Coronavirus: cos’è la sindrome post Covid

27 Agosto 2020
Coronavirus: cos’è la sindrome post Covid

Un insieme di disturbi che persistono, anche a due mesi dal primo tampone che ha confermato la positività.

La chiamano «sindrome post Covid» o anche «long Covid», perché pare che colpisca, in particolare, chi è stato a lungo positivo a forme gravi di Coronavirus. È un malessere seguente all’infezione: strascichi della malattia che consistono in stanchezza, dolori articolari, perdita dei capelli, eruzioni cutanee, perdita di memoria, difficoltà a respirare, ansia.

Molti ex pazienti Covid hanno sofferto e soffrono tuttora di questi disturbi, specie se reduci da una lunga degenza in ospedale. Si sono negativizzati e sono quindi ufficialmente guariti, ma continuano ad avere problemi di salute legati alla pandemia. Stanno creando gruppi di auto aiuto anche su Facebook: uno di questi, in Italia, ha oltrepassato i mille iscritti. Riportano le loro esperienze: malesseri comuni che continuano anche a distanza di parecchio tempo dalla guarigione.

L’esistenza della sindrome post Covid è certificata anche da alcuni studi, pochi al momento. I risultati di uno, pubblicato sulla rivista Jama, uscirono a luglio: l’analisi era condotta da un gruppo di geriatri della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs e dell’Università Cattolica, campus di Roma. Il team di studiosi ha contattato alcuni ex pazienti Covid che lamentavano problemi di salute anche a distanza di due mesi dall’insorgere della malattia.

I disturbi non sembrano collegati a lesioni agli organi interni che, al momento, non sono documentate. Per Francesco Landi, primario di Medicina Fisica e Riabilitazione e responsabile del Day Hospital Post Covid, intervistato dal Corriere della Sera, «andranno probabilmente a scomparire. Siamo ottimisti. Certo che anche chi è rimasto a casa in lockdown per due mesi ha contravvenuto ai due principi che sono i cardini del buon vivere, esercizio fisico e alimentazione sana».

Come dire: il Covid ha lasciato strascichi in tutti, anche in chi non è mai stato positivo e non soffre di alcuna sindrome post Covid. «Non sottovalutiamo l’aspetto psicologico – ha detto Landi al CorSera -: il nostro prossimo articolo parla di un 20% di persone che hanno una sindrome post traumatica da stress “vera” con conseguenze serie che li assimila del tutto ai reduci di guerra».



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