi potendo garantirgli uno stipendio stratosferico a condizioni favorevoli, il contratto sarebbe ben più lungo di due anni. Si suppone.

C’è solo un particolare non indifferente. Inter e Messi devono scegliere o l’una o l’altra possibilità, perché beneficiare delle due agevolazioni in contemporanea non è consentito. Ma vista l’occasione, un tentativo in una direzione lo si può fare. Ne guadagnerebbe l’Inter per primo, assicurandosi i servizi del giocatore più ammirato al mondo. Da un punto di vista sportivo (tornare a vincere è il sogno dei tifosi nerazzurri) ed economico (prezzi dei diritti televisivi e delle amichevoli, premi per le qualificazioni europee, ecc.). Ma ne guadagnerebbe anche tutto il calcio italiano, che riproporrebbe nello stesso torneo la rivalità tra Messi e Cristiano, con il conseguente aumento dell’attenzione mondiale verso il nostro campionato.



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