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Verbale legge 104

28 Agosto 2020 | Autore:
Verbale legge 104

Certificazione di riconoscimento di handicap in situazione di gravità: requisiti, chi la rilascia, adempimenti, ricorso.

La legge 104 [1] riconosce al disabile, portatore di handicap in situazione di gravità, numerose tutele: per i lavoratori con handicap grave e per i familiari che li assistono, ad esempio, è possibile fruire di tre giorni di permessi mensili retribuiti. I familiari che assistono un disabile grave possono anche fruire di un congedo retribuito pari a un massimo di 2 anni nell’arco della vita lavorativa. A favore dei disabili beneficiari della legge 104 vi sono, inoltre, numerose agevolazioni fiscali, dalla detrazione per l’acquisto del veicolo a quella per l’acquisto di ausili e strumenti informatici, dalla deduzione per le spese mediche e di assistenza specifica alla detrazione dei costi per l’abbattimento di barriere architettoniche. Senza contare specifici incentivi economici e sussidi erogati dall’Inps in relazione allo stato di invalidità.

Perché possano essere riconosciuti i benefici della legge 104, occorre che un’apposita commissione medica riconosca l’interessato portatore di handicap in situazione di gravità, con l’emissione del cosiddetto verbale legge 104.

Facciamo allora il punto sulle condizioni alla base del riconoscimento dei benefici legge 104, sulla procedura necessaria per il rilascio del verbale e sulla validità di certificazioni diverse. Vediamo inoltre quali sono i rimedi da esperire nell’ipotesi in cui le condizioni per godere delle agevolazioni legge 104 non siano riconosciute.

Chi è portatore di handicap?

È considerato portatore di handicap chi presenta uno svantaggio sociale derivante da un’infermità o una menomazione; nello specifico, l’handicap consiste in una minorazione fisica, psichica o sensoriale, sia stabile che progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa.

L’handicap può essere valutato non grave, in situazione di gravità o superiore ai 2/3. L’handicap può essere poi motorio, sensoriale, psichico o intellettivo.

Non sempre è sufficiente il semplice riconoscimento di un handicap non grave per fruire dei benefici della legge 104: la maggior parte delle agevolazioni legge 104 è infatti riconosciuta nel caso in cui l’interessato sia valutato portatore di handicap grave.

Per approfondire: Guida alla legge 104.

Il portatore di handicap è anche invalido?

Il portatore di handicap nella generalità dei casi è riconosciuto anche invalido, ma è importante fare attenzione a non confondere l’handicap con l’invalidità. Quest’ultima condizione consiste nella riduzione della capacità lavorativa della persona, generica (invalidità civile) o specifica (pensionabile), derivante da un’infermità, anche di natura psichica, o da una menomazione, congenita o acquisita, permanente o a carattere progressivo.

Se l’interessato non è in età lavorativa (cioè risulta minorenne o over 67), per valutare l’invalidità non ci si deve riferire alla capacità lavorativa, ma alla capacità di svolgere i compiti e le funzioni proprie dell’età.

Come si chiede il riconoscimento della legge 104?

Per chiedere il riconoscimento delle agevolazioni della legge 104, cioè connesse alla condizione di portatore di handicap, è necessario ovviamente il riconoscimento di questa condizione. Come già osservato, in rapporto alla maggior parte dei benefici legge 104 è richiesto il riconoscimento non di un semplice handicap non grave, ma di un handicap in situazione di gravità.

La domanda di riconoscimento dell’handicap deve essere inviata all’Inps, dopo il rilascio dell’apposito certificato medico introduttivo da parte del medico curante, o di un altro medico specialista convenzionato col Servizio sanitario nazionale.

È possibile inviare la domanda attraverso il servizio online del portale web dell’Inps “Invio domanda d’invalidità”: la procedura è unica ed è utile anche per il riconoscimento dello stato d’invalidità, dell’eventuale condizione di non autosufficienza e di ulteriori condizioni (cecità, sordità…). Per accedere al servizio, è necessario essere in possesso di pin Inps dispositivo, Spid almeno di secondo livello, carta d’identità elettronica o Cns, carta nazionale dei servizi. In alternativa, si può inviare la domanda d’invalidità tramite contact center Inps o patronato.

Una volta inoltrata la domanda, l’interessato viene convocato a visita innanzi all’apposita commissione medica., incaricata della valutazione dello stato di handicap e dell’eventuale emissione del verbale legge 104.

Per approfondire e sapere nel dettaglio come richiedere il riconoscimento dell’handicap: Domanda legge 104, invalidità, accompagno.

Da chi è composta la commissione medica per il verbale legge 104?

La commissione medica incaricata di verificare se l’interessato è portatore di handicap [2] è composta da cinque membri:

  • un medico specialista in medicina legale, che assume le funzioni di presidente;
  • due medici, di cui uno scelto prioritariamente tra gli specialisti in medicina del lavoro;
  • un medico di categoria, che varia in base alla specifica condizione da riconoscere (invalidità, cecità, sordità, handicap); per gli invalidi, si tratta di un rappresentante dell’Associazione nazionale dei mutilati ed invalidi civili (Anmic), per i ciechi dell’Unione italiana ciechi, per gli affetti da sordità dell’Ente nazionale per la protezione e l’assistenza ai sordomuti e, infine, per i portatori di handicap dell’Associazione nazionale delle famiglie dei fanciulli ed adulti subnormali;
  • un operatore sociale;
  • la commissione è integrata da un medico dell’Inps in qualità di membro effettivo [3].

La commissione deve valutare complessivamente lo stato psico-fisico della persona, assieme alle eventuali possibilità di miglioramento; in relazione all’handicap, la commissione deve valutare lo specifico svantaggio sociale, familiare o lavorativo, derivante dall’infermità o dalla menomazione.

Emissione verbale legge 104

All’esito della visita, la commissione medica rilascia un verbale contenente la diagnosi effettuata, che viene spedito al paziente. Il verbale può essere anche consultato nel sito dell’Inps, tramite il servizio “Consultazione domande d’invalidità”.

Nelle more del rilascio del verbale definitivo, può essere emessa una certificazione provvisoria che ha validità sino all’emissione del verbale.

Certificazione provvisoria

Nel caso di mancato rilascio della certificazione di disabilità grave entro 45 giorni dalla presentazione della domanda, l’interessato, per ottenere alcune agevolazioni della legge 104, come i permessi, può presentare un certificato rilasciato da un medico specialista nella patologia denunciata, in servizio presso la Asl, che attesti l’handicap in situazione di gravità [4].

La certificazione provvisoria di disabilità grave deve specificare, per essere ritenuta idonea:

  • la diagnosi;
  • la descrizione delle difficoltà socio-lavorative, relazionali e situazionali che la patologia determina;
  • l’assunzione da parte del medico di responsabilità di quanto attestato in verità, scienza e coscienza.

In caso di patologie oncologiche la certificazione provvisoria può essere considerata utile a partire dai 15 giorni successivi alla presentazione della domanda alla commissione medica integrata.

Se, in base al verbale definitivo, l’interessato non è riconosciuto portatore di handicap grave, l’Inps procede al recupero delle eventuali somme indebitamente percepite per aver fruito delle agevolazioni legge 104, come i permessi retribuiti.

Verbale legge 104 rivedibile

Che cosa succede se il verbale legge 104 rilasciato è soggetto a revisione?

Se è rilasciato un verbale legge 104 rivedibile, il disabile può fruire delle prestazioni connesse al riconoscimento dell’handicap fino al completamento della procedura sanitaria di revisione, tenendo presente quanto segue:

  • se l’interessato fruisce di un’indennità anticipata dal datore di lavoro per i permessi mensili legge 104, può continuare a fruire dei tre giorni di permesso nel periodo compreso tra la data di scadenza del verbale rivedibile e il completamento della revisione, senza necessità di presentare una nuova domanda;
  • se l’interessato fruisce del prolungamento del congedo parentale e dei permessi orari retribuiti, può continuare a godere di questi benefici, nel periodo compreso tra la data di scadenza del verbale rivedibile e il completamento della revisione, soltanto presentando una nuova domanda;
  • se l’interessato beneficia del pagamento diretto Inps dell’indennità per permessi e congedi legge 104, può continuare a godere di questi benefici, nel periodo compreso tra la data di scadenza del verbale rivedibile e il completamento della revisione, soltanto presentando una nuova domanda.

In ogni caso, il disabile è obbligato a comunicare tempestivamente all’Inps e al datore di lavoro ogni variazione delle situazioni di fatto e di diritto dichiarate nella domanda a suo tempo presentata.

Come contestare il verbale legge 104?

Se nel verbale emesso dalla commissione medica integrata non è riconosciuta la condizione di portatore di handicap, o è riportato un grado di handicap inferiore rispetto a quello da cui il disabile ritiene di essere affetto, questi può:

  • presentare ricorso giudiziario contro l’esito del verbale; prima del ricorso si deve però obbligatoriamente sottoporre a un accertamento tecnico preventivo;
  • presentare una domanda di revisione, nel caso in cui le condizioni si siano aggravate rispetto al momento in cui sono avvenuti gli accertamenti sanitari.

Domanda di revisione legge 104

Nel dettaglio, attraverso la domanda di revisione, il disabile può chiedere all’Inps di essere sottoposto a una nuova visita, per accertare il peggioramento delle proprie condizioni: ad esempio, attraverso la visita di revisione un disabile riconosciuto portatore di handicap non grave può essere valutato portatore di handicap in situazione di gravità.

Non è possibile chiedere la revisione se le condizioni di salute non sono cambiate, rispetto alla precedente visita che ha dato luogo al diniego del riconoscimento dell’handicap, o al riconoscimento di un handicap di gravità inferiore rispetto a quello atteso.

L’eventuale verbale di riconoscimento dell’handicap rilasciato a seguito della revisione non ha, in ogni caso, efficacia retroattiva.

Ricorso verbale legge 104

L’interessato può impugnare il verbale della commissione medica con il mancato riconoscimento dell’handicap (o recante il riconoscimento di un handicap di grado inferiore), depositando, entro 6 mesi dalla notifica del provvedimento, un ricorso al tribunale competente, ossia al tribunale del luogo in cui risiede.

A seguito della presentazione del ricorso, il giudice fissa l’udienza per la comparizione delle parti e dispone che il ricorso, insieme al decreto di fissazione dell’udienza, sia notificato all’Inps, che deve costituirsi in giudizio.

Per approfondire: Contestazione verbale Legge 104


note

[1] L. 104/1992.

[2] Art. 6, L. 118/1971: stabilisce che l’accertamento delle condizioni di minorazione sia effettuato in ciascuna provincia dalla commissione sanitaria nominata dal prefetto. La commissione incaricata di verificare se l’interessato è portatore di handicap è la cosiddetta commissione Asl/ Inps integrata, di cui all’art. 4, co. 1 L. 104/1992

[3] Art. 20, DL 78/2009.

[4] Circ. Inps 127/2016.


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