Sfratto: l’inquilino deve lasciare l’immobile così com’è

27 Agosto 2020 | Autore:
Sfratto: l’inquilino deve lasciare l’immobile così com’è

Il conduttore non può portarsi via i miglioramenti apportati durante la locazione senza prima aver consultato un giudice: rischia la condanna penale.

L’inquilino che viene sfrattato deve lasciare l’immobile così com’è prima di liberarlo, senza eliminare le migliorie apportate durante la locazione, altrimenti commette reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Lo ha stabilito il tribunale di Campobasso [1].

In pratica, chi deve abbandonare i locali in seguito ad uno sfratto per morosità, che si tratti di un immobile ad uso abitativo o ad uso commerciale, non può portarsi via i beni che ritiene di sua proprietà senza aver chiesto a un giudice se ha la facoltà di farlo.

Il caso esaminato dal giudice molisano riguardava il conduttore di un immobile commerciale che, dopo avere ricevuto lo sfratto perché non pagava i canoni d’affitto, si era portato via, ritenendoli di sua proprietà, le porte dei bagni ed i sanitari che aveva installato, scollegando i tubi e rendendo l’immobile inservibile.

In casi come questo, secondo il tribunale, l’inquilino avrebbe dovuto rivolgersi al giudice al fine di esercitare il suo preteso diritto. Infatti, come emerge dalla sentenza, si incorre nel delitto di esercizio arbitrario delle proprie ragioni quando l’inquilino «ponga in essere una condotta diretta a realizzare direttamente il preteso diritto per il cui riconoscimento avrebbe potuto ricorrere al giudice, con lesione, quindi, del bene-interesse dello Stato ad impedire che la privata violenza si sostituisca all’esercizio della funzione giurisdizionale in occasione dell’insorgenza di una controversia tra privati».

Il rischio per l’inquilino è quello di dover risarcire il danno al proprietario dell’immobile e di ricevere la condanna penale alla multa fino a 516 euro [2].


note

[1] Trib. Campobasso sent. n. 636/2019.

[2] Art. 392 cod. pen.


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