Guida dell’auto di un altro sottoposta a fermo: multa valida

27 Agosto 2020 | Autore:
Guida dell’auto di un altro sottoposta a fermo: multa valida

Va sanzionato chi utilizza una macchina con le ganasce fiscali, a meno che dimostri che l’errore è stato incolpevole e inevitabile.

Non sempre la buona fede è una scusa per poter evitare una multa. Ci sono dei paletti più che rigidi in certe circostanze che vietano di mettersi al volante di una macchina su cui sono state poste le cosiddette «ganasce fiscali», cioè il fermo amministrativo che impedisce di muovere il veicolo di un centimetro. Quindi, se ci si mette alla guida dell’auto di un altro sottoposta a fermo, si rischia la multa. Lo ha stabilito un’ordinanza della Cassazione [1].

Non basta dire che si doveva correre in ospedale a trovare un parente finito al pronto soccorso o di non sapere che il veicolo dell’amico era sottoposto a fermo: l’unico modo, secondo la Suprema Corte, di evitare la sanzione è quello di provare che l’errore è stato «incolpevole e inevitabile». Altrimenti, la multa è valida.

Gli ermellini hanno rispolverato una legge del 1981 [2] secondo cui «per le violazioni amministrativamente sanzionate, è richiesta la coscienza e volontà della condotta attiva o omissiva, sia essa dolosa o colposa». Un principio che porta alla «presunzione di colpa in ordine al fatto vietato a carico di colui che lo abbia commesso – si legge nella sentenza –, non essendo necessaria la concreta dimostrazione del dolo o della colpa in capo all’agente, sul quale grava, pertanto, l’onere della dimostrazione di aver agito senza colpa».

Quando si può fare ricorso alla buona fede ed evitare, così, la multa? La riposta arriva sempre dalla Cassazione: «Solo in presenza di elementi positivi idonei a ingenerare, nell’autore della violazione, il convincimento della liceità del suo operato». A patto, però, che l’errore sia «incolpevole e inevitabile, siccome determinato da un elemento positivo, idoneo a indurlo in errore ed estraneo alla sua condotta non ovviabile con ordinaria diligenza o prudenza». All’automobilista, l’onere della prova.


note

[1] Cass. ordinanza n. 17857/2020.

[2] Art. 3 legge 689/1981.


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