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Mediazione: non è necessario né l’avvocato, né il giudice

20 Novembre 2013
Mediazione: non è necessario né l’avvocato, né il giudice

Ho una lite in corso con una ditta che mi ha venduto un prodotto difettoso: non voglio fare causa, ma vorrei provare una mediazione presso un organismo della città; è possibile attivare la mediazione senza doversi far assistere da un avvocato? Nel caso di esito negativo, sono obbliato a procedere con la causa o è una mia scelta?

È bene fare chiarezza su cos’è e a cosa serve la mediazione.

Si tratta di uno strumento volto a tentare una soluzione pacifica alla lite onde evitare che questa approdi in tribunale.

In determinati casi (quelli in cui si parla di “mediazione obbligatoria”), prima di procedere a notificare gli atti di avvio di una causa, è obbligatorio aver prima esperito tale tentativo di conciliazione. Diversamente, il giudizio non può essere intrapreso.

Alla luce di ciò, la mediazione può, dunque, essere:

obbligatoria, in tutte le materie indicate dalla lette (per l’elenco completo, leggi l’articolo “Quali sono le materie oggetto della nuova mediazione obbligatoria?”). In tali casi, per poter procedere in giudizio, le parti devono prima aver tentato una procedura di mediazione, altrimenti la causa non può iniziare;

facoltativa, cioè quando è voluta spontaneamente da una delle due parti, pur non essendo obbligata a farlo. Può avvenire, di conseguenza, in tutte le materie in cui la mediazione non è obbligatoria per legge;

delegata, quando la mediazione è imposta dal giudice alle parti nel corso di una causa. Può avvenire sia nelle materie in cui la mediazione è obbligatoria, sia in quelle in cui è facoltativa.

Presenza dell’avvocato

Ogni cittadino può sempre attivare una procedura di mediazione senza bisogno dell’assistenza di un avvocato. È bene però sapere che:

a) qualora la vertenza riguardi una delle materie rientranti nella mediazione obbligatoria: se l’accordo non va in porto e si voglia poi procedere in tribunale, non sarà possibile farlo. Infatti, in tali casi, solo la presenza del legale davanti al mediatore consente alla parte di procedere successivamente in causa;

– al contrario, qualora la vertenza riguardi una delle materie rientranti nella mediazione facoltativa: anche se la parte non era assistita, durante la mediazione, da un legale, sarà dopo libera di procedere in causa.

In entrambi i casi, il procedimento di mediazione effettuato prima di un giudizio, anche se non porta alla risoluzione della controversia, non obbliga mai le parti a instaurare per forza il procedimento davanti al giudice.

Per attivare la mediazione (sia essa obbligatoria o facoltativa), basta recarsi presso un organismo di mediazione, con una dettagliata descrizione della vicenda e delle richieste che si intendono fare alla controparte. Quest’ultima sarà poi avvisata dall’organismo stesso che, a tal fine, fisserà un incontro tra le parti.

Sarà una libera scelta della controparte, poi, presentarsi o meno davanti al mediatore, ferma restando la valutazione che potrà fare il giudice di tale comportamento.



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3 Commenti

  1. Questa tesi mi trova d’accordo.
    Anche il Ministero della Giustizia con la Circolare 27 novembre 2013 dice che l’avvocato è necessario solamente per poter procedere in un giudizio successivo:
    http://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_8_1.wp?previsiousPage=mg_1_8&contentId=SDC971358

    Di fatto però gli Organismi di Mediazione potrebbero pensarla in modo diverso.
    Volendo accettare una mediazione proposta da altri riguardo ad un comodato (materia che la legge comprende fra quelle per cui la mediazione – con avvocato – è condizione necessaria per procedere in giudizio), ho esposto la mia tesi all’Organismo di Mediazione Forense di Trento, e cioè che non essendo interessato a procedere in giudizio mi sarei presentato senza avvocato.
    La risposta testuale del OMF è stata: “…laddove all’incontro di mediazione non fosse assistito da un legale, la mediazione sarà dichiarata improcedibile”.
    Praticamente mi viene illegittimamente negata la possibilità di concludere un accordo in sede di mediazione, a meno di pagare un avvocato che mi rappresenti. Di conseguenza dovrò affrontare le spese per difendermi nel giudizio successivo che la controparte quasi certamente promuoverà.

    Non ho la minima idea di quale sarebbe l’organo competente per decidere un mio eventuale ricorso contro l’OMF di Trento, ma probabilmente in sede di ricorso dovrei avvalermi di un avvocato! Ah, l’ironia…

  2. Interessante osservare che il Consiglio nazionale forense è di parere diametralmente opposto rispetto al Min. Giustizia. Secondo la circolare n. 25-C-2013 del CNF la presenza dell’avvocato è condizione necessaria per procedere in qualsiasi tipo di mediazione, persino quella facoltativa!
    Bel pasticcio.

  3. È’ ora di finirla con l’obbligatorietà del patrocinio forense. L’art. 24 della Costituzione non lo prevede e l’art. 22 della CEDU consente l’autopatrocinio, come in tutto il resto dell’Europa.!

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