Diritto e Fisco | Articoli

Mancato pagamento spese straordinarie figli: cosa comporta?

27 Agosto 2020
Mancato pagamento spese straordinarie figli: cosa comporta?

Genitori, è reato disinteressarsi degli interessi dei figli e dei loro bisogni, non partecipando alle esigenze – piccole o grandi – della vita quotidiana. 

Come noto, quando padre e madre si separano, anche se mai sposati, il giudice condanna il genitore non collocatario dei figli a pagare, in favore dell’altro, un assegno mensile per il mantenimento della prole. A questo si aggiunge l’obbligo di corrispondere un importo in percentuale (di norma pari al 50%) per le spese straordinarie, quelle cioè che non possono essere preventivate e che si presentano, volta per volta, per esigenze di sport, istruzione, ma soprattutto salute e viaggi. Nell’ipotesi di un padre che versi l’assegno ordinario ma non partecipi alle spese straordinarie per i figli, cosa si può fare? Cosa comporta il mancato pagamento di tali somme “aggiuntive”? A spiegarlo è la giurisprudenza.

Spese straordinarie

Le spese straordinarie sono quelle legate ad esigenze imprevedibili ed eccezionali dei figli. Si pensi alle spese relative agli interventi chirurgici, alle lezioni private, ad un master, alla patente di guida, all’acquisto di un motorino, ai libri di testo di inizio anno, ecc.

Le spese straordinarie non sono ricomprese nell’assegno di mantenimento, ma devono essere ripartite tra i genitori secondo la misura pattuita dagli stessi oppure determinata dal giudice (solitamente, il marito è tenuto a corrispondere alla moglie il 50% delle spese straordinarie.

Nell’ambito delle spese straordinarie si distinguono:

  • le spese obbligatorie perché di fatto sono consequenziali a scelte già concordate tra i coniugi (come i libri di testo o l’acquisto di farmaci prescritti dal medico scelto di comune accordo);
  • le spese talmente urgenti da non richiedere il previo accordo tra i genitori (è il caso delle spese mediche urgenti e indifferibili).

Il genitore che sostiene tali spese (sia esso il genitore che paga l’assegno sia quello che lo riceve) può rivolgersi all’altro per ottenere il rimborso della parte ad esso spettante secondo i criteri di ripartizione stabiliti dal giudice o scelti dalle parti.

Mancato pagamento spese straordinarie

Non vi è alcuna differenza sostanziale, almeno in termini di inadempimento, tra l’assegno ordinario e quello straordinario per il mantenimento dei figli. Sicché, in caso di omesso versamento di tali importi – se debitamente giustificati dal genitore che ne ha sostenuto la spesa – si può essere condannati sia civilmente (con un’azione esecutiva di pignoramento dei beni), sia penalmente.

Sotto quest’ultimo profilo, ricordiamo che la persona che si sottrae agli obblighi giuridici di assistenza inerenti alla responsabilità di genitore o di coniuge abbandonando il domicilio domestico oppure mantenendo una condotta contraria all’ordine o alla morale delle famiglie è punita con la reclusione fino a un anno o con la multa da 103 euro a 1.032 euro. Anche se la legge prevede che il reato possa essere commesso da chiunque, soggetti attivi possono essere solo i genitori, il coniuge o la parte di un’unione civile.

Quanto ai genitori, è indifferente che essi siano uniti o meno in matrimonio. Può trattarsi anche di genitori adottivi.

Affinché scatti il reato, devono sussistere i seguenti elementi:

  • il soggetto offeso deve versare in stato di bisogno. Se i figli sono minori, lo stato di bisogno si presume perché insito nel fatto stesso che si tratta di soggetti che non possono procurarsi un reddito proprio;
  • il soggetto obbligato deve avere la concreta capacità di fornire i mezzi di sussistenza. Se invece si trova nell’impossibilità assoluta e incolpevole di somministrare tali mezzi, non c’è reato;
  • la mancata assistenza deve avere l’effetto di far mancare totalmente o parzialmente i mezzi di sussistenza. La nozione di mezzi di sussistenza (diversa da quella civilistica) comprende:
    • tutto ciò che attiene ai bisogni elementari dell’esistenza (vitto, abbigliamento, abitazione, medicinali, ecc.);
    • spese per l’istruzione dei figli;
    • altri beni importanti anche se relativi a esigenze qualificabili come secondarie o complementari alla vita quotidiana come i libri di istruzione per i figli minori, i mezzi di trasporto, i canoni per luce, gas, riscaldamento. 

Sotto l’aspetto civilistico, invece, se il genitore non versa il mantenimento per i figli oppure non partecipa alle spese straordinarie, può andare incontro alle seguenti conseguenze.

In caso di ritardo, il genitore beneficiario dell’assegno (creditore) può inviare all’altro genitore una diffida scritta con raccomandata a.r.

In caso di inadempimento delle spese straordinarie – al contrario di quelle ordinarie – il genitore richiedente deve ricorrere al tribunale per ottenere la condanna dell’altro. 

In particolare, in mancanza di prova sull’accordo, per legittimare l’esecuzione forzata, il coniuge interessato deve promuovere un giudizio affinché il giudice accerti l’effettiva sopravvenienza degli specifici esborsi contemplati dal titolo e la relativa entità (infatti, il credito è certo e liquido, ma non è esigibile). 

Solo dopo questo passaggio si può avviare il pignoramento dei beni. 

È altresì possibile agire in giudizio chiedendo che il tribunale:

  • ordini a un terzo creditore del coniuge obbligato di versare parte della somma dovuta direttamente al genitore beneficiario dell’assegno (si pensi al datore di lavoro);
  • garantisca l’attuazione del provvedimento, adottando se del caso anche dei provvedimenti sanzionatori.

Reato per il padre che si disinteressa del benessere dei figli

Peraltro, secondo il tribunale di Campobasso [1], commette il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare il genitore che, pur versando l’assegno per il mantenimento dei figli, si disinteressa delle loro esigenze scolastiche, sociali, sportive, in tal modo sottraendosi agli obblighi derivanti dal suo ruolo di genitore. 

Nel caso di specie, un padre veniva accusato dalla ex convivente – nonché madre dei suoi due figli – di trascurare i ragazzi e di non prestare il dovuto interesse alle loro esigenze. In particolare, pur versando sempre l’assegno ordinario di mantenimento ai figli e pur mantenendo con gli stessi un rapporto affettivo costante, il genitore non corrispondeva la metà delle spese straordinarie relative alle attività sociali e sportive dei figli e si disinteressava completamente delle loro esigenze scolastiche. Nello specifico, l’uomo non aiutava i ragazzi a fare i compiti, negava il suo consenso per la partecipazione alle gite scolastiche, non si recava agli incontri scuola-famiglia e vietava ai figli qualsiasi attività nei giorni in cui essi erano a lui affidati.

In questo modo, l’uomo rispettava solo formalmente i doveri impostigli dal giudice (ossia l’obbligo di versare il mantenimento e di partecipare agli incontri coi figli) piuttosto che essere presente nella vita di questi ultimi e interessarsi alle loro esigenze.

Tale condotta – chiarisce la pronuncia in commento – integra il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare, previsto dall’articolo 570 cod. pen..

Il quadro accusatorio veniva confermato dalle varie testimonianze, anche delle insegnanti dei minori, e delineava la totale sottrazione del padre agli obblighi di assistenza morale nei confronti dei figli, costui «apparendo più interessato a far rispettare, dalla sua ex compagna, gli accordi in merito al suo diritto di visita che il benessere dei figli». Inutile, per il giudice, è poi il tentativo dell’uomo di difendersi facendo leva sulla regolarità del versamento dell’assegno di mantenimento e sul fatto che lo stesso si prendeva cura della madre gravemente malata. Ciò non toglie, infatti, sottolinea il tribunale, che ciascun genitore debba farsi carico non solo dei mezzi di sopravvivenza vitale, ma anche degli «strumenti che consentono un sia pur contenuto soddisfacimento di altre complementari esigenze», tra le quali rientrano per l’appunto quelle scolastiche, sportive e sociali.


note

[1] Trib. Campobasso, sent. n. 474/2019


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube